Share

Come per l’edizione del 2015, anche quest’anno abbiamo risposto al “questionario post E3” dicendo la nostra sull’ultima edizione della fiera di Los Angeles. Per l’occasione abbiamo anche registrato un podcast speciale sull’argomento che potete ascoltare qui o dal player in fondo alla barra laterale. Tirate anche voi le somme nei commenti!


 Cosa ti spinge ad assistere tutti gli anni all’E3?

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Seguo l’E3 da ormai diversi anni, anche se difficilmente riesco ad assistere a tutte le conferenze per impegni e orari proibitivi. Però la curiosità di scoprire novità o approfondimenti riguardo giochi già annunciati, magari con qualche titolo a sorpresa. Per non parlare poi del piacere nel vedere di persona chi sta dietro le quinte per regalarci tanti mondi virtuali, i creatori delle storie di cui noi siamo personali interpreti.

Gabriele “Gabreck” Ferrara: L’attesa. La sorpresa. È un evento a cadenza annuale, e per questo un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Trovo affascinante in particolar modo la tirata fino a tarda notte, lavoro e studio permettendo. Ma la cosa fondamentale è la condivisione con gli amici che hanno la tua stessa passione. All’attesa e alla sorpresa segue il confronto, il piacevole scambio di opinioni, il ripensare a quanto visto. E l’appuntamento rinnovato al prossimo anno.

Flavio “Herman1800” Dionisi: I motivi sono gli stessi che indicavo nel questionario dello scorso anno, ma voglio sottolineare che assistere alle conferenze in compagnia degli amici, e condividere con loro “gioie e dolori” dell’E3, è la ragione principale per cui cerco di non perdermi una diretta.

Daniele “Leonick85” Nicolini: L’E3 dà il suo meglio quando è uno spettacolo capace di far sognare. Almeno durante le conferenze, mi interessa poco di date di uscita, caratteristiche tecniche e statistiche di vendita. Voglio nuovi mondi da esplorare e conoscere, in grado di farmi emozionare. Voglio trailer e video di gameplay, ma non spacconate al ritmo di qualche musica pulsante, bensì accenni di narrative interessanti o meccaniche innovative. Voglio nuove IP che sappiano solleticare la mia fantasia o ritorni di realtà videoludiche che ho amato, magari riproposte con modalità più fresche e originali.

Aaronman “Pazzo”: Non vorrei ripetermi ogni anno ad ogni articolo post-E3, ma la risposta non può che essere una: I VIDEOGIOCHI!
Sempre la solita, banale e altrettanto ovvia risposta.
Non avrebbe senso seguire la fiera del videogioco se non si è interessati ai videogiochi no? E non parlo solo di un paio di software, ma di TUTTO quello che potrebbero annunciare e mostrare, compresi gli hardware e le cose che non mi interessano.
L’evento possono anche farlo dentro un fienile, mi basta vedere novità di quel mondo che tanto amo per farmi stare tranquillo e contento.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: A costo di ripetermi, ogni anno l’E3 esercita su di me il fascino irresistibile della possibilità: uno spazio in cui essere colta di sorpresa, rinnovando la certezza che il media videoludico è realmente aperto ad infinite opportunità di cambiamento, trasformazione, scoperta e riscoperta.
Al di là dei fatti, la sensazione che sperimento all’avvicinarsi dell’evento è di per sé un’esperienza che odierei di precludermi in futuro e l’irrequietezza che accompagna l’inizio delle conferenze è linfa vitale, per questa passione. Il resto è storia da scrivere e riscrivere anno dopo anno, ma il brivido dell’attesa torna sempre a confermarmi che persino le delusioni sono impotenti, di fronte a tutto questo.


microsoft

Cosa ti ha colpito degli annunci di Microsoft e perché

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Principalmente mi hanno piacevolmente colpito due titoli, già noti, ma dei quali si è potuto conoscere qualcosa di più. Primo tra tutti Sea of Thieves, un gioco piratesco dai colori pastellati. A differenza dello scorso E3, dove Rare aveva proposto il titolo, quest’anno il gameplay mostrato era una bellissima simulazione di battaglie tra navi, dove la componente multiplayer era implementata in modo sublime. Un titolo nel quale passare veramente tante ore in compagnia degli amici. L’altro gioco è sicuramente We Happy Few di Compulsion Game. Anche questo a me noto, mi intriga principalmente l’universo distopico proposto, dove la felicità, imposta mediante regime dittatoriale, nonché rinforzi medici, sembra una metafora del mondo social attuale, nel quale pare che tutti debbano essere felici, quasi che fosse una competizione Facebookiana (passatemi il termine). Poi ovviamente come non parlare di XBox One Se Project Scorpio. Sono sempre stato per l’innovazione, ma non ho gradito molto il riproporsi di atteggiamenti della passata generazione dove, gli utenti della prima ora, diventano quasi la seconda scelta, vedendosi pubblicata, sebbene ad anni di distanza, una nuova versione della propria console con “qualcosa in più” (vedi il supporto 4K di XO S). Riguardo Project Scorpio nulla da dire, sicuramente interessante, ma, da come ho personalmente interpretato il filmato di presentazione, Microsoft è come se avesse ammesso di aver rilasciato, con XOne, una console “castrata” rispetto le aspettative e le possibilità degli sviluppatori. E consideriamo che XOne è sicuramente un’ottima piattaforma da gioco, al di là delle sterili critiche.

Gabriele “Gabreck” Ferrara: Devo dire che Microsoft mi ha sorpreso. Project Scorpio, che un po’ era nell’aria, rappresenta a oggi il futuro delle console. La casa di Redmond è stata l’unica a giocare a carte scoperte, quasi volesse mostrare quella muscolatura tecnologica, quella ferocia bruta che un po’ è mancata nel ciclo iniziale di Xbox One. E poi ci sono i giochi, naturalmente: Sea of Thieves e ReCore sono le esclusive che più mi sento di invidiare. Da una parte c’è un concept assai intrigante, dall’altra si annusa sapienza di game design. Xbox One S, invece, la trovo esteticamente molto accattivante, ma il fatto che non apporti nessun beneficio tecnico ai giochi mi lascia un po’ indifferente. Mi avessero detto che tutti giochi sarebbero andati a 1080p, l’avrei comprata il giorno dopo. Ma a questo punto meglio aspettare Scorpio. O magari equipaggiarsi con un PC Ninja.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Se avete ascoltato il podcast speciale E3 che abbiamo registrato qualche giorno fa, sapete già che è stata la mia conferenza preferita perché una volta di più, da quando la sfida con Sony si è spostata sul campo della next gen, Microsoft ha provato a tracciare strade nuove. Sono rimasto favorevolmente colpito dall’abbattimento delle barriere tra console Microsoft e PC, attraverso l’operazione Play anywhere. Il mondo del videogioco su PC è in rapida e impetuosa ascesa, le nozze tra Xbox e Windows 10 andavano celebrate. Vivranno tutti felici e contenti?

Daniele “Leonick85” Nicolini: Prima di assistere alla conferenza, immaginavo di rispondere a questa domanda con Scalebound. Invece, quanto mostrato mi ha entusiasmato meno di quello proposto lo scorso anno. Anche il servizio Xbox Play anywhere non è stato un fulmine a ciel sereno, considerato che i prodromi di questo cambio di direzione si erano già visti. Indubbiamente, il colpo ad effetto è stato l’annuncio di Project Scorpio. Si tratta di una modifica potenzialmente radicale del modo di intendere le console, a prescindere che sia ben voluta o meno.

Aaronman “Pazzo”: La seconda conferenza che ho preferito quest’anno, proprio per il suo avermi colpito tantissimo per i giochi mostrati… e meno per altro.
Da una parte, infatti, ho davvero apprezzato le varie dimostrazioni di alcuni giochi, come i gameplay di ReCore, di cui non mi aspettavo minimamente lo stile di gioco, e di We Happy Few, forse il titolo che più mi ha ispirato di tutta la conferenza, per non parlare di Sea of Thieves della Rare, davvero carino già dall’idea di base. E non dimentichiamo l’annuncio per l’arrivo su console di Tekken 7 (lo aspettavo da un po’ di tempo), presentato con una bellissima sequenza della nuova modalità storia con tanto di scontro epico tra Heihachi e Akuma di Street Fighter!
Comunque… a parte questo, nel resto non vi era altro che roba già vista o annunci di giochi “nuovi”, come Dead Rising 4 o Halo Wars 2, che non mi interessano poi più di tanto… ma non è questo il “brutto”…
Project Scorpio.
Ok ok, non uccidetemi… sarà una console potentissima, quasi 5 volte più forte di One, compatibile coi giochi di quest’ultima e con tanto di cross col PC ecc., e ok, bella cosa… ma all’annuncio, e alla scritta “Holiday 2017”, ho solo pensato “di già?”. Non so, mi ha fatto un effetto strano. Mi ha fatto pensare a quanto questa generazione di console potrebbe già essere alla frutta dopo 3/4 annetti (contando anche quella fantomatica “PS4 Neo” di Sony) e di quanto esse siano sempre più vicine al PC, visti questi dovuti upgrade degli hardware… quindi, sì, questa parte mi ha colpito… male.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: La conferenza Microsoft è quella che più delle altre mi ha generato reazioni contrastanti, tra l’interdetto e il soddisfatto. Interdetto perché ho trovato mal gestita tutta la “componente” hardware dell’evento, a mio avviso carente dal punto di vista comunicativo. Tra Xbox One S e Project Scorpio, che hanno sostanzialmente aperto e chiuso la conferenza, la confusione l’ha fatta da padrone, tanto che alla fine mi sono sentita spiazzata. E non nel senso buono del termine. L’idea di dar vita ad un sistema integrato, che comprenda Windows 10 e console con cross – buy, save e play,  è d’altro canto molto interessante. Sebbene comprenda la ritrosia, quando non avversione, di chi ha investito su Xbox One per le esclusive, c’è da dire che l’idea di fondo è ambiziosa e, forse, lungimirante e che a Microsoft va riconosciuta la capacità di osare e di guardare avanti. Il resto ce lo diranno i fatti. Dal punto di vista software sono ampiamente soddisfatta, con diversi titoli interessanti adeguatamente presentati ed annunciati. Tra tutti, oltre al magnetico e disturbante We Happy Few e all’enigmatico Inside, cito Sea of Thieves, per me vera e propria rivelazione dello show Microsoft, con una componente cooperativa che promette faville ed un’ambientazione caraibica e piratesca che mi invita a partire. Rispetto all’anno scorso il titolo Rare, che già mi aveva colpita, mi è parso molto più profondo, segno che il tempo è stato bene investito. Molto prolifica, Microsoft, e generosa di date: se non fosse per quel caos sul fronte hardware che mi spinge ad attendere chiarimenti, starei concretamente valutando i tempi del mio ingresso nella famiglia Xbox One. Ma è solo questione di tempo.


sony

Cosa ti ha colpito degli annunci di Sony e perché

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Purtroppo non potendo assistere alla conferenza, ho recuperato in un secondo momento i contenuti, e veramente c’era tanto da vedere. Fondamentalmente Sony ha puntato su quello che mi interessava da giocatore: i giochi! Pur non possedendo una PS4 (e neanche una XOne, se ve lo steste chiedendo), ciò non toglie che l’interesse videoludico travalichi le mie reali possibilità. Ed ecco infatti che ho apprezzato particolarmente il taglio dato al nuovo God of War, che mi è sembrano molto più dinamico e “meno scriptato” dei predecessori (magari gli script erano nascosti molto bene), pur mantenendo il suo stile cinematografico. E a proposito di “cinema” come non citare Detroit Become Human di David Cage. Non ho avuto il piacere di approfondire i suoi titoli, ma lasciatemelo dire, da appassionato di fantascienza e lettore di Asimov, questo gioco ha stimolato moltissimo la mia curiosità. Non dico che acquisterei una PS4 solo per DBH… però potrebbe entrare nella mia “lista motivatrice”. Lista dove è già presente da (troppo) tempo The Last Guardian. Diciamola tutta, voi mi conoscete principalmente per lo “sparacchino di marte”, “l’uccisore di Cyberdemoni”, “il marziano con la mira più rapida della mano”, ma anche io, spesso e volentieri, mi perdo nella poetica bellezza di Ico e Shadow of The Colossus, entrambi titoli che ho amato, e amo, alla follia. Poter tornare in un “opera ludica” di tale livello, per me è un sogno. Ovviamente vi è la curiosità per Death Stranding, avendo apprezzato Kojima nella saga di Metal Gear, e Horizon Zero Dawn, già adocchiato l’anno scorso, e che continua a farsi sempre più interessante.

Gabriele “Gabreck” Ferrara: Ma quindi hanno comunicato la data di rilascio per The Last Guardian? Sul serio? Ma serio serio? Ecco, basterebbe dire questo. Oltretutto la nostra talesofmanu ha vinto la scommessa. Conferenza indovinata, insomma. I giochi non sono mancati, comunque. God of War è qualcosa di alto profilo, prepotente, e pur non toccando le mie corde emotive ne riconosco l’efficacia spettacolare. E poi ammettiamolo, la mitologia norrena, che a quanto pare sarà presa nelle radici preistoriche, è stuzzicante. Per il resto Sony ha dimostrato un ottimo repertorio di produzioni interne: Become Human, Horizon Zero Down, Day Gone. Ma soprattutto The Last Guardian, si era capito? Perché la Playstation 4 l’ho comprata per la prossima meraviglia di Fumito Ueda, che a quanto pare sta per avverarsi. Ah, e le follie di Kojima.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Ormai lo sappiamo, Sony non sbaglia un E3 o quasi. Parla la lingua dei videogiocatori assetati di sogni e gli dice quasi sempre quello che vorrebbero sentirsi dire. Poco importano giochi rimandati e date d’uscita assenti, sul palco di LA bisogna soffiare sul fuoco delle aspettative  e superarle con giochi che sorprendano o, che ne so, con orchestre di cento elementi” tinti” di blu. Il gioco è questo e Sony è la più brava a giocarlo.

Daniele “Leonick85” Nicolini: Sony è quella che ha interpretato al meglio il mio modo di intendere l’E3, con una conferenza composta di trailer e video di gameplay a raffica. Mi è piaciuta la rivisitazione del brand di God of War e Detroit mi ha genuinamente incuriosito. Mi ha sorpreso come Horizon riesca ad alzare l’asticella delle aspettative ogni volta che viene mostrato, mentre assistere alla data di uscita di The Last Guardian è sembrato quasi surreale. Per quanto mi riguarda, la comparsa di Hideo Kojima ha rappresentato il momento più alto. Il trailer di Death Stranding dimostra ancora una volta che come sempre è un genio nel confezionare trailer che incuriosiscono senza dire nulla.

Aaronman “Pazzo”: Ed ecco la conferenza che ho preferito! E non dico che sia stata la migliore eh, ma PER ME lo è stata, e non solo per l’organizzazione della presentazione, ma più che altro per la mole di cose presentate (nuove IP e titoli VR compresi) che mi hanno interessato più di altre cose mostrate prima di allora. Già dall’inizio ho avuto i brividi nel vedere e sentire l’orchestra, ma alla presentazione del primo gioco mi hanno subito stupito… quel God of War… ok, mi aspettavo un nuovo capitolo, così come mi aspettavo un reboot, MA NON COSÌ! Un cambiamento di stile e gameplay drastico che POTREBBE piacermi non poco.
E poi RATATATATA, un gatling di trailer, con pochissime pause, uno dopo l’altro, tra nuove IP (FINALMENTE) e nuovi annunci, alcuni dei quali mi hanno colpito in pieno petto: la data di The Last Guardian, i nuovi video gameplay di Horizon e Detroit: Become Human che hanno aumentato il mio interesse per i due titoli, l’annuncio dei remastered completi dei tre Crash Bandicoot originali (idea che preferisco ad un possibile nuovo capitolo), l’arrivo sul palco di Hideo Kojima per la presentazione del suo nuovo gioco, Death Stranding, dato da un teaser in CG che più criptico di così non si può (amo questo genere di cose), il nuovo Spider-Man dell’Insomniac che promette BENISSIMO, e poi, per finire, l’annuncio, a parer mio, più inaspettato di tutti… e non per il titolo del gioco, ma per come è stato presentato e per come è stato rivelato: RESIDENT EVIL 7!
Sono un amante della serie e aspettavo un nuovo gioco come si deve, che fosse un reboot, un ennesimo remake o un semplice ritorno alle origini (come scrissi nell’articolo dell’anno scorso), e non roba alla Umbrella Corps… E MI TIRANO FUORI UN HORROR? Tra l’altro dal tratto molto psicologico che inizialmente mi ha ricordato Silent Hill e con la prima persona che mi ha ricordato molto PT appunto… SONO RIMASTO A BOCCA APERTA! Non sarà un annuncio prettamente Sony, visto che uscirà anche per One e PC, ma è stato dato all’interno della sfilza di trailer della conferenza Sony e il teaser giocabile è stato pubblicato su PS4, quindi…

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Il primo impatto con la conferenza Sony è stato senza dubbio sensoriale. L’atmosfera rarefatta del teatro, l’orchestra, i volti concentrati dei musicisti, i loro gesti puliti e decisi. Poi il crescendo che preclude l’ingresso in scena dei protagonisti della serata: i giochi. Tutto perfetto. Virtuosismi artistici a parte, alla casa di Tokyo riconosco una gestione impeccabile dei tempi e degli spazi, con una conferenza asciutta, dinamica e priva di momenti morti. Poche chiacchiere e molti annunci interessanti, come ci si aspetta in un evento del genere. Sarà stata la cornice, sarà stato il ritmo, ma non ricordo nulla che non mi abbia quanto meno interessata. Tra tutto un posto d’onore va a The Last Guardian: la visione di Ueda ha finalmente una data d’uscita, e io che ci speravo ho già il piede sul pre-ordine. Nulla togliendo al resto, menzione d’onore a God of War, che ha saputo sorprendermi con una prospettiva nuova dell’iconico personaggio di Kratos e delle sue avventure, forse meno “blood and guts” ma più “umana”, profonda, senza per questo disdegnare azione e una cifra stilistica cruda, dura. Detroit: Become Human è stato poi una rivelazione, mostrando un volto più noir e fantascientifico rispetto al precedente annuncio. L’atmosfera alla Blade Runner e le molteplici possibilità di un sistema di scelte ed interazioni che pare profondo sono pane per i miei denti, resta da capire quando potrò saziarmi. E poi Horizon: Zero Dawn, Spiderman dell’ottima Insomniac, la sorpresa Resident Evil ed una parentesi interessante per la periferica VR. Ben fatto Sony, ben fatto davvero. Attenta però ora a non sfilacciare quanto di buono mostrato con rilasci troppo dilatati nel tempo: sarebbe un peccato.


nintendo

Cosa ti ha colpito degli annunci di Nintendo e perché

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Mmm di Nintendo non me ne intendo. Scusate, ma mi prendo l’insufficienza e torno a posto. 

Gabriele “Gabreck” Ferrara: Speravo di vedere qualcosa su Nintendo NX, anche se le possibilità erano basse. Però c’era un certo The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Ne avete sentito parlare? Mi pare bellissimo. C’è poco da fare, Zelda risveglia sempre un sentimento atavico di avventura. Lo vedi e pensi che vuoi procurarti una console Nintendo sulla quale giocarlo. E così sarà con Nintendo NX, spero. Anche perché non ho un Nintendo Wii U. Ah, mi ha fatto piacere vedere qualche immagine nuova di Pokemon Sole e Luna, un piccolo salto di gioia per il fanciullo interiore.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Un altro E3 molto al di sotto delle aspettative quello di Nintendo. Zelda avrebbe salvato dall’oblio persino la conferenza EA, avrebbe stampato un sorriso innamorato sulle facce degli spettatori anche se contemporaneamente ne avessero annunciato l’uscita solo per NX, per dire. E infatti a Nintendo si perdona tutto, persino aver fornito una prestazione di molto inferiore a quella già criticatissima dello scorso anno. Ma tolto Zelda, davvero non si capisce perché la casa di Kyoto continui a “onorare” l’appuntamento di Los Angeles, vista la svogliatezza e il disimpegno che esibisce, sempre più evidenti, di anno in anno. 

Daniele “Leonick85” Nicolini: La scelta qui è semplice, perché Nintendo ha deciso, come suo solito, di non partecipare in pompa magna all’E3 e si è focalizzata fortemente su Zelda e Pokémon. Breath of the Wild sembra essere quello che ogni appassionato della serie cercava e pare poter dimostrare ancora una volta l’abilità di Nintendo nel confezionare videogiochi. Un grande open world, pulsante della magia della grande N, con molte attività e novità per le avventure di Link.

Aaronman “Pazzo”: The Legend of Zelda: Breath of the Wild.
Basta… Ah no, quella nuova IP di Grezzo, Ever Oasis… sembra carino… e… niente.
Quelle Nintendo non erano nemmeno conferenze alla fin fine. Erano dimostrazioni tramite Treehouse. Dimostrazioni, tra l’altro, lunghe e noiose, come quella di Pokémon Sole/Luna.
Però, certo, Zelda lo hanno annunciato TROPPO tempo fa, ma rivederlo con un titolo definitivo e buona parte di gioco mostrata, è stata sicuramente la fetta migliore dataci da Nintendo, se non una delle migliori dell’E3… anche se…. TROPPO gameplay! Non che sia un male eh, non mi sto lamentando, anzi, ma ad un certo punto ho pensato “MOBBASTA”! Quando il gioco uscirà la gente ne saprà già una buona parte in pratica!
E poi per il resto “meh”. Tra conferme per l’Occidente, date di giochi già annunciati tempo fa, dei quali mi interessa solo Dragon Quest VII per 3DS, e due annunci che non mi toccano, per me Nintendo, quest’anno, è stato solo e soltanto “Zelda”.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Sarò chiara: non mi aspettavo da Nintendo nient’altro che quello che è stato, ossia il trionfo del nuovo Zelda. Basta. Questo perché la grande N era stata chiara nel premettere che la nuova avventura di Link avrebbe avuto campo libero e sgombro, all’E3. Nessun dubbio neanche riguardo al format, che sapevo essere un Threehouse, dunque niente spettacolarità da conferenza o estro da Direct. Soddisfatta? Perplessa? Entrambe. La presentazione di The Legend of Zelda: Breath of the Wild è stato sicuramente uno dei momenti di maggiore impatto dell’intero evento. Come ho già confessato in più di un podcast, sono totalmente a digiuno della serie. Mea culpa, ma prometto di rimediare. Non posso dunque pronunciarmi sul fronte “novità” o “evoluzione”. Né intendo soffermarmi sulla bontà delle meccaniche di gameplay mostrate, che raccontano un’esperienza dalla profonda ed immersività forse inedite. Ci tengo però a dire una cosa: “incontrare” questo nuovo Zelda è stata una dolce chiamata all’avventura, un sincero invito ad andare rivolto persino ad una “profana” come me. Mi sono sentita interpellata in prima persona. Che l’ultima incarnazione di una serie così longeva si offra in modo così immediato anche a chi vi si affaccia per la prima volta è un prodigio, non trovate? Ma del resto è questa la magie delle storie universali, dei “racconti dei racconti”. Per il resto, rimprovero a Nintendo una “stanca” gestione dei tempi, un generale lento trascinarsi dell’evento. Va bene mostrare gameplay più approfonditi, va benissimo dar spazio agli autori: ma non bisogna dimenticare la giusta misura, perché è un attimo scivolare nel tedio e non c’è niente di peggio, quando si vogliono proporre viaggi virtuali. E questo al di là del valore di ciò che viene presentato. Se è vero che Nintendo conferma di seguire le proprie logiche e di non adattarsi al fare comune, è anche vero che un evento di questo tipo non è molto adatto all’E3, almeno a mio avviso. Meglio staccarsi del tutto, allora? Al futuro l’ardua sentenza.


L’annuncio che più ti ha emozionato?

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Beh ecco, qui credo che devo inserire un annuncio di una conferenza un po’ messa in secondo piano, ossia il PC Gaming Show. Se avete ascoltato il nostro podcast post E3, e so che l’avete fatto, per il vostro bene, saprete a cosa mi riferisco: Observer di Bloober Team. Lo so, lo so, si è visto poco e niente, ma quelle brevi immagini mi hanno fatto sognare. Ho sognato l’universo di Blade Runner, dove una tecnologia simile a
quella di Strange Days permette di accedere e hackerare i ricordi delle persone, e che tutto porti al dover affrontare le proprie paure di un passato oscuro come in Condemned: Criminal Origins. Insomma un misto di film e videogame, che combina cyberpunk, sci-fi futuristico e introspezione. Voglio proprio saperne di più!

Gabriele “Gabreck” Ferrara: The Last Guardian. Perché in fondo comprare Playstation 4 non è stata una cattiva idea!

Flavio “Herman1800” Dionisi: Rivivere l’emozione dello scorso anno, quando dal palco di Sony assistevamo alla resurrezione di The Last Guardian, sarebbe stato impossibile. Sono stato sorpreso di veder ricomparire il robottino Bud di Grow Home e di sapere che tra un paio di mesi sarà disponibile un nuovo titolo che lo vedrà protagonista. Mi ha fatto piacere, ma non siamo nel campo delle emozioni forti, ad essere onesti. Mentre posso dire che il trailer più interessante e coinvolgente è stato quello riguardante il nuovo titolo di David Cage, Detroit: Become Human che attendo con grande impazienza.
In definitiva quella di quest’anno è stata un’edizione piacevole, ma senza picchi particolari.

Daniele “Leonick85” Nicolini: Lo scorso E3 era stato più emozionante e ricco di annunci inaspettati. Quest’edizione ha avuto meno fuochi d’artificio e, in molti casi, si è parlato di titoli già annunciati. Difficile dunque provare quel tonfo al cuore, generato dalla sorpresa di un inatteso ritorno, come è stato Shenmue o FFVII nel 2015. Dovendo scegliere un momento, però, dico la comparsata di Kojima e della presentazione del suo Death Stranding. Del titolo non si sa nulla, è vero, ma ho amato i suoi precedenti lavori e il game designer giapponese non ha mai mancato di sorprendermi con la sua piacevole follia.

Aaronman “Pazzo”:  “Emozionato” è una parola grossa.
Quest’anno non sono arrivati al punto da farmi emozionare, o addirittura piangere come successe l’anno scorso tra un Final Fantasy VII Remake e un NieR: Automata (di cui sono usciti pure nuovi video e una finestra di lancio per il 2017, con il mio hype sempre più potente in confronto all’anno scorso), quindi boh, non saprei che dire… potrei dire “stupito”, tanto anche, ma non emozionato.
E i giochi che mi hanno stupito li ho scritti prima, quindi non c’è molto da aggiungere in questa risposta purtroppo.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Quest’anno mi viene più difficile, rispetto allo scorso, individuare un singolo annuncio che abbia saputo emozionarmi più di altri. E non perché non abbia provato sussulti, al contrario. Si è trattato di un E3 particolare, in cui ho gioito spesso, a tratti sfidato l’incredulità ma senza consegnare il mio cuore ad un solo “pretendente”, o a due. Tra la data di uscita di The Last Guardian, la conferma delle mie elevate attese per il nuovo South Park di Ubisoft, la smitragliata di titoli targata Sony con Detroit in testa e le suggestioni di alcune perle meno attese, quali We Happy Few, Sea of Thieves, Observer e Prey, c’è stato molto per cui trattenere il fiato. Senza contare poi The Legend of Zelda, epifania potentissima che mi ha travolta con un’inattesa chiamata. Se l’arrivo della magniloquente opera di Ueda è senza dubbio uno dei pensieri videoludici che più riesce a rubarmi il sonno, non voglio consegnare ad uno solo la palma. L’emozione quest’anno ha giocato di fino, spalmandosi in lungo e largo per ricordarmi, ora dopo ora, che quale che siano i tempi morti, le sciatterie e le spacconate, l’E3 ha sempre qualcosa da dirmi. Chiaro e forte.


L’immagine che più ti è rimasta impressa di questo E3?

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: La contrapposizione tra mercato e passioni. Capiamoci, nessuna azienda fa beneficenza, sono forse un romantico, non un illuso, ma ancora una volta ho visto come Sony abbia puntato più sulle passioni dei giocatori, mentre Microsoft sui loro portafogli. Non vogliatemene, l’annuncio di nuove piattaforme è bellissimo nell’interesse del progresso, ma è stato raggelante vedere come l’E3 sia stato un pretesto per accelerare i tempi da parte della grande M, mentre Sony ha lasciato intendere che l’attuale generazione ha ancora tanto da poter mostrare.

Gabriele “Gabreck” Ferrara: La presentazione di Scorpio, con relativa carrellata di interviste agli addetti ai lavori. Si respirava aria di rivoluzione. Lo so, è tutto marketing e voce roboante, ma dobbiamo riconoscere che l’arrivo di una nuova console porta sempre qualche brivido di adrenalina. Anche se non sei interessato, perché magari odi Microsoft oppure giochi solo su PC, non puoi rimanere del tutto indifferente. Dall’alba dei tempi il ciclo generazionale delle console scandisce il tempo del nostro intrattenimento preferito. E merita la nostra attenzione.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Continuo a vedere Pokémon dappertutto, anche se chiudo gli occhi… aiutatemi!

Daniele “Leonick85” Nicolini: Selezionare una singola immagine è difficile, perché molte sono le alternative. La mia scelta ricade su Kratos che in modo impacciato cerca di dare una pacca sulla spalla al figlio, mentre un panorama di montagne innevate si stende oltre loro. Una situazione decisamente anomala per chi ha conosciuto il protagonista di God of War nei titoli pubblicati finora.

Aaronman “Pazzo”: Non me ne voglia il buon Kojima e il suo “I’m back” da standing ovation, che mi è comunque arrivato alla testa come un meme su internet, ma mi tocca ripetere parte di quello che scrissi un paio di domande fa: la cosa che mi è rimasta più impressa stavolta è stata… VII.
Davvero, dopo quel video disturbante fatto di trip orrificanti assurdi e visioni da psicologia malata, senza mostrare alcun logo o sviluppatore all’inizio del tutto, vedere quel VII… materializzato poi in Resident Evil VII… è stato fantastico.
Sono passato da un “che è ‘sta figata”, ad un “Sette??” fino al “COSAAAAAAAAAAAA” finale con tanto di bocca aperta , roba che mi ha traumatizzato per giorni.
E il giorno dopo ho pure provato subito il teaser giocabile, facendomi pensare a quel momento e a quel titolo per altri giorni ancora… anzi, veramente, ogni tanto, penso ancora a quel VII.. e a quel Biohazard come sottotitolo…
Aiutatemi.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Non ne ho ancora parlato, qualcuno si starà chiedendo cosa è successo, o starà raccogliendo forconi e fiaccole. Tranquilli: non ho dimenticato il buon Kojima. Semplicemente lo riservavo per questo momento. Se devo racchiudere l’intero evento in un’immagine, la scelta ricade sul volto emozionato di Hideo, sul significato di vederlo lì ad annunciare un suo nuovo progetto. Non c’è molto da dire sul gioco in sé, questo Death Stranding per ora è un mistero. Il video mostrato racconta, a mio parere, un manifesto artistico, oltre al desiderio di creare un’opera suggestiva ed ambiziosa. Ma niente di preciso può dirci in proposito, e forse neanche vuole. La verità della presenza di Kojima sul palco dell’E3, per me, è il ritorno di una delle menti più ispirate del panorama videoludico. Un autore fuori dagli schemi, meticoloso, coraggioso. Uno che ha creato storie che meritavano veramente di essere raccontate e che credo continueranno ad esserlo per molto tempo a venire. Uno che ha osato, proponendo esperienze di gioco affatto scontate o copia-incollate, che che se ne voglia dire. Uno che ci ha messo il cuore, e forse l’ha pagata cara, rischiando persino di perdersi e magari incespicando, nel finale. Se tutto questo non è vero in assoluto, lo è per me, e vederlo lì ha significato molto più di quello che verrà rivelato sul gioco e che si realizzerà pad alla mano: ha significato un nuovo inizio, un nuovo percorso, magari da condividere fin dal principio, come non ho potuto fare in passato. C’è un rapporto, quello tra autore e videogiocatore, che vive di fiducia. Prima dei dati, delle analisi, dei riscontri. Prima delle critiche e degli elogi c’è lei, la FIDUCIA. Senza non si può che trascinarsi stancamente da un titolo all’altro, in cerca di qualcosa che forse non arriverà mai. Spesso capita di dimenticarsene, e di cadere in sterili disincanti. Ma non questa volta: ci voglio credere. Bentornato Hideo.


Avresti voluto che ci fosse stato… quale gioco?

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Le mie vane speranze dal passato E3 non sono cambiate. Sento la necessità di un nuovo Wing Commander (magari VR? ), anche se i titoli “spaziali” sicuramente non mancano nell’immediato, e questo può solo rendermi felice. Guardando la conferenza Ubisoft mi sarei aspettato… ok, ok… avrei sperato di sapere qualcosa sul secondo capitolo di Beyond Good & Evil, ma tanto so che non lo vedremo mai.

Gabriele “Gabreck” Ferrara:  Mi sarebbe piaciuto vedere Shenmue 3. Mi rendo conto che il progetto è grande, attesissimo, con un peso sulle spalle gigantesco. Quindi lo mostreranno in tempi maturi. Non è che pretendessi una sequenza di gameplay, ma avrei gradito qualcosa, un trailer, qualche novità. Magari il remaster dei primi due.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Nessun gioco in particolare quest’anno. Volevo però sicuramente assistere a presentazioni di titoli che lasciassero intravvedere novità interessanti sul fronte giocabilità e narrazione. Sea of Thieves e Detroit: Become Human hanno in parte risposto a questa esigenza, ma si poteva fare di più.

Daniele “Leonick85” Nicolini: Sono solitamente molto critico verso le remastered, perché si tratta il più delle volte di operazioni puramente commerciali. Ogni tanto, però, sono utili per poter giocare a titoli ormai irrecuperabili, o ad esclusive che non è stato possibile provare. Per questo motivo, l’annuncio che avrei desiderato è Shenmue 1&2 HD. Una pietra miliare del mondo videoludico, da riportare in auge in vista del terzo episodio. La speranza di vederlo prossimamente rimane.

Aaronman “Pazzo”: Ecco, non dico cose “impossibili” anche questa volta, come quando l’anno scorso dissi di voler un nuovo Tombi, un nuovo Klonoa, un nuovo Medievil e cose del genere, però c’è stata la grave assenza di due giochi che, secondo me, DOVEVANO ESSERCI, anche perché gli autori, soprattutto per quanto riguarda uno di questi, annunciarono delle novità in arrivo proprio per quei giorni di fiera… e invece che è successo? Rilasciano il trailer di Kingdom Hearts 2.8 con su scritto, alla fine, “nuove informazioni per Kingdom Hearts III in Inverno”… SÌ, STAVO PRORIO PARLANDO DI KHIII! Che doveva mostrarsi con un nuovo trailer durante l’E3 E INVECE NO, ASPETTIAMO L’INVERNO, MANNAGG-
“E l’altro?”
E l’altro è ovvio: FINAL FANTASY VII REMAKE!
Ok che hanno mostrato TROPPE cose di Final Fantasy XV, alcune delle quali alquanto pessime (come il VR di Prompto che, meh…), che sta anche per uscire, relativamente, MA UN FILMATINO PICCINO PICCIÒ DI FFVII? O anche quello arriva in Inverno? O durante il prossimo TGS?
Uff…

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Anche qui, mi ripeto rispetto allo scorso anno: nessuno. E di nuovo ribadisco che ci sono tante serie o saghe che vorrei fossero riproposte, così come tanti progetti di cui mi piacerebbe tornare a sentir parlare. Ogni anno c’è quel “grande assente”, quel titolo di cui si è fatto un gran chiacchierare prima dell’evento e che poi manca l’appuntamento, per un motivo o per l’altro. Quest’anno senza dubbio si è sentita l’assenza di Rockstar, attesa con il nuovo Read Dead Redemption tra rumors vari. Avrei desiderato una conferenza vera e propria anche per Square, che l’anno scorso mi ha regalato il sogno materializzato di Nier Automata. Insomma, non mi mancano le attese, semplicemente cerco di prendere quello che viene e di vivere “il momento”, senza sovrapporre il dispiacere per quello che è stato lasciato indietro. C’è da dire che se non avessero annunciato la data di The Last Guardian forse ora starei digitando ingiurie, ma si tratta di titoli “isolati”, eccezioni che confermano la regola. Volendo sognare, comunque, sarei impazzita per l’annuncio di un remake di Chrono Trigger. O, ma qua siamo proprio nell’ambito della fantascienza, per un nuovo Suikoden. Troppo? Me l’avete chiesto voi di osare!


Cosa ti aspetti per il prossimo anno?

Alessandro “Fiveomega” D’Agrusa: Sinceramente spero in un E3 più simile a quello dello scorso anno, con veramente una quantità spropositata di giochi, specialmente nuovi. Volete che lo dica apertamente? Bene, non voglio rivedere titoli già proposti per due anni di seguito.

Gabriele “Gabreck” Ferrara:  In cuor mio spero che la realtà virtuale prenda la strada giusta, che non è certo nelle tech demo e nei rollercoaster. Vorrei che il prossimo anno potessimo meravigliarci della realtà virtuale e desiderarla. Perché al momento è uno sfizio da early adopter e da ottimisti lungimiranti. Non dico che deve costare poco e che deve montare schermi a 4K, per quello ci vorrà tempo. Ma voglio vedere le killer application, quelle che ti fanno dire come abbiamo fatto a vivere senza.

Flavio “Herman1800” Dionisi: Microsoft che ci convince a comprare Scorpio, Sony che spinge con tanti progetti VR la sua Neo e… la grande rivincita di Nintendo che sbaraglia la concorrenza di console e PC annunciando F-zero e Metroid su NX (magari in VR?) e un servizio tipo “MAME Nintendo” che permetterà di attingere all’intera storia di Mario e compagnia da un unico dispositivo, portatile e fisso, finalmente. Con questi adorabili pazzi, non si sa mai.

Daniele “Leonick85” Nicolini: Mi aspetto un crescente spazio per la realtà virtuale, che già occupa sempre più spazio nelle conferenze. Nel 2017 saranno molti i videogiocatori in possesso di VR e credo che produttori e sviluppatori continueranno a spingere questa nuova tecnologia. Entro il prossimo anno si sarà consolidato anche il panorama console, dopo le scosse di Project Scorpio e Playstation 4 Neo. Sarà dunque l’occasione per capire meglio che direzione avranno preso Sony e Microsoft, senza dimenticare Nintendo, che avrà nel frattempo lanciato NX. Il mio auspicio è che non venga però meno l’attenzione ai giochi, che devono essere i primi protagonisti delle conferenze. Mi auguro di vedere maggiore coraggio nel proporre idee originali, senza affidarsi soltanto ai blockbuster annuali.

Aaronman “Pazzo”: IL MEGLIO! SEMPRE E COMUNQUE!
Confesso che l’anno scorso è stato quasi magico, uno dei migliori E3 mai visti in vita, pieno di novità e video che mi hanno fatto emozionare come non mai e che quest’anno, in confronto, mi sembra sia stato fatto un passo indietro, almeno per quanto mi riguarda (anche perché il meglio per il 2016/2017 era già stato annunciato), quindi spero solo che l’anno prossimo migliori ancora e che torni allo splendore dell’E3 2015… magari con qualche bella chicca e qualche bel ritorno… tipo, che so… Chrono Trigger… EH OH, GLI AUTORI LO RIVOGLIONO! E ANCHE IO!
Non che quest’ultima fiera sia stata il male eh, anzi, in generale mi è piaciuta molto, ma preferirei che TUTTI, e non solo Microsoft e Sony, facessero bella figura mostrando sfilze di bei giochi e nuovi annunci che non siano deludenti come l’EA di quest’anno, per fare un esempio.

Emanuela “Talesofmanu” Ocello: Il discorso è sempre quello: mi aspetto l’inatteso, o comunque la sorpresa pur nel preannunciato. Ci saranno sicuramente giochi che vorrò vedere ufficializzati, o ben mostrati, sul palco del prossimo E3, ma senza che questo diventi una pretesa a costo di rimanere delusa, come ho provato a spiegare nella risposta precedente e fatte salve le eccezioni eclatanti, di quelle da “una ogni nove anni” (chi ha orecchie per intendere…). Diciamo piuttosto che mi aspetto un evento all’altezza della fedeltà dei tanti videogiocatori che ogni anno si ritagliano, magari a fatica, il tempo per assistere allo spettacolo, vicini anche se lontanissimi, uniti dal desiderio di rimanere incantati dalla fabbrica dei sogni. Con “all’altezza” non intendo qualcosa di preciso, non credo ci siano regole valide in assoluto. Credo però che non si possa prescindere dalla serietà, dalla professionalità e dalla “lealtà” verso i giocatori, che non vuol dire smettere di guardare ai propri profitti ma proporre un atteggiamento coerente e quanto più possibile trasparente. Su questo fronte l’E3 appena trascorso ci ha mostrato esempi di segno opposto, ma lascio a ciascuno le proprie considerazioni. E poi la voglia di osare, di innovare, di realizzare opere che siano davvero, e soprattutto, “for the players”. Quale che sia il nome, e il marchio, che portano.