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Vi sono stati titoli che hanno fatto della semplicità il loro punto di forza, tanto da divenire veri e propri cult di riferimento per le produzioni successive. Un perfetto esempio di ciò è il fortunatissimo e poetico LIMBO che, con un comparto visivo tendenzialmente monocromatico ed uno stile di gioco diretto, ma non per questo facile, ha saputo ritagliarsi una fetta piuttosto grande di pubblico. Sembra volerne ripercorrere le gesta Black The Fall, titolo indie sviluppato da Sand Sailor Studio, che abbiamo avuto il piacere di provare in una breve anteprima.

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Pedalare per anni al solo scopo di far salire un contatore? E’ ora di dire basta!

Al comunismo estremo, estremi rimedi
Come spesso accade in molti giochi così minimali, non sapremo nulla del mondo di gioco oltre alle poche informazioni interpretabili a video. In Black The Fall vestiremo i panni di uno schiavo/operaio impiegato in una fabbrica non meglio precisata. Ormai stanco dopo anni di fatica imposta dai padroni, il protagonista decide di scappare da questo asfissiante regime Comunista (tale viene definito dagli autori) che l’ha privato della sua vita. Buona parte del gioco è quindi ambientata all’interno di questa immensa e distorta fabbrica e nelle zone limitrofe. Durante la nostra fuga non dovremo porci scrupoli nei confronti dei nostri oppressori, e lo stanco cinismo sviluppato negli anni di lavoro non ci farà porre eccessivi limiti nello sfruttare, a nostro vantaggio, altri ex compagni ormai totalmente assoggettati al loro destino di mera forza lavoro.
In realtà, la trama in Black The Fall è un semplice pretesto per contestualizzare gli ambienti che visiteremo. Nella versione concessaci per l’anteprima visiteremo solo una piccola parte della fabbrica. Quei pochi ambienti sono però bastati a comprendere tutta l’abilita di Sand Sailor Studio nel riuscire a creare qualcosa di veramente unico, distopico e disturbante. Ad esser sincero, pochi giochi sono riusciti a trasmettermi un senso di disagio come Black The Fall. Vi sono stanze della fabbrica dove assisteremo impotenti all’inutile sadismo dei padroni oppressori, che usano i nostri compagni come semplici burattini nelle loro mani, obbligandoli a compiere azioni assolutamente prive di scopo. In una schermata in particolare vedremo uno dei lavoratori della fabbrica intento a muovere un meccanismo da una parte all’altra della stanza, senza che questo sia collegato ad alcun processo della catena di produzione. Il tutto è coordinato da un supervisore che, telecomando alla mano, dà input di movimento al mal capitato, indicandogli di volta in volta quale leva o pulsante premere per muovere quel singolo e inutile pezzo di ingranaggio.
Purtroppo, anche noi ci troveremo a sfruttare i mezzi dei nostri oppressori per poter fuggire, e questo non farà altro che accrescere il senso di disgusto nei loro confronti e il disagio per un luogo così abominevole.

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Useremo le armi dei Padroni per garantirci la fuga, sfruttando però i nostri Compagni ormai soggiogati dal regime

Mai arrendersi
Black The Fall non è altro che un platform in 2.5D ricco di enigmi che metteranno alla prova le nostre capacità logiche, condito da un’abbondante componente trial and error in perfetto stile LIMBO.
I movimenti del nostro personaggio saranno essenzialmente nelle quattro direzioni dello schermo, ma acquisiranno un certo senso di profondità grazie ad ambientazioni sempre curate e che, in alcuni casi, cambieranno prospettiva man mano che avanziamo. Oltre al camminare e al correre, saremo in grado di saltare, abbassarci ed appenderci alla sporgenze, tutte azioni utili a superare alcune fasi prettamente platform del titolo e che richiederanno il giusto tempismo, benché gli spazi di manovra non sempre risultano calcolati in modo perfetto. Dimenticatevi la precisione al pixel dei salti del primo Prince of Persia, in Black The Fall dovremo, più che altro, capire in quale punto si attivi lo script che permetterà al nostro personaggio di afferrare in modo corretto una sporgenza raggiungibile con un balzo. Nulla di eccessivo, ma capiterà spesso di prendere male le misure.
I puzzle proposti nella versione anteprima non sono particolarmente complessi, pur risultano ben strutturati e, cosa più importante, in perfetta sintonia con l’atmosfera del titolo. Essi stessi saranno un modo per narrare al giocatore la storia di Black e trasmettergli emozioni viscerali. L’enigma finale mi ha assolutamente colpito, in quanto riesce a mettere completamente da parte il gioco calandoci pesantemente nei panni del protagonista e facendoci vivere in prima persona la sua ansia durante fuga.

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Gli enigmi risultano ben strutturati, permettendoci di comprendere in modo più profondo il contesto narrativo

Come funziona la fabbrica?
Come è ormai moda diffusa nelle produzioni indie degli ultimi anni, anche Black The Fall sfrutta il stra abusato Unity 3D. Personalmente non sono un grande fan di tale engine, per quanto sia un validissimo strumento, anche grazie ai suoi costi contenuti (è disponibile anche in versione free). Al di là di ciò, lo Unity Engine ci ha permesso di giocare piccole perle anche dal punto di vista tecnico. Black The Fall ha però davanti a se una lunga strada di ottimizzazione. Graficamente è incredibile, con ambienti realizzati in modo curato che restituiscono al giocare delle atmosfere assolutamente uniche. I movimenti dei personaggi sono fluidi e ricalcano le caratteristiche fisiche e mentali dei vari individui che vivono all’interno della fabbrica del gioco.
L’unico punto debole le lato tecnico è però una fluidità di gioco non proprio stabile, che renderà le transizioni tra le schermate piuttosto scattose tanto che, più di una volta, mi hanno fatto temere per il blocco del gioco. Quest’ultima eventualità è diventata una certezza quando ho tentato di avviarlo con impostazioni alte. In sé il titolo non chiede molto dal punto di vista dei requisiti di sistema, ma avviarlo alle impostazioni massime ha dato luogo a non ben specificati problemi di compatibilità con i driver video. Fortunatamente, Black The Fall, come molti giochi creati in Unity, non viene penalizzato eccessivamente dal punto di vista grafico con settaggi più bassi, risultando assolutamente godibile anche con impostazioni al minimo.
Il comparto sonoro fa il suo lavoro in modo egregio, specialmente per quanto concerne i suoni ambientali che fanno da colonna sonora al gioco e, in alcuni casi, sono parte integrante degli enigmi.

Fine del turno
L’anteprima di Black The Fall mi ha veramente sorpreso. L’atmosfera in particolare è qualcosa di difficilmente esprimibile a parole, e risulta essere la vera protagonista del gioco creato da Sand Sailor Studio. Gli enigmi e le sezioni platform sono funzionali alla storia e non risultano particolarmente complessi, pur restando sempre stimolanti, tanto da tenermi incollato allo schermo per tutti i quaranta/cinquanta minuti necessari a portare a completamento l’anteprima. Non resta quindi che attendere la versione completa di questo strano titolo, che sono certo riuscirà a ritagliarsi una buona fetta di pubblico.