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É bastato pochissimo, una frase casuale (che, a ben vedere, in verità, si è limitata a “Ricordi BISHI BASHI?”) per dare vita non solo all’idea di questa “recensione” a quattro mani (per non dire a quattro “manu”) ma anche all’ennesima sessione di gioco con questo fantastico titolo.
Ah, la bellezza dell’appoggiarsi reciprocamente la stessa balzana idea!
QUESTO è un titolo che andrebbe giocato almeno una volta nella vita.
… Certo che come prima frase risulta un po’ ad effetto… e ora probabilmente griderete all’eresia.
Dopo aver letto questo magari inizieranno a scorrere davanti ai vostri occhi, con tanto di musica drammatica di sottofondo, le immagini di quelle che sono considerate le pietre miliari dell’universo videoludico da voi giocate.
Poi guarderete le immagini di Bishi Bashi postate qui e probabilmente sentirete il male dentro (e non The Evil Within… OH OH CHE BATTUTONA!… Ok, basta, non lo facciamo più, promesso).
Ma, fidatevi, non di eresia si tratta.
Forse è lucida Pazzia (e non è maiuscolo a caso), ma sicuramente non ci sentiamo di osare nel ritenere questo titolo una perla, purtroppo nascosta, del suo genere.
Quindi… come cominciare se non con la domanda: che cos’è e come nasce questo capolavoro chiamato Bishi Bashi?
Bishi Bashi non è altro che una serie di giochi prodotta da Konami, nata sulle macchine arcade giapponesi nel lontano 1996, che riproponeva ai giocatori, e a coloro che marinavano la scuola giapponese per andare nelle sale giochi, una grande quantità di mini-giochi, meglio chiamati “micro-giochi”, da fare in compagnia dei propri amici.

La popolarità di tali arcade salì subito alle stelle,  tanto che la serie, nel 1998, arrivò sulla prima e intramontabile Playstation con la speciale collezione Bishi Bashi Special, comprendente di Super Bishi Bashi e Hyper Bishi Bashi.

In questo parere ci concentreremo quindi proprio sul titolo appena menzionato, uscito anche nel nostro territorio ben due anni dopo il suo originale rilascio (si parla quindi del “nuovo millennio”, anno 2000), e, fino ad oggi, unico giunto in Europa sui tre  rilasciati per la console di casa Sony.

E sottolineiamo il purtroppo.

bishi 2

La schermata di scelta del gioco in Super Bishi Bashi, pronta a far partire la prova del “Lancio dello zio”. Cos’è il lancio dello zio chiedete? Eheheh… Continuate a leggere e lo scoprirete

Bishi Bashi Special si presenta, come prima accennato, come una raccolta di mini-giochi esilaranti, folli, eccessivi e, soprattutto, trash quanto basta, che saprà regalarvi ore di puro divertimento e assoluta sospensione di ogni facoltà mentale seria di cui vi ritenete di essere provvisti.

La struttura di fondo dei due titoli compresi nel gioco è la stessa: sì può giocare in singolo o in più giocatori (che siano quattro o, addirittura, otto), cimentandosi in una serie di prove proposte in ordine casuale e/o a scelta, a seconda dalla modalità selezionata.

E proprio i mini-giochi, oltre ad essere il perno strutturale dei due titoli, sono ciò che li rende GENIALI!

Parliamo di una serie di giochi che definire eterogenea è dire poco. Si passa da prove di riflessi o di velocità a rudimentali rhythm game, con un tocco di guida e un accenno di “ragionamento”.

Se le meccaniche dei “giochini” sono tutto sommato le stesse e si ripetono ciclicamente, ad essere assolutamente geniale, e forse un po’ malato, è il modo in cui sono state poste al servizio dei setting più vari possibili.

Ci troveremo a dover premere in fretta i tasti per aiutare un dito coraggioso  a far sputare fuori quante più mine possibili da una povera matita o per permettere ad un’intrepida lattina di soda di compiere il tanto agognato viaggio nello spazio, oltre che per far viaggiare una macchina a tutta velocità al posto del motore. Ci chiederanno di sparare a dei malviventi, di atterrare a colpi di karate dei singolari contendenti, o di combattere sul ring per difendere l’onore di una donzella, a dire il vero, dalla mascella un po’ pronunciata…

Dovremo poi dilettarci nel famosissimo “lancio dello zio” da un cannone ad una piattaforma tenuta da un uomo gigante (?).

Sarà nostra cura aiutare delle navicelle spaziali a combinarsi per diventare un robot, o far fuggire dalle grinfie di una guardia dei prigionieri nascosti in scatoloni, secchi, cartelloni commerciali… Non ci tireremo indietro dinanzi alla sentita necessità di aiutare una ruspa a sbalzare da un tetto altre macchine edili, o al triste caso dell’uomo che si trova a dover evitare oggetti di ogni tipo, tra cui, ovviamente, palloni, animali da cortile, tronchi e massi di pietra, per poter tornare a casa dal lavoro.Quale triste sorte potrebbe conoscere il proprietario di casa se non lo aiutassimo a spruzzare DDT contro scarafaggi che sembrano uscire da ogni dove? E con quale cuore potremmo lasciare la simpatica addetta del fast  food sola a confezionare hamburger o impedire che la deliziosa bambina con i codini si abbuffi come se non ci fosse un domani? Seguiremo, indomiti, il supereroe con evidenti problemi di artrite nella sua scalata di un grattacielo e aiuteremo i nostri amici afro ad infoltire la loro scialba chioma.

Insomma, dopo tutti questi esempi dovreste aver capito che siamo davanti ad un gioco che presenta tematiche forti, di denuncia sociale, talvolta anche emozionanti. Storie difficili da ignorare, che toccano direttamente l’animo um-

Ok, basta, la tastiera del pc inizia ad ammutinarsi! Torniamo seri…

… Pfff…

bishi

Come si chiamava quel cartone? “Temi d’amore tra i banchi di scuola”? Ecco, in “No Cheating!” non dovrete fare temi d’amore ma indovinare le lettere che passano velocemente tra un banco e l’altro… e tra quelle due facce… sì, proprio quelle…

I micro-mini-giochi sono quanto di più assurdo e folle si possa immaginare (l’avevamo già detto sì?), ma oltre a quelli  sopra elencati ce ne sono una miriade di altri a disposizione, circa 85 in tutto, e tutti votati ad un sano  trash che non è mai indigesto, anzi!

Al “giocatore” di turno verrà chiesto, di base, di alternare l’utilizzo dei tasti triangolo, cerchio e croce (e, in alcuni casi, a seconda del gioco, anche il quadrato, ma guarda un po’!) alle freccette direzionali, cercando di essere veloce e preciso, al fine di superare l’avversario, che nella versione Hyper, in confronto al Super, è sempre presente come COM, o di raggiungere il minimo previsto per il superamento del livello.

Ma quanto possono guadagnare queste meccaniche se poi vengono applicate a situazioni assurde e varie, tanto semplici quanto geniali già solo da un punto di vista visivo? Basti pensare che alcuni sfondi sono da annali del videogioco, come ad esempio un bel panda gigante che sbuca da dietro l’Arco di trionfo o la Statua della Libertà che stritola un povero malcapitato.

Vogliamo poi parlare degli sprites, spesso grotteschi all’inverosimile o comunque volutamente eccessivi, dei personaggi nei diversi giochi?

Ragazzi e ragazze, uomini e donne, bambini e bambine, animali e non, qui si toccano livelli di epicità inesplorata, altroché.

… Cosa? E’ SOLO un party game? Un GIOCHINO fatto di GIOCHINI??? Ma… PER CORTESIA! (cit.)

Questo gioco è la quintessenza del divertimento dissacrante che, carico di ironia come un camion di trasporto merci, fa delle sue semplici meccaniche la chiave di volta per far concentrare il giocatore sulla genialità delle trovate riguardanti il setting dei diversi mini giochi e il contesto volutamente eccessivo e no-sense.

E poi, ammettetelo… come fate a non innamorarvi dopo aver visto e giocato questo:

Indice di rapimento

capolavoroMario Party? Naaaah. Troppo “gioco dell’oca”. I giochi dei Rabbids di Rayman? Nemmeno. Saranno stupidi protagonisti di mini-giochi, ma non è quello lo stile. E no, nemmeno Crash Bash era così…Allora WarioWare? Bè, in effetti questo è quello che gli si avvicina di più per stile, dinamica e uso dei “micro-giochi”, oltre che per la loro genialità, per non chiamarla malattia, ma esso è solo “l’allievo” di quello che è una delle raccolte di mini-giochi e uno dei party game più strampalati e divertenti che il mondo videoludico abbia mai visto: Bishi Bashi! Si sa, i giapponesi, quando mettono in campo la loro fantasia combinandola con il loro sapiente e “raffinato” gusto per il trash e il random (ossimoro del secolo!) sono un popolo “particolare” e se questa “particolarità” produce questo tipo di opere…  ben venga! Se in singolo riesce a strappare qualche sorriso e a fomentare la nostra voglia di cimentarci in varie, piccole e strane prove, in compagnia Bishi Bashi libera la sua possente anima carica di tantissimo divertimento e demenza orientale, rendendo ogni prova e ogni partita una festa, se non un delirio. Provare per credere.Anzi… CREDETECI E GIOCATELO TUTTI! Parola di PAZZO, il mangiatore di fagioli colorati volanti, e TALESOFMANU, praticante olimpionica del lancio dello zio.