Share

Sempre per la serie “i punta e clicca sono più vivi che mai”, oggi vorrei segnalarvi Burly Men At Sea, interessantissima avventura grafica 2D indipendente sviluppata dai Brain & Brain, team composto da David e Brooke Condolora, marito e moglie prima e oltre che affiatato duo di game designers.

Concepito, è proprio il caso di dirlo, nel 2014, il gioco era inizialmente un progetto della sola Brooke. Lasciato il suo lavoro alla Pixar, David è prontamente salito a bordo e, ad oggi, i due sono immersi a tempo pieno nello sviluppo della loro opera. Quando si dice crederci.

Burly Men At Sea potrebbe essere definito, come in effetti è, la storia di un trio di nerboruti pescatori barbuti decisi, seguendo il richiamo ammaliatore di una misteriosa mappa, ad abbandonare l’ordinario in cerca di incredibili avventure da vivere per mare e terra.

Ambientato nella Scandinavia del ventesimo secolo, il gioco prende a piene mani dal folklore di quelle terre, leggendarie creature incluse, promettendo di offrire una storia coinvolgente, primario focus dei coniugi Condolora in fase di sviluppo.

Secondo quanto dichiarato dagli autori, il giocatore si troverà a vestire il duplice ruolo di esploratore e narratore, legato com’è il concreto svilupparsi della trama alle sue scelte. Tanto che, “ci” dicono i due di Brain&Brain, ogni playtrough sarà diverso dal precedente.

Burly-men-at-sea-1Questo affascinante concept di base è coerentemente accompagnato con un particolare stile visivo-narrativo per cui gli ambienti non sono immediatamente visibili al giocatore nella loro integralità, ma risultano limitate a quanto contenuto nel campo visivo e, dunque, si svelano gradualmente, accompagnando l’esplorazione. Un pò come, verrebbe da pensare, contribuire alla scrittura, e all’illustrazione, della storia con i propri click.

Magari è un pò ardita come affermazione, ma questa è la sensazione che il trailer mi ha lasciato.

Altro elemento chiaramente ricavabile dagli screenshots e dal trailer, è che il titolo poggia su una scrittura molto suggestiva ed evocativa, di chiara matrice letteraria e generosa di dettagli. Non stupisce, allora, che gli sviluppatori si siano ispirati a diverse opere narrative, tra cui spiccano Una discesa nel Maelström di Edgar Allan Poe e Northern Mythology di Benjamin Thorpe. 

Senza disdegnare, però, anche uno sguardo al trio di startrekkiana memoria Kirk – Spock – McCoy, presumibilmente per le dinamiche interne alla triade protagonista e a The Legend of Zelda: The Wind Walker, per la sua capacità di trattare i viaggi per mare in modo interessante. Non male davvero.

Burly-men-at-sea-2A livello di gameplay, quanto sopra accennato parrebbe deporre chiaramente a favore di una struttura da punta e clicca abbastanza convenzionale, con scorrimento laterale delle ambientazioni e pur con tutte le particolarità e gli elementi di originalità del caso. Al momento l’esplorazione e l’interazione con ambiente e personaggi non giocanti sembrano essere il cuore dell’esperienza, ma solo mouse alla mano mi sarà possibile dirvi qualcosa di più in proposito.

Visivamente parlando, il titolo, ispirato alle simmetrie dello stile di diversi illustratori scandinavi, tra cui  Saul Bass con il suo Henri’s Walk to Paris, prende a piene mani dalla geografia dei piccoli villaggi di pescatori delle isole norvegesi, dalla famosa Carta Marina di Olaus Magnus e dallo stile grafico dello studio d’animazione irlandese Cartoon Saloon. E il risultato è, almeno a mio parere, davvero pregevole.

In uscita quest’anno su PC (Steam), Mac e iOS, questo Burly Men At Sea promette qualcosa di genuinamente interessante, almeno per la sottoscritta.

Chi vivrà (e comprerà), vedrà.

Eccovi l’ultimo trailer, rilasciato il 22 febbraio.