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La taverna è un posto speciale per gli amanti dei giochi di ruolo. È il luogo di ritrovo degli avventurieri, dove vengono narrate imprese leggendarie, accompagnate da una pinta di birra. Uomini impavidi girano per i tavoli alla ricerca di qualche emozionante e remunerativo ingaggio, mentre altri desiderano ristoro dopo aver affrontato mostri temibili e aver attraversato lande proibitive. Per esempio, è ancora fresco il ricordo del viaggio verso Friendly Arm Inn, prima tappa del viaggio dell’ancora acerbo protagonista di Baldur’s Gate. Lì, abbandonate le mura che ci hanno protetto da sempre, ci imbattiamo nel modo più brusco possibile nei pericoli del mondo esterno. Il Friendly Arm Inn rappresenta pertanto la nostra oasi di salvezza. Questo è il fascino delle taverne nei gdr: sono un crocevia di storie incredibili. Devono averlo pensato anche i ragazzi di Hyperkinetic Studios, che ne hanno fatto il fulcro del loro titolo gestionale, Epic Tavern, disponibile in early access su Steam. Qui, però, ci sediamo dietro il bancone, pronti a rifocillare gli avventurieri con un pasto caldo e ad offrire loro un comodo giaciglio.

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Se cercate una pinta di birra, sapete dove trovarla!

FAR DI CONTO

Il primo passo per avviare la nostra attività di locandiere fantasy è quello di dare un nome alla taverna. Fatto ciò, siamo subito pronti ad accogliere i primi clienti, che, tramite un’icona sopra la loro testa, ci faranno sapere le loro necessità. Alcuni vorranno rinfrescarsi la gola e altri riempirsi la pancia, ma capiterà spesso che qualcuno voglia semplicemente fare due chiacchiere per condividere la sua storia. Dare loro ascolto è fondamentale, non solo per il piacere di sentire qualche avventura curiosa, ma anche per migliorare il rapporto con gli avventori della locanda e la nostra reputazione.
Incrementare la popolarità ci consentirà di ampliare la clientela e anche di assoldare un numero maggiore di combattenti per le nostre quest. La gestione di Epic Tavern non si limita infatti soltanto al menù del giorno, ma richiede anche di spedire qualche coraggioso amico a svolgere delle missioni per nostro conto.
Torniamo però prima a chiarire come si svolge il funzionamento della taverna. Il numero di operazioni possibili durante una giornata è scandito dai punti azione, che si consumano ad ogni interazione con i clienti. Possiamo anche definire il menù, assicurandoci di avere scorte sufficienti per soddisfare tutte le richieste e definendo i prezzi delle portate. Qui subentra l’aspetto più gestionale del titolo: alzare le tariffe ci permetterà di riempire il portafoglio più velocemente, ma al contempo renderà più difficile instaurare un rapporto amichevole con gli avventori, rallentando la crescita della reputazione.

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La giornata di lavoro parte dalle scartoffie: ordini, prezzi, manutenzione…

Un altro aspetto da tenere in considerazione sono le azioni da realizzare con maggiore priorità. Servire un pasto ci consente di ottenere introiti, ma dedicarsi a una chiacchierata (non remunerativa) può migliorare i rapporti con un avventuriero, che potrebbe rendersi disponibile per partecipare alle nostre missioni.
Possiamo anche scegliere di ampliare la locanda, dotandola di una serie di strutture accessorie. Per farlo, tuttavia, bisogna prima completare le quest dedicate. Qui subentra appunto la parte più ruolistica di Epic Tavern. Al termine di ogni giornata, possiamo commissionare un incarico agli avventurieri che abbiamo reclutato, nella speranza di ottenere un ricco bottino o di migliorare la nostra bettola. Una delle prime missioni ci porta infatti a reclutare un medico, così da poter aggiungere un’infermeria alla taverna, indispensabile per i clienti malconci o per gli amici che abbiamo spedito in un’impresa troppo difficile.

MERCENARI PER UNA BIRRA

Queste missioni si svolgono in maniera puramente testuale, con il gruppo che abbiamo scelto che si imbatterà in una serie di eventi da risolvere a colpi di dadi. Ogni personaggio è infatti dotato di capacità specifiche, che si dividono in quattro ambiti di competenza: combattimento, sopravvivenza, capacità mentali e abilità sociali.
La partecipazione del giocatore in queste sezioni è tuttavia minima. Una volta scelti gli elementi più adatti, non resta che assistere alla sequela di lanci di dadi, augurandoci che la fortuna sia dalla nostra parte. Certo, possiamo costruire un party su misura e dotarlo dell’equipaggiamento più consono alla missione, ma, partiti per il viaggio, non resta che affidarsi alla buona sorte. L’unica possibilità di intervento è legata alla definizione dell’atteggiamento degli avventurieri, cosa che può spostare leggermente le percentuali di riuscita a nostro favore. È comprensibile che questo sistema non sia stato approfondito oltre, considerata la natura gestionale del titolo, ma, per esempio, sarebbe gradevole aggiungere almeno qualche scelta nel corso della quest. Scegliere se evitare di affrontare un nemico e rinunciare al bottino, invece di giocarsi il tutto per tutto per la gloria. Oppure se confrontarsi in modo diplomatico o aggressivo con un mercante troppo avido. Trovarsi invece costretti su una linea narrativa e magari vedere decimato il proprio party per un tiro di dadi sfortunato (sì, c’è la permadeath) rende alcuni passaggi inutilmente frustranti.

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Un prode guerriero nulla teme, al di fuori di un tiro di dadi avverso

LA DISCESA AL SUCCESSO

La ripetitività, almeno in questa fase dello sviluppo, affligge anche la parte puramente gestionale. Il flusso di cassa è praticamente impossibile da portare verso il rosso, rendendo l’accumulo di reputazione e denaro una mera questione di tempo. Anche i punti azioni da gestire sono al momento più che sufficienti a soddisfare quasi tutte le richieste dei clienti, riducendo il tutto, il più delle volte, ad un meccanico cliccare sulla testa degli avventori per portargli cibo o birra. Anche la locanda stessa non subisce modifiche, nonostante il nostro impegno per ampliarne le strutture, che sono accessibili solo testualmente, tramite menù. Così impostato, Epic Tavern viene spogliato di qualunque rilevanza strategica, mentre sono proprio le scelte e la pianificazione gli ingredienti fondamentali per un manageriale avvincente.

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La taverna accoglie visitatori di ogni tipo, ma purtroppo non presenta opzioni di personalizzazione

Stiamo però parlando di un titolo in early access, che, per sua stessa natura, deve ancora correggere il tiro. In questo senso i potenziali miglioramenti sembrano indirizzati nella giusta direzione. Alcune sezioni dell’interfaccia presentano infatti la dicitura “coming soon” e possono aggiungere elementi che alzano il grado di sfida di un titolo altrimenti troppo piatto per non incorrere rapidamente nella ripetitività. Una sezione sembra infatti dedicata alle taverne rivali, generando una concorrenza che non permetterebbe di sedersi sugli allori, ma che ci costringerebbe ad ottimizzare le nostre scelte imprenditoriali. Pare in arrivo anche un negozio degli oggetti, per equipaggiare al meglio il party, la cui attrezzatura è per ora legata solamente al loot ottenibile dalle quest.

Indice di rapimento

verdeEpic Tavern è un titolo con buone idee, ma ancora acerbo. Uno stato naturale per un early access, che, evolvendosi nella giusta direzione, può diventare un gestionale piacevole e divertente. La taverna di un mondo fantasy è una base interessante su cui lavorare, che non può che stuzzicare gli amanti di lunga data dei giochi di ruolo. Inoltre il piglio goliardico, che fa il verso ai classici del genere, strapperà più di un sorriso a chi è cresciuto tra Baldur’s Gate, Ultima e Neverwinter Nights. Il problema è che, nella sua versione attuale, Epic Tavern non offre nessuna vera sfida al giocatore, disincentivandolo dal pianificare strategie e portando ad una progressione quasi passiva. In questo modo subentra troppo presto la ripetitività, cui l’ironia dei testi non riesce a sopperire. I cambiamenti che potrebbero arrivare prima della versione finale sembrano aggiungere il giusto sale alle ricette della nostra taverna, sperando che portino con sé una maggiore interattività e un grado di difficoltà più alto. Sorseggiando una pinta di birra e ascoltando storie di draghi e stregoni, aspettiamo fiduciosi l’arrivo del titolo completo.