Cosa facciamo qui

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I videogiochi non sono pura evasione – tanto meno una perdita di tempo, come pensavano tutte le mamme dei più “esperti” di noi negli anni ’80 – ma occasione di crescita, esplorazione, sfida verso se stessi, sono porte spalancate su altri mondi e spazio-tempo alternativi.

Quando impugnamo un pad (o un mouse) per cominciare un’avventura, e prendiamo confidenza con nuovi controlli, nuove capacità, si ripete ogni volta un piccolo miracolo. È come tornare a imparare a camminare, a creare relazioni con ciò che ci circonda, a muoverci consapevolmente nel mondo, in un nuovo mondo. A vivere.

L’atto di scrivere per noi completa quest’esperienza di scoperta e conquista. Ci piace conservare impressioni, ricordi e, un po’ come si farebbe tornando a casa da un lungo viaggio, tirare le somme.

Per questo motivo, in queste pagine, che speriamo vi piacciano e a cui abbiamo dedicato e dedicheremo tutta la nostra passione, troverete prima di tutto racconti di viaggio.

MA PERCHÉ MARZIANI?
Siamo un gruppo di amici che ha scoperto di avere una visione comune del videogiocare e un comune desiderio di raccontarla.

Questa visione ci pone a lato rispetto a un diffuso modo di intendere l’approfondimento sui tanti temi che caratterizzano il videogioco. Da queste parti non troverete mai articoli che confrontino – facciamo un esempio per assurdo… – la resa grafica dei fili d’erba su console di nuova generazione, né speculazioni acchiappa clic basate su illazioni di un utente anonimo di un forum americano… Potremo stare anche qualche giorno senza pubblicazioni se non avremo materiale all’altezza dei nostri lettori.

Nella nostra esplorazione del pianeta videogioco intendiamo procedere con la massima libertà; trattare titoli appena usciti come retrogame, orientandoci per genere più che per piattaforma, potendo così attingere a piene mani da un archivio ormai imponente come quello andatosi a comporre in questi ultimi quarant’anni di vita dell’arte videoludica.

Infine, sfidiamo tutti quelli che praticano il videogioco oltre una certa età – anche se per fortuna la percezione del profano, quella comune, sta lentamente cambiando – a non aver provato almeno una volta quell’ineffabile senso d’imbarazzo e alterità nel confessarsi videogiocatori davanti a persone “non iniziate”.

Ma di tutte le forme aliene volevamo escludere le più inquietanti, o addirittura minacciose; ci piace pensarci come quelli più vicini agli umani, anzi ormai così familiari da sembrare persino amichevoli. Gli alieni della porta accanto.

I marziani.

Salite a bordo… si parte!