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1960, salvatosi per puro miracolo da un pauroso incidente aereo nel bel mezzo dell’oceano Atlantico, Jack riesce a raggiungere quello che sembra essere una specie di faro, lì inaspettatamente trova una batisfera, mezzo che lo condurrà verso le più remote profondità degli abissi, destinazione finale Rapture, un’immensa città sott’acqua, luogo tanto bello quanto folle.

Questa appena descritta è la breve introduzione che ci condurrà in questo fantastico mondo partorito dal genio creativo di Ken Levine e dai ragazzi di 2K (ex Irrational Games), una storia appagante, mai noiosa, con vari colpi di scena e spunti riflessivi.

Rapture è quella che si può considerare benissimo l’Atlantide del XX secolo, parallelismo non forzato ma chiaramente voluto dall’autore, titolo che per certi versi rappresenta anche una velata critica alla società moderna. Una città fondata dopo la fine della seconda guerra mondiale, libera dai vincoli odierni, un luogo ad immagine e somiglianza del suo creatore Andrew Ryan, dove le menti più brillanti del pianeta in ogni settore (scienza, filosofia, arte, ingegneria, sport, ecc.) potessero trovare un rifugio sicuro, sentirsi libere ed esprimere tutto il loro potenziale. Il mito di Atlantide ci insegna però che la bramosia, gli interessi economici e la sete di potere dell’uomo, nel tempo prende il sopravvento sui valori etici e morali, portando alla corruzione città e abitanti.

Per il nostro protagonista senza voce, non ci sarà nessun squillo di trombe ad accoglierlo, nessun comitato di benvenuto, solo luoghi dotati di grande fascino ma ora in rovina, specchio dei tempi che furono, posti apparentemente abbandonati, in realtà popolati da terribili creature.

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L’entrata in Rapture

Quello che subito colpisce di questo titolo è la spettacolare ambientazione, vivere un’esperienza di gioco in una città sottomarina è già di per sé una cosa molto intrigante, ma se a questa viene aggiunta una tinta vintage, con locali anni 50 abbelliti da vari elementi di Art Decò e impreziosita da colonne sonore di quell’epoca e antecedenti, allora diventa veramente qualcosa di particolare. Una grafica per l’epoca (parliamo del 2007) sbalorditiva, l’acqua in particolare è ricreata con maestria, ma anche oggi diciamo fa la sua degna figura. Alcuni scenari hanno un design magnifico, il giardino botanico è quello che più mi ha impressionato, luoghi talmente reali che quasi si possono toccare con mano.

Il gameplay di Bioshock è frenetico, coinvolgente, uno dei pochi giochi dove le ore passano, ma la stanchezza non sopraggiunge mai. Nel gioco potremo usare vari tipo di armi convenzionali con la mano destra, mentre con la sinistra potremmo usare attacchi speciali attraverso l’uso dei plasmidi (elementi genetici ricombinanti capace di alterare il DNA e conferire all’ospite nuovi poteri). Sia le munizioni che il potere speciale (Eve), dovremo acquistarli nei vari rivenditori o trovarli in giro per Rapture, mentre l’Adam, elemento chiave del gioco, servirà a sbloccare nuove abilità speciali.

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Plasmidi in azione

L’Adam oltre ad essere la sostanza che ha portato in rovina la città tramutando le persone in orribili ricombinanti genetici, è anche l’elemento bramato dalle sorelline, piccole fanciulle dall’aria innocente avvolte da un alone di mistero, scortate dagli onnipresenti Big Daddy, una sorta di palombaro gigante armato fino ai denti, capace di abbattere un nemico in pochi secondi. Gli scontri in generale sono molto divertenti, non un semplice spara spara, ma spesso bisogna sfruttare l’ambiente circostante per valorizzare al massimo il potere dei plasmidi. Quelli contro i Big Daddy sono stati di sicuro i più appaganti, anche se le camere della vita (una sorta di checkpoint dove si riprende la partita quando si muore) aiutano enormemente. Nel gioco sarà possibile anche aggirare dispositivi elettronici ed aprire casseforti, agendo più da ingegnere che da hacker. Per quanto riguarda la difficoltà avremo quattro scelte possibili, personalmente l’ho giocato a difficile e devo dire che non mi sono mai trovato in situazioni critiche.

Ottimo il comparto audio, dai vari scricchioli delle pareti dovuti all’enorme pressione sottomarina, ai passi e voci deliranti dei ricombinanti genetici, fino a quelli ben più decisi e sinistri dei Big Daddy, tutto è sapientemente orchestrato e serve ad aggiungere quel pizzico di ansia che non guasta mai. Splendide le musiche, come già accennato ci troveremo ad ascoltare varie tracce jazz, blues e classica, appartenenti a mostri sacri come Frank Sinatra, Čajkovskij, Lee Wiley, Bing Crosby ecc.

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Una città da sogno

Caratterizzazione dei personaggi buona, soprattutto quella di figure principali come il creatore di Rapture Andrew Ryan, il suo rivale Frank Fontaine, la dottoressa Tenenbaum e il folle e visionario artista Sander Cohen.
La trama come detto è abbastanza godibile e sa offrire anche qualche colpo di scena, ma senza arrivare alla complessità e bellezza di altre produzioni. Per carpire più informazioni possibili dovremo necessariamente andare in giro per Rapture in cerca delle tante registrazioni audio, le quali poco a poco aggiungeranno dettagli non poco importanti riguardo il passato di questa utopica città. Nel gioco sono presenti due finali che saranno sbloccati a seconda della scelta che faremo con le sorelline, quello buono particolarmente apprezzato e anche commovente, quello cattivo invece non mi è piaciuto più di tanto, ma forse è anche giusto così.

Indice di rapimento

Gli sparatutto, lo ammetto, non sono il mio pane quotidiano, ma se siete alla ricerca di qualcosa di speciale e soprattutto diverso dai soliti FPS che circolano nel panorama videoludico, non posso che consigliarvelo. Titolo originale, divertente, che saprà di certo catturarvi.Ora “per cortesia” recuperate alla svelta una copia di Bioshock e godetevelo!