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rossoTutto preso dal Sekiro: Shadow Dies Twice di FromSoftware, dalla voglia di stealth stile shinobi e da quello sprazzo di nostalgia che ogni tanto coglie alla sprovvista ma non fa mai male (falso), ho voluto – se non dovuto – riprendere in mano una delle mie saghe favorite dell’era della prima Playstation.
Una serie attualmente in possesso della stessa FromSoftware tra l’altro.
Eh sì, Tenchu mi è sempre rimasto nel cuore dal 1998.

Sapendo già a memoria i primi classici capitoli per le prime due console casalinghe Sony, ho pensato “ma sì, perché non recuperarne qualcun altro tra quelli usciti dopo”.
Eheh… “perché” mi chiedevo.
Beh, ora posso rispondere al me stesso del recente passato: PER SALVARMI LA VITA.

Già con Fatal Shadows sentivo odore di declino, ma qui c’è proprio puzza di morte. Proprio come scrissi nell’articolo sul titolo appena citato. Però questo è… aiuto…
Tenchu Time of the Assassins avrebbe dovuto chiamarsi Tenchu Assassin of Time, perché ‘sta cosa mi ha ucciso il tempo che avrei potuto sfruttare per recuperare altro. E non l’ha assassinato furtivamente eh, macché. Ho visto e sentito tutto. Purtroppo.

Qual era l’intento degli sviluppatori? Riprendere tutti i personaggi della serie conosciuti fino ad allora e dare a tutti un’avventura completamente fanservice in versione portatile? Perché sì, secondo me hanno pensato solo a questo, del tipo “We, mettiamoci tutti: i buoni Rikimaru e Ayame, poi Tesshu dal Wrath of Heaven, Rin dal Fatal Shadows, e perché no, di nuovo la nemesi Onikage. Tutti giocabili. Ma sì, mettiamo tutto. Pure le musiche. Le stesse dei vecchi. TUTTO. Basta così? Ok, apposto. Prendete a mangiatene tutti!”

E quindi via di clown fiesta, tra comparto tecnico più legnoso e spoglio del primissimo capitolo di otto anni prima, livelli menomati e senz’anima progettati da neonati con le Lego, telecamera casualissima e IMBARAZZANTE che si può solo centrare o aggiustare (circa) con la prima persona (il vero nemico del gioco), comandi duri e legnosi proprio come le animazioni dei personaggi, doppiaggio inglese che BABBABIA meglio stare zitti… cioè, LORO devono stare zitti…

Un supplizio continuo, scialbo, senza NESSUNA idea, che sia UNA, e lungo ben CINQUE STORIE con OTTO CAPITOLI L’UNA. Non finiva più praticamente… e meno male che le missioni durano sì e no dieci minuti massimo, quindi boh, quanto dura in tutto… sei orette totali o quasi?
Anche troppe in verità.
E ci sono pure altre modalità, compreso il multigiocatore, ma è stato un parto doloroso giocarlo, quindi immaginate completarlo al 100%… GUAI A GIOCARCI ANCORA!

Che già le storie altro non sono che dei piccoli “spin-off” dei vecchi capitoli, tutti scollegati tra loro poi, visto che, tolte le parti di Rikimaru e Ayame, si narrano vicende cronologicamente piazzate in ogni capitolo della serie uscito fino ad allora, così, a caso… boh, vabbè.

Meno male ci sono le bellissime ed immortali musiche, TUTTE riprese, manco mezza originale, come prima accennato. Per non parlare della presenza dei “soliti noti” ovviamente.
Roba che può allietare solo i vecchi fan in pratica… forse… o forse no.

… Bon, passiamo ad altro va.