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Altra storia, altro assassino, torna Desmond Miles. Con Assassin’s Creed II la casa sviluppatrice canadese, Ubisoft Montreal, ha deciso di abbandonare il periodo della Guerra Santa e spostarsi avanti negli anni fino a giungere al Rinascimento italiano.

Se avete letto il mio parere su Assassin’s Creed molto probabilmente vi starete domandando perché mai abbia deciso di comprare Asasssin’s Creed II, visti i tanti difetti del primo capitolo.
Domanda più che lecita. Al contrario di quanto potrebbe trasparire dalle mie parole, in realtà il gioco mi piacque la prima volta che lo giocai su XBox 360, e continuo a reputarlo un buon titolo dal punto di vista della trama, con tanti spunti interessanti per la serie, anche dopo averlo rigiocato recentemente per Playstation 3.
Ovviamente temevo il ripresentarsi degli stessi difetti anche in questo secondo capitolo, ma Ubisoft è riuscita in parte a stupirmi, migliorando molti aspetti della formula di gioco, ma continuando a peccare dal punto di vista tecnico dove, se da un lato vi è un notevole passo avanti, dall’altro troviamo qualche passo indietro. Ma andiamo per ordine e vediamo cosa offre questo capitolo della saga.
Lasciati i panni di Altaïr (l’assassino con il cognome impronunciabile), ci troveremo a vestire il pannolino di Ezio Auditore, primo erede dell’omonima casata di Firenze. Dopo i vagiti iniziali che serviranno da tutorial, la scena si sposterà stabilmente su un Ezio adolescente alle prese con il costante conflitto contro la casata rivale, i Pazzi (no, non c’entra nulla in nostro caro collega Marziano). Senza rivelare troppo della storia, assisteremo ad un tragico evento che farà crollare su Ezio tutto il peso della lotta portata avanti dal padre, importante membro della setta degli assassini, nei confronti dei millenari nemici templari. La narrazione ci porterà infatti a scontrarci direttamente con i Borgia, grandissimo nome nella storia italiana, che qui assumeranno le tinte dei cattivi alla ricerca di un Frutto dell’Eden già a noi noto nel precedente capitolo. In tutto questo, Desmond, fuggito dai laboratori Abstergo grazie all’aiuto di una vecchia conoscenza, si troverà a lottare contro il tempo per scoprire il segreto che si cela dietro questo straordinario manufatto.
Ancora una volta si sprecano i rimandi a personaggi realmente esistiti e ovviamente adattati per l’universo di AC. Tra le figure storiche che incontreremo lungo il nostro percorso di gioco, resterà maggiormente impressa nei ricordi quella di un giovane Leonardo da Vinci, rappresentato in tutta la sua genialità. Leonardo infatti sarà un potente alleato che si occuperà di potenziare il nostro arsenale grazie agli strani progetti codificati giunti da un passato ignoto e che il giovane inventore sarà in grado di decifrare in tempi da record.

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Leonardo insieme ad una delle sue più celebri invenzioni… che potremo utilizzare!

Come ho anticipato qualche riga più su, l’aspetto tecnico di Assassin’s Creed II è un passo avanti rispetto al primo episodio, ma anche un passo indietro. Graficamente, personaggi, città e ambienti sono realizzati in modo ottimo, rendendo ACII un titolo visivamente molto ricco. Purtroppo però, riferendomi alla versione PS3 da me giocata, lo scotto da pagare per tanta bellezza è da ricercarsi in un framerate ballerino, un vistoso aliasing (sul quale però è facile sorvolare) e un tearing molto fastidioso. Fortunatamente con il procedere delle ore di gioco si fa in parte l’abitudine a tali difetti che non incidono nella giocabilità del titolo.
Ancora una volta, le varie città che visiteremo, specialmente Firenze e Venezia, sono realizzate ottimamente, sebbene in scala rispetto alla realtà. Gli stili architettonici saranno ben distinguibili e non sarà difficile riconoscere gli edifici più importanti, replicati con estrema cura.

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Venezia sarà una gioia per gli occhi, specialmente durante il carnevale

Il sostanziale passo avanti è nel comparto di gioco vero e proprio. Ubisoft si è impegnata nel ridurre al minimo la ripetitività delle situazioni, così che ci troveremo di fronte a missioni principali piacevoli e incarichi secondari dotati di maggiore varietà rispetto al passato. Non aspettatevi però dei miracoli: ad esempio, le missioni secondarie da assassino si limiteranno, nella maggior parte dei casi, al recarci in una zona indicata, individuare il bersaglio tramite l’occhio dell’aquila ed eliminarlo, oppure al far fuori un certo numero di nemici entro un tempo limite. Nulla di eclatante quindi, ma sempre meglio del solito salvataggio di un tizio qualunque dalle guardie ripetuto fino alla nausea.
Altra importante aggiunta riguarda villa Auditore a Monteriggioni, che fungerà da quartier generale di Ezio e che potremo ampliare e abbellire con tutti gli elementi acquistabili in gioco. Ho detto acquistabili? Avete capito bene, in Assassin’s Creed II saranno presenti vari mercanti suddivisi in medici, fabbri, sarti e mercanti d’arte. Grazie a questo espediente potremo personalizzare ampiamente il vestiario e l’armamentario di Ezio, curarlo rapidamente e, grazie Ubisoft, facilitarci il recupero dei tesori collezionabili tramite l’acquisto di speciali mappe.
Ho gradito particolarmente l’inserimento delle Cripte degli Assassini, delle vere e proprie sezioni piattaforma, alcune particolarmente complesse, grazie alle quali avremo la possibilità di impadronirci dell’armatura di Altaïr presente nella tenuta di Monteriggioni.
Ne volete ancora? Ebbene, eccovi serviti. Alcuni importanti edifici nasconderanno dei glifi che saranno visibili solamente tramite l’occhio dell’aquila. Una volta raggiunto un glifo si avrà accesso ad un enigma (spesso parecchio tosto) la cui risoluzione permetterà di sbloccare parte di un video chiamato “La verità” e collegato al misterioso Soggetto 16, individuo che precedette Desmond nei laboratori Abstergo e autore di ciò che abbiamo visto alla fine del primo capitolo.
E dopo aver parlato tanto bene del gioco è ora che vi becchiate il difetto: il sistema di combattimento. Se da una parte una maggiore varietà di armi e nemici, unita ad una migliore animazione dei personaggi, rende i combattimenti molto più fluidi rispetto al primo capitolo, dall’altra permane il turno al banco della carne (“Guardate che meraviglia, quest’agnello!”) e risulta particolarmente semplificato il sistema di contrattacco, adesso molto meno fiscale sulla tempistica rispetto al passato.

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Le fasi piattaforma delle cripte risulteranno stimolati e divertenti

Indice di rapimento

In conclusione Assassin’s Creed II è il titolo grazie al quale Ubisoft ha dato nuova linfa alla sua creazione. Prende quanto c’era di buono nel primo capitolo e lo migliora, creando una storia interessante e un protagonista vivo e credibile nei suoi drammi quanto nella sua crescita interiore. Certo vi sono ancora gli strascichi di alcuni difetti, ma il secondo capitolo è un ottimo esempio di come possano essere migliorate le meccaniche di un gioco pur mantenendone inalterata l’essenza e lo stile.