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Quando ancora muovevo i primi passi incerti nel mondo dei videogiochi, uno dei titoli che mi lasciò a bocca aperta fu Final Fantasy VII. Nei suoi tre cd condensava un mondo immenso, con una storia avvincente e personaggi memorabili, che ancora adesso ricordo vividamente. È stato l’approccio iniziale a una delle serie a cui sono più affezionato, che mi ha portato ad inseguire i vari capitoli con trepidazione e che, tra alti e bassi, mi ha regalato molte soddisfazioni.

Una serie che ormai da tempo cerca di rinnovarsi, per trovare una forma più moderna e al passo con le nuove tecnologie. Square Enix ci offre ora la possibilità di rigiocare a uno dei capitoli più significativi di questo percorso di trasformazione, ovvero Final Fantasy XII. Una remastered ricca di novità, che riprende la versione International Zodiac Job System, pubblicata finora solo in Giappone. Troveremo dunque diverse aggiunte, che potrebbero incuriosire anche i giocatori che avevano già spolpato l’originale.

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Il Gambit System aggiunge profondità e strategia al sistema di combattimento

Per i nuovi arrivati, l’avventura si svolge nel mondo di Ivalice. Non un’ambientazione inedita dunque, già teatro delle storie di Final Fantasy Tactics e Vagrant Story. Chi ha giocato a questi ultimi due titoli proverà una sensazione di familiarità non solo con l’architettura degli edifici e la palette di colori, ma anche con le sonorità, con tracce audio che sembrano inserirsi perfettamente nell’universo di questi tre giochi.
La storia, tuttavia, è del tutto inedita e non presenta legami con i prodotti citati. In questo capitolo ci troveremo invischiati in macchinazioni politiche, mentre tentiamo di difendere il regno di Dalmasca dalla morsa letale di un impero assetato di potere. La narrativa è però probabilmente uno dei punti più deboli di Final Fantasy XII, in parte per colpa di alleati e antagonisti privi di un forte carisma. Non fraintendiamo: le vicende che troviamo qui sono comunque interessanti e piacevoli da seguire, ma sono lontane dalle vette raggiunte da alcuni capitoli precedenti.

Più convincente è invece il sistema di combattimento, che costituisce uno dei punti di forza del titolo e rappresenta una sorta di rivoluzione per la serie. Viene infatti abbandonato il classico sistema a turni, in favore di una gestione in tempo reale. La pietra angolare di questo nuovo modo di interpretare gli scontri è il Gambit system, che consente di “programmare” i membri del party. Per esempio, possiamo ordinare a un alleato di lanciare una magia di cura quando la vita di un compagno scende sotto al 50%, oppure possiamo fargli attaccare il nemico che minaccia il leader del gruppo. Un sistema profondo e complesso, che è in grado di regalare diverse soddisfazioni negli scontri più impegnativi. Qui troviamo inoltre una delle novità dell’edizione The Zodiac Age, in quanto è ora possibile intervenire anche sui comportamenti degli ospiti che saltuariamente si uniranno al party, nonché su quello degli Esper, potenti evocazioni a cui è possibile ricorrere per rovesciare le sorti di uno scontro.

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I personaggi non brillano per carisma, fatto salvo per poche eccezioni

Di pari passo con le battaglie, si evolve anche la struttura di sviluppo dei personaggi, che richiama la sferografia vista in Final Fantasy X. Vincendo gli scontri otterremo punti licenza, da spendere su un’apposita scacchiera, dove sarà possibile ottenere abilità, potenziamenti e nuovi equipaggiamenti. Qui troviamo però una delle principali differenze rispetto all’originale Final Fantasy XII. Mentre in quest’ultimo ogni personaggio poteva accedere a tutte le migliorie possibili, con la versione International Zodiac è stata introdotta una suddivisione in lavori.
Possiamo selezionare due lavori per ogni personaggio, che ci daranno accesso alla relativa porzione di scacchiera. In questo modo un mago nero potrà accedere agli incantesimi offensivi, mentre un cavaliere potrà equipaggiarsi con robuste armature pesanti, ma non viceversa. Una novità che rende ancora più interessante un sistema già apprezzabile, sebbene non offra molte informazioni per orientare le nostre scelte, almeno nelle prime battute di gioco. Mentre un veterano della serie di Final Fantasy può facilmente intuire a cosa corrispondano lavori e abilità, un nuovo arrivato dovrà faticare un po’ per prendere decisioni che lo accompagneranno per tutta la durata dell’avventura.

Le novità che troviamo in questa remastered non si fermano qua. Un’aggiunta semplice, ma che è in grado di migliorare notevolmente la fruizione del titolo, è la possibilità di accelerare il corso del tempo tramite la pressione del tasto L1, attivando la Speed Mode. In questo modo gli spostamenti attraverso le molte grandi aree del gioco e le fasi di combattimento più semplici risultano decisamente meno tediosi, consentendoci di focalizzare la nostra attenzione sulle sezioni più interessanti.

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Con il Job System FFXII offre ulteriori possibilità di personalizzazione dell’esperienza

Considerata la qualità del sistema di combattimento, è benvenuta anche la nuova Trial Mode, una serie di 100 combattimenti dove mettere alla prova il party che abbiamo allenato nel corso della storia principale, ottenendo oggetti e bottino che possiamo sfruttare nella nostra partita.
Sotto il profilo estetico, Final Fantasy XII risulta un po’ altalenante. Mentre alcune ambientazioni suggeriscono una direzione artistica ispirata, altre aree risultano spoglie e meno originali. Inevitabile inoltre scorgere il segno degli anni nei modelli poligonali, sebbene il lavoro di rimasterizzazione dia comunque una utile spolverata alla grafica di gioco. Migliorie sono state introdotte anche sul fronte del sonoro, con un’orchestra che ha registrato da zero le tracce del gioco. Resta comunque la possibilità di ascoltare le musiche originali, oltre alla scelta tra il doppiaggio inglese o quello giapponese.

Indice di rapimento

blu-estasiTornare nel mondo di Ivalice in compagnia di Final Fantasy XII: The Zodiac Age è stato un piacere. I nuovi contenuti di questa remastered sono molteplici e migliorano il gioco originale sotto diversi aspetti. Il Job System e la Trial Mode consentono di approfondire ulteriormente il sistema di combattimento e di sviluppo dei personaggi, che già rappresentava un elemento di forza del gioco. La Speed Mode permette invece di ridurre al minimo gli aspetti più noiosi di FF XII, come il grinding o gli spostamenti. Il risultato è aver migliorato un gioco già ottimo, che, pur senza presentare storia e personaggi memorabili, è in grado di regalare ore e ore di coinvolgimento grazie a un gameplay ben congegnato.