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Ho già avuto modo di parlare con voi di Bloodstained in queste verdi pagine virtuali, quindi eccomi di nuov- ah no, aspè, quell’articolo era su Curse of the Moon, il suo prequel 8-bit di IntiCreates
Eh no ragazzi miei, stavolta parlo dell’opera magna, quella firmata 100% Koji “Castlevania” Igarashi.
Quella in arrivo l’anno prossimo ma che sto aspettando da… boh, ho perso il conto degli anni.
Quella che mi mette hype al solo pensarci… COME IN QUESTO MOMENTO!
Finalmente hanno reso disponibile la demo di Bloodstained Ritual of the Night ai donatori della campagna Kickstarter, la stessa versione dimostrativa resa giocabile anche all’E3 giusto un mesetto fa. E di certo non potevo lasciare tutto lì, non vi pare? Ovvio che NO!
Ho iniziato il download ancora prima di pensarci… su un altro PC ovviamente, mica sul tostapane che mi ritrovo. Intanto questa prova mi ha portato via solo una mezz’oretta del mio tempo… se contiamo una sola run. D’altronde si parla di un unico livello, forse solo una parte addirittura, ma ho troppa voglia di parlarne comunque, anche se per poco. Pochissimo.
Sempre colpa dell’hype. Non ci posso fare niente.

E già dal titolo arriva Michiru Yamane a darmi il benvenuto con la sua splendida musica. E le mie orecchie godono.

Una cosa è chiara già dalle prime battute di gioco: lo sviluppo non è poi così vicino alla fine. Più che altro per quanto riguarda il lato tecnico, ancora un po’ acerbo, soprattutto nei modelli poligonali e negli effetti speciali, elementi visivi abbastanza scarni che si notano maggiormente in quelli che sono dei principi di cutscenes.
Non parlo di schifo immane, giammai, anche perché la direzione artistica rimedia tantissimo.

Oltre a ciò, però, ci sta un’altra cosa chiara sin da subito: LO STILE “IGA”!
Si respira il classico Metroidvania fin dalla comparsa del primo pixel.
Già su Curse of the Moon parlai di un rimando ai Castlevania più classici, soprattutto al III, aggiungendo che Ritual of the Night avrebbe ripreso, invece, capitoli come Symphony of the Night. Ed è qui che riconfermo tutto: non è solo una parte del nome ad accomunare i due titoli.

Già solo un’immagine del gameplay dovrebbe far capire tutto. Potrei smettere di scrivere qui senza descrivere nulla.

Ritorna il “solito” ma perfetto mix di avventura, azione, piattaforme e gioco di ruolo, tutto da vivere su un piano bidimensionale caratterizzato, stavolta, dalla tridimensionalità dei vari elementi, dall’ambiente agli esseri sia viventi che non.

Esplorazione non lineare con una mappa tutta da scoprire e piena di passaggi, abilità da assimilare ed equipaggiamenti da trovare, vari nemici da abbattere per diventare sempre più forti e arrivare al boss senza problemi, differenti movenze che passano dalla schivata all’indietro alla scivolata, fino alle mosse uniche per ogni arma o magia… persino nelle singole meccaniche, tralasciando il gameplay di base già noto, Iga non ha lasciato indietro niente. Perché non mettere, per esempio, la feature dell’assorbimento dei poteri nemici tramite “shard“, riprendendo a piene mani altri suoi Castlevania, quali il dittico dei Sorrow e Order of Ecclesia?
Vecchio volpone lui.

Certo, qui i poteri arrivano alla protagonista perforandola con un enorme aculeo e non semplicemente assorbendoli, ma va bene comunque… circa… Miriam qui starà invidiando Soma e Shanoa dei due Castlevania prima citati.

Ma poi il bellissimo tocco artistico di Yuji Natsume, nella realizzazione dei disegni che danno vita a personaggi e creature, riesce a riprendere perfettamente lo stile dei migliori Castlevania dei tempi andati ed eleva le sempreverdi idee dettate da Iga-sensei come non si vedeva dai tempi di Ayami Kojima (che sarà di nuovo presente come disegnatrice della copertina). Come già accennato, poi, le OST di Michiru Yamane e Ippo Yamada – altro genio delle musiche videoludiche a parer mio – sono sempre stupefacenti e riconoscibili già da quel “paio” di tracce qui presenti.

Il team, quindi, è praticamente quello. Anzi, il DREAM TEAM. Anche se tanto “dream” non è, visto che finalmente è tornato realtà e, già da questa piccola demo, si sente e si fa adorare di nuovo.
Tra l’altro non è la prima volta che lo dico se non sbaglio… ho un senso di déjàvu.

Insomma… HO FINALMENTE PROVATO BLOODSTAINED!
3 ANNI CHE ASPETTO! ANCORA NON CI CREDO!
Sì, non ho perso il conto degli anni, HO MENTITO!
MENTO SAPENDO DI MENTINE!
Basta, sto delirando…

Ora però c’è un problema… VOGLIO IL GIOCO COMPLETO!
Voglio tornare ai bei tempi. Voglio tornare alla DDDROGA!
Perché sì, i Metroidvania, Castlevania in primis, sono stati la mia “droga” per MOOOOOLTO tempo.
E sono in crisi d’astinenza.
Penso proprio che Bloodstained riuscirà a placare questa voglia corrosiva che tengo.
Speriamo in bene… perché tutto questo è stato solo un piccolissimo assaggio, quindi non posso dire poi chissà che altro. Per ora posso solo sperare in meglio, anche se attualmente sono ancora più ottimista a riguardo.
… Rimane il fatto dell’assaggio… troppo piccolo… ho fame…
Aiuto…

Basta, mi rigioco Symphony of the Night.