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Il boom di titoli indipendenti al quale stiamo assistendo da qualche anno a questa parte, e che, finalmente, è uscito dalla nicchia PC per approdare a nuove piattaforme, spesso porta con sé titoli dimenticabili, magari mere “scopiazzature” dei giochi più noti. Fortunatamente esistono delle eccezioni, piccole perle nate nell’ombra che si rivelano essere creazioni piacevoli e diverse, nell’ormai saturo panorama videoludico. E’ questo il caso di Aragami, gioco indie sviluppato e pubblicato da Lince Works, e disponibile per PC e PS4.

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Il primo dialogo tra Aragami e Yamiko, getterà le basi per la nostra avventura

Lo spirito oscuro dell’antico Giappone
Il protagonista è colui che dà anche il nome al gioco. Impersoneremo infatti un Aragami, uno spirito vendicativo del mondo delle ombre, evocato dalla principessa Yamiko. Lo scopo dell’Aragami, sotto la guida della bella principessa, sarà inizialmente quello di liberare la stessa e la sua imperatrice, cadute prigioniere dell’esercito Kaiho durante l’occupazione del loro villaggio. Yamiko si presenta a noi come una proiezione mentale, affermando di essere riuscita ad evocarci attraverso un preciso rituale che però risulta oscuro persino a lei. L’unica condizione fondamentale consiste nel fatto che la missione dovrà avere successo prima dell’alba, pena la distruzione dell’Aragami causata dal contatto con i raggi solari.
E’ proprio la forza della luce la principale fonte di pericolo per il nostro “eroe“, e sfortuna vuole che il nostro nemico, l’esercito di Kaiho, sia costituito da seguaci del Sole muniti di armi letali proprio per l’Aragami.
Una storia apparentemente semplice, ma che nasconde molte sfaccettature e colpi di scena fin nelle ultime battute, che riveleranno come il legame tra l’Aragami e Yamiko vada oltre il mero rituale. Il protagonista è infatti in grado di rivivere i ricordi della principessa e particolari eventi dell’assalto Kaiho, avvenuto in realtà in un tempo diverso da quanto saremo inizialmente portati a credere.
Ogni capitolo ci farà scoprire qualcosa di più sui protagonisti. Vedremo come anche il più comune spirito delle ombre possa essere in grado di provare dei sentimenti, e conosceremo il difficile passato della principessa Yamiko, una ragazza all’apparenza fragile, ma che si rivelerà essere molto più forte del previsto.
Come se ciò non bastasse, il progredire della storia ci porrà di fronte ad alcune evoluzioni dei fatti che metteranno in dubbio il nostro stesso ruolo, e quello della nostra creatrice, fino ad un epilogo sorprendente.

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Cosa fare? Muoversi nell’ombra o eliminare ogni minaccia? A noi la scelta!

Il gioco delle ombre
Aragami si presenta come un gioco d’azione con meccaniche stealth nel quale, muovendoci liberamente per gli ambienti di gioco, dovremo sempre prestare la massima attenzione per non farci scoprire dal nemico, pena l’essere attaccati (con esiti disastrosi) o causare l’arrivo di eventuali rinforzi. Il riuscire a scappare dagli stati di allerta non sarà però sinonimo di sicurezza, in quanto i soldati nemici presteranno maggiore attenzione all’ambiente circostante, rendendoci così la vita più difficile.
Possiamo quindi scegliere di affrontare i vari capitoli con due approcci differenti, evitando completamente gli scontri e sfruttando le ombre, oppure eliminando silenziosamente tutte le minacce. Ma come fare ciò?
L’Aragami, in quanto spirito delle ombre, sfrutta le stesse per utilizzare le proprie capacità di movimento, attacco e difesa. Di base infatti avremo l’abilità di teletrasportarci nelle zone d’ombra a noi vicine, così da spostarci rapidamente e in sicurezza. L’ombra possiede però anche un potere rigenerativo per il nostro protagonista. Utilizzare le tecniche dell’Aragami, andrà via via consumando una sorta di barra della “magia”, rappresentata dai ricami bianchi sul mantello del protagonista. Per ricaricare tale barra, sarà necessario soffermarci per qualche istante all’interno delle ombre proiettate dai vari oggetti presenti nello scenario. Di contro, essere esposti direttamente a fonti di luce, quali fiaccole o lanterne, andrà a consumare il ricamo sul nostro mantello, oltre a lasciarci completamente esposti e visibili.
Ho parlato di tecniche, perchè sì, il nostro Aragami potrà avvalersi di numerose abilità da sbloccare attraverso il ritrovamento dei collezionabili del gioco, pergamene che, oltre a fornirci punti da spendere per potenziare il personaggio, ci informeranno anche sui tragici fatti avvenuti nel mondo che ci circonda.
Lo stile di gioco, pur rappresentato una versione “limitata” delle categoria action, riesce comunque a funzionare in modo perfetto per l’esperienza che i ragazzi di Lince Works intendevano presentarci.
Qualche piccola esitazione potremmo incontrarla durante lo scontro con il primo boss, ma sarà sufficiente un minimo di pratica per risolvere la questione in poche battute.
Benché il gameplay consista principalmente nel distruggere dei generatori di luce per poter avanzare nelle aree successive, la curva di difficoltà crescente, costituita da una struttura di livelli sempre più complessa e tipologie di nemici man mano più letali, manterranno il livello di sfida sempre adeguato. Senza contare ovviamente la componente narrativa di cui ho già parlato nel paragrafo precedente, che ci accompagnerà per tutto il gioco.
Un plauso va poi agli ultimi livelli dove, per colpa dei fulmini, spesso vedremo scomparire nel nulla le nostre tanto amate ombre.
Per i più vanitosi è anche previsto un sistema di punteggio e giudizio a conclusione di ogni capitolo.

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Un’architettura dei livelli ricercata, riesce a creare scorci molto gradevoli

Un sole splendente, o una semplice lampadina?
Eccoci quindi arrivati alla parte dell’Incontro dove vi porto le mie impressioni, tutt’altro che professionali, riguardanti la sfera tecnica nel suo complesso, e che solitamente rappresenta il punto dolente delle produzioni indipendenti. Ma Argami è una meraviglia sotto ogni aspetto!
Sì, avete letto bene! E ne sono stupito anche io, visto che al comparire del logo Unity Engine (lo stra – abusato motore grafico degli ultimi anni), avevo già voglia di chiudere tutto e darmi alla macchia…e invece!
La scelta grafica di proporre il gioco in uno stile cel-shading (simil fumetto, per intenderci), è sicuramente la soluzione vincente per questo tipo di motore. Ma al di là dell’aspetto visivo veramente, e sottolineo veramente, curato, l’ottimizzazione effettuata sul gioco (versione PC) si riesce quasi a percepire, permettendo di scalare le varie impostazioni per far fronte ad ogni tipo di configurazione hardware, senza mai accusare rallentamenti o problemi minori, anche volendo osare qualcosa di più. L’unico punto debole è uno degli ultimi livelli, dove si nota un apparentemente immotivato calo netto delle prestazioni. Nulla comunque che infici il gameplay, potete stare tranquilli.
Le animazioni, i modelli e la struttura dei livelli mostrano una cura quasi maniacale da parte del team indipendente, ed è stata una vera sorpresa notare nei titoli di coda la voce relativa al “motion capture”, che ha permesso di creare delle bellissime scene di combattimento, oltre ai movimenti fluidi e credibili del nostro protagonista.
Ma Aragami non è solo bello da vedere, risulta magnifico da ascoltare. La colonna sonora del gioco richiama tutte le tinte orientali del periodo, senza però disdegnare degli arrangiamenti più moderni nelle fasi maggiormente concitate, il tutto restando sempre perfettamente coerenti con lo spirito del gioco.
Certo, a livello tecnico c’è ancora qualche piccola magagna, rappresentata da bug minori nel menu dei settaggi, nulla però che non possa essere risolta con una patch correttiva nei primi giorni di lancio (mi è già stato possibile sincerarmi della buona volontà degli sviluppatori nella sola beta).

Video bonus:

Indice di rapimento

In uno scenario che trae spunto dai miti del Giappone feudale, i ragazzi di Lince Work sono riusciti a creare un gioco che, con un gameplay semplice, ma nel complesso articolato, e una trama molto piacevole fatta di intrighi e menzogne, riesce ad intrattenere, divertire e commuovere durante le circa 6-7 ore necessarie al suo completamento. Aragami rappresenta una piccola perla che emerge dal mare dei titoli indipendenti tutti uguali, e che sento di consigliare caldamente a tutti voi terrestri.