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Il rapporto uomo-macchina è un rapporto affascinante e complesso che da sempre ha unito e diviso il mondo della ricerca e l’opinione pubblica. L’uomo a differenza di altre specie che popolano il globo terrestre, evolve non solo a livello biologico ma anche a livello socio-culturale, la macchina è vista come uno strumento fondamentale per spingere la nostra specie oltre i limiti imposti da madre natura, un mezzo che innalza il nostro benessere, che migliora la qualità e aspettativa di vita, un mezzo che ci rende simili a dei.

La domanda da 1 milione di dollari in tutto questo è, qual è il prezzo da pagare al fine di assicurare il nostro sviluppo? Esiste un limite morale che ci impone di arginare il nostro progresso al fine di salvaguardare quello che ci circonda e che esiste da milioni se non miliardi di anni? Dovremmo comportarci come proprietari unici di una casa, i quali decidono a loro piacimento come gestirla e mandarla avanti o da semplici coinquilini, rispettosi degli spazi altrui?

E infine guardando la nostra stessa specie, è giusto mettere la scienza al servizio di tutti, con il rischio che qualcuno la usi per i suoi biechi tornaconti, o sarebbe meglio affidarla a pochi eletti, i quali poi sarebbero chiamati all’alto compito di decidere come utilizzarla facendo però in modo da non creare le cosiddette caste? Queste e altre decine di domande vengono poste in questo ottimo action RPG-stealth con ambientazione cyberpunk.

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Il silenzio è d’oro.

Vestiremo i panni di Adam Jensen, ex-poliziotto ora responsabile per la sicurezza presso le industrie Sarif, con sede a Detroit. In quel luogo la dottoressa Megan Reed ed il suo team stanno portando avanti da tempo ricerche all’avanguardia riguardanti innesti biomeccanici nel corpo umano, ricerche talmente preziose che fanno gola anche ad altre organizzazioni, le quali sarebbero pronte a tutto pur di mettere le mani su quei dati.

Deus ex human revolution è un titolo che mi ha stupito, avevo deciso di giocarlo per provare altri giochi stealth uno dei miei generi preferiti, ma non pensavo che mi sarei trovato di fronte un titolo così meritevole. Ottimo il gameplay, mi ha ricordato molto quello di Metal Gear Solid 4 un’alternanza tra fasi stealth e action, in ogni sessione del gioco starà a noi decidere come muoversi senza nessun vincolo. Oltre questo ci sono diverse aggiunte che rendono il titolo molto particolare, ho davvero apprezzato sia la possibilità di hackerare sistemi informatici come computer o dispositivi che sbloccano porte, sia i duelli verbali tra Jensen e l’avversario di turno. Nel gioco è presente anche una componente ruolistica riguardante i potenziamenti, sarà infatti possibile migliorare o sbloccare alcune abilità, le quali aumenteranno le nostre possibilità di riuscita e consentiranno l’uso di nuove strategie.

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L’interfaccia dei potenziamenti.

Molto bella l’ambientazione cyberpunk, con un design sia degli ambienti urbani che degli arredi interni molto ricercato, stile che ricalca quello ammirato in film cult come Blade Runner. Purtroppo va detto che pur essendo un gioco del 2011 a livello grafico il titolo non eccelle, l’impatto visivo sostanzialmente è buono, ma un occhio attento non potrà fare a meno di notare alcune brutture grafiche. Buono il sonoro anche se di nuovo non ai livelli visti in altri giochi, musiche non sono molte, ma devo riconoscere che Icarus, presente nelle sequenze finali del gioco è probabilmente una delle più belle colonne sonore di sempre, veramente coinvolgente. Non male la caratterizzazione del protagonista e di alcuni personaggi principali, mentre purtroppo quelli secondari sono veramente “vuoti”, i cittadini poi che ripetono la stessa frase dopo due volte che ci parli è una cosa che fa cadere le braccia. Male, molto male la sincronizzazione del labiale, veramente fatta con i piedi, mentre devo dire che ho trovato discreto il doppiaggio.

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Le città del futuro

Longevità alle stelle per un titolo del genere, tra missioni principali e secondarie penso (ho perso il conto) avrò impiegato almeno 30 ore se non di più. Per quanto concerne la difficoltà, ho deciso di iniziare subito a modalità deus ex e non penso sia particolarmente ostica, ovviamente capita di rifare 2-3 volte lo stesso pezzo ma non l’ho trovato mai frustante. Una cosa che invece non ho apprezzato sono state le boss fights, poco ispirate e dannatamente facili, la terza è stata una presa in giro, penso sia durata 10 secondi cosa mai successa in 32 anni di onorata carriera.

La trama è davvero ben fatta, fa uso di molti termini biomedici e tira in ballo diversi argomenti, inoltre la lettura di centinaia di email e decine di ebook sparsi nel gioco danno quel tocco in più alla vicenda. Personalmente non l’ho trovata ai livelli di altre saghe che hanno fatto storia come qualcuno afferma, soprattutto a livello di emozioni trasmesse (qui pari quasi a zero), ma di sicuro è una sceneggiatura molto intricata e che stimola il giocatore a porsi diverse domande. Sottolineerei infine i filmati finali cinematografici (sono quattro), davvero molto belli in pieno stile Kojimiano.

Indice di rapimento

Deus ex human revolution è un grande gioco, non esente da difetti, ma che gli amanti del genere stealth e in generale delle belle trame dovrebbero giocare una volta nella vita.
P.s se potete procuratevi la versione director’s cut perché contiene anche il dlc, molto bello e integrato perfettamente nella storia, oltre ovviamente diverse migliorie grafiche e del gameplay.