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Qua la vita a Marzianopoli
è un gran sballo
Corri, voli in astronave
ma che sballo
storie di alieni
ma che bei alieni
MARZIANI! WOO-OOH
Ogni giorno c’è una nuova sonda
WOO-OOH
misteriosa, marzianosa
MARZIANI!
Fai attenzione c’è qualcuno
alle spalle che ti sonda
Devi aver paura sono
MARZIANI! WOO-OOH
Personaggi disturbanti
MARZIANI! WOO-OOH
Grandi giochi divertenti
MARZIANI! WOO-OOH
le antenne più verdi sono
MARZIANI! WOO-OOH

ducktales

Talesofmanu: *Ah-ehm* Scusate, ci siamo lasciati andare.

Del resto era inevitabile: DuckTales è un gioco che ti prende innanzitutto per le orecchie. E non nel senso “punitivo” del termine. Il tema del menù principale, per noi “giovanotti” degli anni ’80-’90, è un tuffo nel deposito della nostalgia, che fa meno male delle monetine. Per chi è nuovo alle “Avventure di Paperi”, la traccia iniziale ha quasi una valenza di recupero culturale, come l’intero gioco. E poi il resto della colonna sonora, mix di sonorità che ben interpretano le atmosfere dei livelli. Ritmo, varietà, orecchiabilità: c’è poco da restare impalati sul divano. Tra tutti il tema “Lunare” è senza dubbio il più suggestivo, capace com’è di portare l’assenza di gravità oltre lo schermo. Ode a Hiroshige Tonomura, compositore del gioco sebbene inspiegabilmente non accreditato.
Sei d’accordo con me Pazzo?

Pazzo: WOO-OOH!

Talesofmanu: COS-

Pazzo: Cioè… intendevo… sì, CERTO! Non posso non esserlo!
A parte il fatto che ogni volta che ci giocavo, ai tempi, cantavo fisso la sigla con la base 8-bit sotto… ma quando, da poco, ho preso in mano il pad per giocare la Remastered, risentendo non solo tutte le musiche rimasterizzate PERFETTAMENTE, ma pure la sigla CANTATA alla fine, con tanto del tema della Luna fatta in pianoforte, lì ci sono uscito Pazzo!

Ducktales-Remastered

Talesofmanu: Aspetta… hai detto Remastered? FERMI TUTTI!
NON è una rapina, ma sono confusa.
Credevo stessimo parlando di quella perla di DuckTales della Capcom! Il platform 2D NES, classe 1989, bello oggi come ieri! Quasi trent’anni e non sentirli!

Pazzo: In teoria ci sarebbe anche da parlare della versione GameBoy, ma con quello ce la sbrighiamo subito dicendo “è la versione NES downgradata graficamente, quindi è bello uguale” e bon.
Ma non possiamo non parlare della Remastered Manu, dai! Remastered con la R maiuscolta poi. E non perché c’è un punto prima. Una Signora Remastered!
L’hai detto tu: quasi trent’anni e non sentirli…ma se una casa sviluppatrice come WayForward, che già ho amato per cosebbelle come Shantae, riportasse alla luce quel gioco “bello oggi come ieri” dopo ben 24 anni, per le piattaforme attuali, riproponendone una versione completamente modernizzata, così ben rifatta che nemmeno una star di Hollywood piena di botox, cosa fai, non ne parli? Eh oh.

Talesofmanu: Tsk. Se c’è un gioco che non avrebbe avuto bisogno di un restyling quello è DuckTales!

ducktales amazon

Voglio dire, è pura bellezza 8-bit! Un tripudio di colori che neanche nei cestoni ad un euro durante i saldi, sprites “grandi” e dettagliati, per un design di altissimo livello, non a caso firmato Keiji Inafune. E gli sfondi dei livelli poi? Vogliamo parlarne? Particolareggiati a dir poco, catturano e fissano efficacemente l’atmosfera. Le animazioni gridano “cartone” da ogni pixel, oltretutto. L’avventura interplanetaria di Zio Paperone, al secolo Scrooge, per la conquista dei cinque tesori che lo rendano il papero più ricco del globo è ancora godibilissima.
Non farmi ripetere va.
PAZZO DI POCA FEDE.

Pazzo: Vuoi gli sfondi? Tiè!

ducktales luna

Pazzo: Stiamo comunque parlando di WayForward we! Se non fanno bene il 2D loro!
Certo, l’originale è immortale e ancora oggi bellissimo da vedere e sentire, proprio per quello che dicevi tu, ma se una cosa già bella viene resa ancora più bella dalle tecnologie attuali è sempre un bene! Guarda lì: già vedi gli sprites e gli sfondi disegnati a mano, nel gioco animati divinamente, così bene che si avvicinano sempre di più allo stile dei cartoni animati, tutto dato su livelli 3D che lo rendono più “moderno”, più “solido”, ma senza intaccare la bellissima base del gameplay 2D, che è LA STESSA! In pratica è come acconciare una bella modella! E già ti ho parlato delle musiche remixate (dal grandissimo Jake Kaufman tra l’altro, mica un quaquaraquaqualunque) sempre stupende… senza contare la presenza del doppiaggio ORIGINALE (Alan “Paperone” Young RIP)… o le varie aggiunte… ma che ne sai tu oh!

Talesofmanu: OK, ok, ammetto che messa e vista così… POTREBBE avere senso… ma lo spirito dell’opera originale è intatto? No, perché, voglio dire, il titolo Capcom era fedele alla controparte animata, con tanto di camei di personaggi storici. Jet McQuack, i nipotini saccentelli Qui, Quo, Qua e Gaia, Mrs. Beakley, Amelia… e qui mi fermo per chi ancora non l’avesse giocato. Ammesso ci sia qualcuno ovviamente.
E poi quel mood avventuroso che tanto adoravo nei cartoni e che qui è ripreso ed amplificato dall’interattività! La lussureggiante e rischiosa Amazzonia, le gelide ed ingannevoli lande dell’Himalaya, le calde ed opprimenti miniere africane, i lugubri corridoi di un castello in Transilvania e le atmosfere rarefatte della Luna: se è un sogno non svegliatemi!
(O magari sì che dopo ventiquattro anni potrei avere qualche problema…)

ducktales trans

Pazzo: Ma il bello è proprio questo: non solo il mood è lo stesso, ma è stato tutto ampliato! Ai cinque livelli da te citati ne hanno aggiunti addirittura due, uno iniziale/tutorial e uno finale, e gli originali comprendono piccole variazioni. E i personaggi? Tutti presenti, doppiati e uniti da una nuova storia! E non parliamo di “prendiamo tesori perché sì”… o meglio, sì, all’inizio è così… MA ALMENO IL MOTIVO DEL PERCHÉ RESPIRANO SULLA LUNA C’È!
Anzi, ti dirò…forse c’è troppa storia… o meglio, TROPPI DIALOGHI! In effetti questo, per lo stile di gioco di DuckTales, è un passo indietro, più che un passo avanti. Anche perché talvolta esagera nel tagliare l’azione.
E con “azione” intendo “saltare sul pogo”.

Talesofmanu: Nuovi livelli, aggiunte a quelli classici, personaggi doppiati…mi gira la testa! Certo, se la componente “narrativa” si fa invadente in un platform dai ritmi vivaci come questo capisco il fastidio, ma devo dire che non mi dispiace immaginare qualche dialogo in più. Non che nella versione originale non ci siano linee di testo, ma si tratta per lo più di indizi mascherati.

Pazzo: E in effetti, per certi versi, era meglio cos-

Talesofmanu: ASPETTA… IL POGO, È VERO!

*inizio momento educativo*

Pogo Man

Mmmmmmmmmh NOPE! Questo momento “educativo” inizia male.
Intendevo questo:

DuckTales è un esempio magistrale di come prendere UNA meccanica e costruirle attorno un’esperienza di gioco platform varia e coinvolgente. Il bastone di Paperone aiuta a prendere le misure con il gioco convergendo su di sé la quasi totalità delle azioni eseguibili, salto ed accovacciamento esclusi, ma poi inganna con la sua apparente “semplicità”, cogliendo di sorpresa chiunque, pad alla mano. Rimuovere ostacoli ambientali e scagliarli come palline da golf per abbattere i nemici o per far scendere scrigni volanti è uno spasso e saltellare per i livelli utilizzando il bastone a mo’ di pogo stick dà assuefazione. Saltare più in alto e più in lungo, superare terreni pericolosi, rimbalzare sui nemici mettendoli KO… le opzioni sono molte. Ma la cosa più sorprendente è che il gioco gioca con questa meccanica, allestendo situazioni ingannevoli, in cui “pogare” è più pericoloso che durante un concerto di death metal in mezzo ad una massa di invasati sudaticci…
Qualcuno ha parlato delle nevi Himalayane?

*fine momento educativo*

Pazzo: Io non… non ne voglio parlarne… i ricordi riaffiorano, e fanno male… maledetta neve bloccante, quanti valorosi pogatori hai condannato. Dimmi te se uno non può saltare tranquillo che affonda. Boh…
Però, sì, non posso dire altro su tutto quello che hai detto ora a parte “solo bello”! Tra l’altro l’uso del pogo, nella Remastered, è modificabile. Anzi, un paio di cose sono “user-friendly“, per facilitare un po’ i… i… si può dire “nabbi”? Amichevolmente eh.
In questa versione infatti si può eseguire il salto col pogo premendo semplicemente un tasto, invece che con “giù + tasto“, e la presenza delle varie difficoltà può aggiungere, o eliminare (nel pieno stile originale), la mappa dei livelli.

Talesofmanu: No, no. Il pogo si attiva con un tasto e la freccia direzionale in giù. E’ così nell’originale e, second me, così deve rimanere. Vuoi mettere il brivido del rischio, ogni volta, di non coordinarsi bene e precipitare malamente? È parte del piacere! Certo c’è da dire che nella versione NES il gioco in alcuni punti pecca di piccole imprecisioni di level design e posizionamento dei nemici, per cui pur prestando attenzione capita di ritrovarsi a mancare una piattaforma o a subire danni. Sono episodi sporadici, niente di grave. Per fortuna, comunque, che non è “buona la prima” e c’è una sorta di “barra vitale”…

ducktales Amelia

Dici donna, dici danno. C’è poco da fare.

Pazzo: Infatti giocare la Remastered col pogo “originale” dà comunque un certa soddisfazione in confronto al metodo facile! E meno male hanno messo la scelta!
Ma parlando di level design, ricordi la NON-linearità dei livelli no? Pieni di vie secondarie, backtracking, segreti… non che fossero livelli enormi eh, anche perché il gioco dura si e no un paio di ore (purtroppo), ma almeno c’era, come hai detto tu, un senso di avventura che nella Remastered è stato ripreso con facilitazioni per i neofiti, a meno che non si giochi a difficoltà elevata, quindi senza mappa, e con il pogo originale. In questo modo si ha una versione graficamente e sonoramente migliore dell’originale, e basta.
Saltando i dialoghi, ovviamente.

ducktales deposito

Nella Remastered poi c’è una cosa che non si batte… IL TUFFO NEL DEPOSITO! C’è chi ha sempre sognato di farlo… E QUI SI PUÒ!

Talesofmanu: Meraviglioso il level design! A parte le imprecisioni accennate prima ovviamente.
Scorrimento laterale e verticale sfruttati al meglio per ricreare degli ambienti che anche se limitati offrono una buona dose di esplorazione. I livelli sembrano lineari, ma non lo sono, come dicevi tu. Anzi, ci credi che ogni volta trovo qualche segreto che mi era sfuggito? I potenziamenti della barra vitale, per esempio, o qualche tesoro! Senza contare la caratterizzazione, che oltre che sull’estetica si gioca anche sul piano dell’architettura, per cui ogni ambiente offre un’esperienza di gioco diversa in funzione della sua peculiarità. Non potrò mai dimenticare, ad esempio, la labirintite che all’inizio mi ha causato la Transilvania! Nella versione NES, inoltre, i livelli sono affrontabili nell’ordine preferito.
Per la serie: tua l’avventura, tua la scelta.

Pazzo: Mica solo nella versione NES, oh! Il Super Computer di Paperone che porta alla scelta dei vari livelli c’è sempre, non si cambia! Come non hanno cambiato la mole di segreti e l’esperienza nell’esplorare ogni livello da cima a fondo. Anzi, ti ho già detto che hanno pure aggiunto parti, sì? Eheh.
Pure i boss a fine livello sono migliorati aggiungendo pattern di attacchi, rendendoli poco più vari e impegnativi degli originali… alla facciaccia tua, AH!

Talesofmanu: Argh! In effetti la banalità dei pattern dei boss è uno dei pochi difetti veri del titolo originale. Poche azioni e facilmente prevedibili. Persino l’OST delle boss fight è la meno ispirata! Il design dei nemici “normali”, invece, è vario e curato. Ce n’è di ogni! Ricordi i coniglietti psicotici dell’Himalaya? O i simpatici ragni che fanno le finte? E le API? Vogliamo parlarne? SONO IL MALE! SADICHE! Insomma, varietà, anche per gli schemi “comportamentali”, abbastanza diversificati. Quando capita di ritrovarsi circondati non è semplice. In generale comunque devo dire che giocato a “normale” non mi ha mai dato grandi difficoltà, salvo per qualche sezione in cui il level design richiede un pizzico in più di calma essere letto, rivelando la complessità oltre il velo. Le mie preferite.

ducktales api

Guardatela. GUARDATE I SUOI OCCHI MALIGNI! BZZZZZZZ

Pazzo: Ecco, vedi, la difficoltà “normale” della Remastered, però, è abbastanza semplice, vista anche la presenza della mappa detta prima che ti permette di non perderti. Infatti, ripeto, è meglio giocarlo a difficile e col pogo originale se si vuole avere lo stesso feeling della versione NES, che contiene anche segreti in più.
Eh sì, purtroppo la Remastered non è tutta rose e fiori, che già con il “sovraffollamento dei dialoghi” dovresti averlo capito… hai presente i molteplici finali dell’originale? Ecco… nella Remastered ce n’è solo uno, ovvero quello migliore, a prescindere dall’accumulo di soldi, tesori ecc… Peccato…

Talesofmanu: Peccato! Non capisco perché! Una delle sfide più divertenti della versione NES è proprio quella di raccogliere un bottino a parecchi zeri, tra tesori normali, nascosti e drop dei nemici, per accedere al finale migliore. Non che cambi molto eh, ma son quei piccoli dettagli che fanno la differenza! Per non parlare dell’epilogo peggiore, che scatta se si termina il gioco con le tasche vuote. Zero dollari, un’onta per Zio Paperone: tant’è che non è facile, ma possibile. Bisogna impegnarsi per finire in banca rotta! Capitalismo al contrario.
Per concludere una menzione d’onore va al plot twist finale!

Pazzo: Le alleanze che non ti aspetti… l’epicità finale pure, quando- NO, OH, FINIAMOLA QUI O ARRIVO IL PUNTO IN CUI ARRIVERANNO A SAPERE TUTTO E NON LO GIOCA NESSUNO!
Non che sia ‘sto gran tramone pieno di feels, MA EHI, WOO-OOH!

Talesofmanu: ESATTO! TORNIAMO “””SERI”””!

Indice di rapimento

Talesofpazzo: ED ECCOCI QUI!
Di nuovo fusi nell’entità aliena bicefala più sclerata dell’universo sconosciuto (?)
Vediamo di tirare le somme di questa CASUALE conversazione appena finita.
E sottolineiamo CASUALE! Credeteci eh! Ci siamo incontrati per caso mentre sorseggiavamo melma aliena arcobalenosa con il mignolino sollevato al dopo lavoro marziano e abbiamo pensato di dilettarci sproloquiando di videogiochi, per poi scoprire, COLPO DI SCENA, che non parlavamo dello stesso titolo! Non proprio almeno! BOOM!
AHAHAH… AH… I più convincenti… Vabbè.

Comunque: se il primo DuckTales per NES è tutt’oggi un platform bidimensionale tecnicamente ed artisticamente gradevole e divertente da giocare per le sue meccaniche interessanti ed un level design ispiratissimo, la Remastered classe 2013 co-firmata da Capcom e WayForward raccoglie il pesante testimone con onore. Non certo di corsa, visti gli anni passati, ok, ma non siamo tutti Usain Bolt!
Tra un restyling audio-visivo che rende giustizia al materiale originale, senza intaccarlo troppo, e l’aggiunta di contenuti che arricchiscono l’esperienza mantenendone inalterata l’essenza misteriosa e paperosa, l’operazione di “messa a nuovo” si può considerare un successo, degno dei grandi meccanici resuscita-PIMPA-catorci (anche se qua, la base, mica è un catorcio eh)!
Certo è che alcune “facilitazioni”, sicuramente inserite per rendere il gioco più user-friendly – non che ce ne fosse bisogno – rischiano di compromettere l’esperienza così come in origine concepita, ma, ehi, basta disattivarle e il gioco (originale) è fatto, che volere di più, un Tucano?

ducktales tucano

No, aspè, non era così la citazione… Comunque, dicevamo:
Quale vi consigliamo? ENTRAMBI!
Perché? Ovvio: per raddoppiare il piacere!
Sebbene il gioco sia lo stesso, e menomale, la rigiocabilità data dalla freschezza delle meccaniche e dalla scarsa linearità d’approccio richiesta rende il passaggio da una versione all’altra affatto ripetitivo, anzi! Non ci si stanca mai di DuckTales, come da piccoli non ci stancavamo mai dei cartoni, e godere dell’originale in tutta la sua disarmante attualità e della Remastered con i suoi virtuosismi artistici non è alternativo. Semmai complementare. E poi dura quanto una pisc- no, usiamo metafore più pulite… ecco, diciamo che dura quanto la versione estesa di un film de Il Signore degli Anelli! 3/4 ore per un film sono molte assai, ma per un gioco mica tanto, no?
Certo, a livello di reperibilità poi siamo agli antipodi, soprattutto considerato che la Remastered è uscita su quasi tutte le piattaforme attuali, XboxOne e PS4 escluse, e la versione NES… beh… si organizza in qualche modo… *ammicco*
Fortunato chi potrà godere di questo viaggio nella sua interezza. Un viaggio di SALTI SUL POGO!
Parola di DUCKTALESOFPAZZO!
WOO-OOH!

Pogo Man

MABBASTA CON ‘STO TIPO