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La scoperta di Final Fantasy Tactics, un capitolo che siede comodamente sul podio dei miei Final Fantasy preferiti, la devo ad un vecchio amico del liceo. Il gioco non era stato lanciato sul mercato europeo ed io non ero aggiornato sulle novità oltreoceano. Ero però fresco del mio viaggio nell’universo di FF VII e, pertanto, desideravo provare ogni cosa con Final Fantasy nel nome. Recuperata una copia e iniziata l’avventura, mi ci è voluto poco per appassionarmi alle vicende e ai personaggi del mondo di Ivalice. Mi sono così innamorato di un sottogenere di gioco di ruolo che non avevo ancora esplorato, ovvero i tactical rpg. Da allora, sono rapidamente conquistato da un titolo che presenta battaglie a turni su mappe a caselle.

Analoga folgorazione devono aver provato i ragazzi di 6 Eyes Studio, che menzionano apertamente Final Fantasy Tactics (e Tactics Ogre) tra le fonti d’ispirazione per Fell Seal: Arbiter’s Mark. Il titolo, dopo una riuscita campagna su Kickstarter, è approdato su Steam in forma di accesso anticipato, raccogliendo da subito gli apprezzamenti dei giocatori. Ora che è stato lanciato in forma completa, possiamo affrontarlo nella sua interezza per capire se tiene il passo dei grandi maestri.

IL DURO LAVORO DEGLI ARBITRI

La storia di Fell Seal: Arbiter’s Mark non si perde troppo in chiacchiere e ci butta subito nel vivo dell’azione. Il mondo è stato minacciato da una creatura demoniaca, che dei prodi guerrieri sono riusciti a sconfiggere. In seguito, quei eroi valorosi hanno ottenuto il nome di Immortali e assicurano l’ordine e la pace per le terre di Teora tramite l’azione dei loro agenti, gli “Arbiters” del titolo. Ora, tuttavia, la corruzione dilaga anche tra gli arbitri stessi, lasciando campo libero a mostri e banditi.

Gli appassionati dei tactical RPG si sentiranno subito a casa, grazie ad un gameplay immediato ma ben congegnato

Noi seguiremo i passi di Kyrie, un arbitro che, a differenza di alcuni suoi sodali, segue ancora fermamente i principi di giustizia e lealtà. Proprio per questo motivo non può lasciare impunito un omicidio, al quale assistiamo nelle prime battute di Fell Seal. L’assassino è un nobile e cercare di assicurarlo alle autorità darà il via ad una sequenza di eventi che stravolgerà gli equilibri di Teora.

Mantenendo come termine di paragone Final Fantasy Tactics, la narrazione di Fell Seal: Arbiter’s Mark non è altrettanto elaborata. Non troviamo un sottofondo di casate e regni in lotta da assimilare, bensì una serie di accadimenti presentati in modo più diretto. Ciononostante il titolo riesce ad imbastire un racconto che coinvolge e regala qualche piacevole colpo di scena. Merito ai 6 Eyes Studio, che sono riusciti a creare un mondo di gioco e dei personaggi ben caratterizzati, pur senza perdersi in troppi dettagli. In questo modo è facile prendere a cuore le vicende di Kyrie e dei suoi compagni, gettandosi nella prossima battaglia per scoprire l’evoluzione della trama.

SCACCHI CON UN POCO DI MAGIA

Ciò non sarebbe possibile senza un gameplay divertente e ben congegnato. Niente paura, perché anche qua Fell Seal: Arbiter’s Mark fa bene i compiti a casa. Studia bene i principi di Final Fantasy Tactics e li fa propri, offrendo una rielaborazione convincente. Il risultato finale non è molto lontano dall’originale e non rappresenta una rivoluzione, ma funziona bene e aggiunge qualche novità interessante. Anche qui schierate un gruppo di eroi, a vostra scelta tra i personaggi unici della storia e quelli “generici” che reclutate dalla gilda, e date il via allo scontro.
Da questo punto in avanti, l’azione si svolge a turni, ben indicati da una barra in alto allo schermo. Quando è il suo momento, ogni soggetto può muoversi di alcune caselle ed effettuare un’azione, come attaccare un nemico o usare un oggetto.

Le classi (o “lavori”, se volete) sono molteplici e tutte ben caratterizzate, offrendo una discreta varietà d’approccio nei combattimenti

Come detto, il meccanismo è simile a FFT, ma con alcune differenze. Per esempio, se in Tactics un personaggio veniva messo K.O., avevamo un numero finito di turni per resuscitarlo oppure era perso per sempre. In Fell Seal non c’è invece permadeath: ogni volta che qualcuno viene eliminato subisce una ferita, che gli costerà dei malus nelle statistiche nelle prossime battaglie. L’unico modo per farlo guarire è lasciarlo a riposo, preferendogli un altro soldato. Una buona soluzione, che, da un lato, evita la frustrazione di una morte sfortunata di un personaggio con ore e ore di allenamento e, dall’altro, stimola la rotazione dei membri del nostro gruppo.
Purtroppo, se qualcuno ha accumulato più ferite, i malus aumentano in proporzione, così come crescono le battaglie necessarie per guarirlo. Una meccanica inutilmente punitiva, che mi ha portato a cercare sfide semplici solo per consentire il recupero di questo o quel personaggio.

Pure sotto il fronte della progressione non mancano le similitudini con i giochi del passato. Ad ogni turno, vengono acquisiti punti esperienza e punti abilità. I primi vanno a cumularsi per definire il livello del personaggio, mentre i secondi possono essere spesi per acquisire speciali capacità della classe di appartenenza. Anche qua, infatti, troviamo il sistema dei “lavori”: ogni personaggio può dedicarsi a una specifica disciplina, che dispone di particolari abilità ed equipaggiamento. Per esempio, il ranger ha un’armatura leggera ed è specializzato nell’uso dell’arco, mentre il templare veste una pesante corazza e unisce capacità offensive ad altre difensive. Nel complesso, le possibilità sono molteplici e danno adito ad interessanti sinergie tra i personaggi sul campo di battaglia. Aggiungete alcune classi “opzionali”, da sbloccare con oggetti speciali, e quelle uniche dei personaggi della storia ed ecco un pacchetto di opportunità davvero soddisfacente.

UN RISORGIMENTO, NON UNA RIVOLUZIONE

La nostalgia dei classici del genere viene solleticata anche sotto l’aspetto estetico e sonoro, con una grafica bidimensionale semplice ma ben realizzata ed una colonna sonora di tutto rispetto, che ben accompagna le vicissitudini a schermo. Diversa è stata la scelta riguardo la mappa di gioco nelle battaglie: resta la prospettiva isometrica, ma il terreno è bidimensionale e non “ruotabile”, come invece accadeva in Final Fantasy Tactics. Una scelta che appaga l’occhio, dato che gli ambienti sono disegnati a mano, ma che in alcune situazioni (non molte comunque) rende caotico il movimento delle truppe.

Anche la mappa di gioco ricorda immediatamente Final Fantasy Tactics, ma qui niente scontri casuali se vi spostate da una località all’altra

Un’altra differenza si può trovare nella gestione degli oggetti. Pozioni e articoli simili non vanno comprati al negozio di turno, ma sono disponibili in una certa quantità all’inizio di ogni battaglia. Tramite un semplice sistema di crafting possiamo poi potenziare gli oggetti e sbloccarne di nuovi, così da avere più soluzioni sul campo. Un’idea funzionale, che evita di passare al negozio per rimpolpare l’inventario pur senza semplificare le fasi di scontro.
Del resto, in Fell Seal: Arbiter’s Mark tutto funziona a dovere ed è veramente difficile trovare un vero e proprio difetto. La sensazione (positiva) è quella di avere davanti un prodotto ben confezionato e curato in ogni dettaglio, che, pur senza raggiungere picchi di eccellenza sotto qualche aspetto e lasciando traspirare la sua natura indie, riesce ad appagare il giocatore in astinenza da tactical RPG di qualità.

Anche l’intelligenza artificiale fa il suo, con i nemici che riescono a sfruttare i vantaggi della mappa e le sinergie tra classi. Non mancano le attività secondarie, come oggetti e classi da sbloccare tramite crafting e tornei per mettere alla prova la nostra forza. Esclusi un paio di boss, la difficoltà è ben bilanciata e richiede un grinding limitato per arrivare in fondo all’avventura. La longevità, anche se andate spediti verso la fine, si attesta intorno alle quaranta ore, garantendo un bel po’ di intrattenimento per una produzione indie. In particolar modo, se si considera che la durata può allungarsi notevolmente se ci si dedica a spolparne i contenuti e a perfezionare ogni classe.

Indice di rapimento

Fell Seal: Arbiter’s Mark riesce a solleticare in modo delizioso la nostalgia per titoli come Final Fantasy Tactics e Tactics Ogre, ai quali si ispira apertamente. Non cerca in alcun modo di rivoluzionare i classici del genere e i veterani si troveranno subito a casa, ma introduce qualche piccola novità che mantiene fresca l’esperienza. Anche senza un particolare elemento di gioco, come storia o gameplay, che svetta per originalità o brillantezza, in Fell Seal semplicemente tutto è al posto giusto. Così, sia che siate amanti di lunga data dei tactical RPG o che vi vogliate avvicinare al genere, il lavoro dei 6 Eyes Studio, pur lasciando trapelare la sua natura di prodotto indie, è qualcosa che merita di essere giocato e che saprà ripagarvi del tempo che gli dedicate.