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Deep into that darkness peering, long I stood there, wondering… fearing… doubting…”

Edgar Allan Poe

Un complotto mondiale che perdura da oltre 2000 anni, un piano ordito dagli antichi per gettare il mondo nell’ombra e nel caos. Ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft, Eternal Darkness survival horror uscito su Gamecube nel 2002, vanta una delle trame più belle e originali mai viste nel suddetto genere. Acclamato universalmente dalla critica specializzata non ebbe ahimè lo stesso successo in termini di copie vendute.

Come accennato pocanzi in questo fantastico titolo ci sono molti elementi riconducibili ai due scrittori, in particolare le opere di Lovecraft appartenenti al “Ciclo di Chtulhu”. Il libro delle tenebre che troviamo in questo gioco può essere tranquillamente associato al Necronomicon, i Grandi Antichi o Dei Esterni oltre alla stessa città maledetta di Ehn’Gha, sono anch’essi elementi centrali dell’universo Lovecraftiano. Come altre opere ispirate allo stesso scrittore (una in particolare da poco recensita dal marziano Marchiato), il comun denominatore resta lo stesso, ossia quello di “turbare con ciò che non si vede”.

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La villa dei Roivas, luogo pieno di segreti dotato di un fascino oscuro.

La storia si svolge all’interno della misteriosa e affascinante magione dei Roivas situata nel Rodhe Island. Vestiremo i panni di Alexandra Roivas, nipote di Edward morto pochi giorni prima nella stessa villa in circostanze molto sospette. Frugando alla ricerca di indizi, la nostra bella protagonista si imbatterà in un libro molto particolare capace di far rivivere scene occorse nel passato ad altri uomini. È proprio mediante questo viaggio narrato attraverso la paura, il coraggio e la fede di queste persone che verremo a conoscenza di eventi e luoghi semplicemente inimmaginabili per la mente umana.

Il gameplay era quanto di più vario e originale si potesse trovare all’epoca. Visuale in terza persona con diverse armi a disposizione a seconda del personaggio utilizzato, si va da armi contundenti e da taglio (torce, spade, asce) a quelle da fuoco (pistole e fucili). Quando attaccheremo un nemico (diverse le tipologie) sarà possibile scegliere l’arto o la parte del corpo da colpire, ogni mostro ovviamente avrà un punto debole specifico. Tre i parametri presenti sulla schermata del nostro personaggio, la barra della vita (rossa), la barra della magia (blu) e quella della salute mentale (verde), ognuno associato al potere di un antico.

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Il sistema dell’allineamento è simile al gioco forbici, carta e sasso. Ad esempio Chattur’gha (rosso – potere fisico) domina su Xel’lotath (verde – sanità mentale) ma è debole contro Ulyaoth (blu – potere magico). Infine c’è Mantorok (viola – il Dio cadavere) che mantiene l’equilibrio tra i tre antichi.

In questo titolo il sistema legato alla magia, oltre ad essere di vitale importanza, è senza dubbio molto originale. Avremo a disposizione diversi incantesimi regolati da specifiche rune magiche, utilizzandone alcune nell’ordine giusto potremo imparare nuove magie da utilizzare contro nemici o per risolvere i diversi enigmi ambientali presenti nel gioco. La barra della salute mentale invece è una vera e propria chicca, un’idea talmente geniale che venne successivamente ripresa da alcuni horror moderni quali Amnesia. Quando il livello sarà vicino allo zero il nostro protagonista inizierà a vivere dei veri e propri incubi, lasciando il giocatore nell’incredulità più totale.

I personaggi come detto saranno tanti e ci consentiranno di visitare più epoche storiche: Pius Augustus centurione romano; Ellia danzatrice cambogiana; Anthony messaggero francese di Carlo Magno; Karim maestro di spada persiano; l’archeologo americano Edwin Lindsey; l’architetto italiano Roberto Bianchi; il monaco francescano Paul Luther; il vigile del fuoco canadese Michael Edwards e infine gli esponenti della famiglia Roivas (Maximillian, Edward ed Alexandra). La caratterizzazione è buona anche se non così approfondita come in altre opere. La spiegazione va ricercata nel fatto che durante l’avventura vivremo diverse vicende, quindi probabilmente gli sviluppatori hanno deciso di non soffermarsi più di tanto nello sviluppo psicologico dei vari protagonisti.

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Pius Augustus (26 a. C.) centurione romano. Atmosfere uniche e perfetta ricostruzione dei vari contesti storici.

La grafica, nonostante siano passati 13 anni, si mantiene ad ottimi livelli: ambienti di gioco ben rifiniti e ricreati, dal punto di vista storico, magistralmente; design dei nemici di buona fattura. Sonoro anch’esso ottimo, in particolare sottolineerei i suoni associati alle evocazioni degli incantesimi e quelli sinistri udibili quando la sanità mentale scende sotto il livello di guardia. Musiche discrete, di sicuro hanno il merito di saper trasmettere ansia al giocatore ma che sinceramente non inserirei in una raccolta MP3… peccato. Longevità davvero non male, nel mio caso ci sono volute 17 ore per finirlo. Boss fights non particolarmente ostiche ma divertenti (personalmente ho apprezzato molto quella finale). Rigiocabilità elevata, un filmato extra importante verrà sbloccato solamente quando il gioco verrà portato a termine tre volte. Se dovessi invece indicare un punto debole del gioco questo andrebbe ricercato senza dubbio nel fattore paura, di spaventi ve ne prenderete ben pochi.

Indice di rapimento

Un manipolo di uomini valorosi che nei vari secoli combatterono contro le forze del male per tentare di assicurare un futuro al genere umano. Eternal Darkness è una vera killer app uscita su Gamecube, di sicuro uno tra i migliori survival horror di sempre. Un titolo impreziosito dalle opere di Poe e Lovecraft che regala soddisfazioni sia dal punto di vista della giocabilità che da quello della storia. Purtroppo il progetto di un possibile sequel naufragò miseramente per colpa di congiunzioni astrali negative. La mia speranza è che in futuro altri sviluppatori possano seguire le orme lasciate dai canadesi Silicon Knights, horror di tale portata sono merce rara oggigiorno.