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Come videogiocatore, apprezzo in particolar modo quei titoli che sanno coinvolgermi profondamente. Magari con una storia avvincente e profonda, come in un buon gioco di ruolo, o con un gameplay stratificato e impegnativo, come capita negli strategici ben realizzati. Sebbene prediliga questo tipo di esperienze, è piacevole staccare la spina ogni tanto e gettarsi su quei giochi dal divertimento immediato. Prodotti condensati in una formula semplice ma efficace, che nella loro essenzialità sanno intrattenere per un numero illimitato di ore. A questa categoria appartiene per esempio la serie Worms, che attorno ai vermi guerrafondai e alle loro armi improbabili ha costruito il proprio successo. In molti (io sicuramente) hanno speso un’importante fetta del proprio tempo videoludico in esilaranti e avvincenti battaglie, gridando soddisfatti davanti allo schermo per il lancio riuscito di una bomba sacra.
Forts, gioco realizzato da EarthWork Games, si ascrive alla stessa tipologia di Worms: partite competitive, veloci e divertenti, dove un colpo riuscito può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Anche qui, la meccanica alla base del titolo è di rapida comprensione. Dovremo gestire un forte, alimentato da un reattore nucleare, assicurandoci le necessarie risorse per svilupparlo e armarlo con mitragliatori, cannoni e raggi laser. È però necessario essere veloci ed efficienti, perché all’altro estremo della mappa l’avversario starà attrezzando una analoga fortezza e prepara la guerra contro di noi. Avrà la meglio chi riuscirà per primo ad assestare un colpo ben piazzato al reattore nemico, facendolo esplodere.

Modern Warfare

Intorno a questa idea di gioco si strutturano quattro diverse modalità: campagna, battaglia, multigiocatore e sandbox. Nella campagna gli sviluppatori si sono sforzati di offrire un contesto narrativo, seppur basilare: le tre superpotenze del mondo si contendono gli ultimi e vitali giacimenti di petrolio. Per riuscirci si affidano a delle fortezze mobili, i forti del gioco appunto, che si possono costruire e sviluppare direttamente sul posto. Il tono della narrazione è assolutamente umoristico e non manca di offrire qualche arguta frecciatina all’attuale situazione politica mondiale.

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La campagna ci porterà a combattere in tutto il mondo alla ricerca di petrolio, tra una citazione agli #alternativefacts e altre battute sulla politica mondiale.

La modalità campagna si incarica inoltre di funzionare da vero e proprio tutorial, offrendoci scenari via via più complessi e permettendoci così di prendere gradualmente confidenza con gli elementi di gioco. Pertanto nelle prime sfide diverse armi e potenziamenti non saranno disponibili e disporremo persino di risorse infinite. Solo nelle ultime battute potremo accedere all’intero arsenale. Completare la campagna non è di per sé una sfida proibitiva a livello normale, ma richiede un maggior impegno se desideriamo soddisfare anche gli obiettivi secondari. Una missione potrebbe richiedere, per dare un’idea, di distruggere il forte nemico senza essere colpiti, mentre in un’altra dovremo conquistare la vittoria prima che l’avversario riesca a sviluppare un certo tipo di arma. Nel complesso, gli scenari proposti sono curiosi e garantiscono una discreta varietà.

Battaglia a colpi di cannone e di fisica

Acquisita confidenza, possiamo sbizzarrirci nella sezione sandbox, che in pratica è una modalità allenamento, nella quale preparare nuove tattiche senza preoccuparsi del fuoco nemico. Tuttavia Forts esprime il suo meglio nelle modalità battaglia e multigiocatore, dove avremo libertà assoluta nel pianificare la nostra strategia. Uno studio che deve partire dall’analisi del terreno circostante, per individuare dove trovare utili risorse, quali elementi naturali ci possono proteggere e dove il nemico può risultare più vulnerabile.

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Se alcuni punti della struttura sono caricati con un peso eccessivo, inizieranno a colorarsi di rosso, avvisandoci di un crollo imminente

Il punto di partenza è la raccolta di metallo ed energia, essenziali per costruire armi e rinforzi. Il metallo si ottiene predisponendo una miniera nei punti dedicati, mentre l’energia si guadagna costruendo delle pale eoliche sul nostro forte. Attenzione, perché l’efficienza di queste ultime dipenderà dal loro posizionamento, pertanto dovremo cercare di collocarle il più in alto possibile, là dove il vento soffia con maggiore forza.

Nel frattempo dobbiamo cercare di ingrandire la nostra base, così da garantire una maggiore protezione al reattore e creare gli spazi necessari per installare mitragliatori e quant’altro. Per farlo possiamo usare dei supporti in legno, fragili ma economici, oppure delle travi di metallo, costose ma resistenti. La cosa essenziale da ricordare in Forts è che la fisica conta, quindi bisogna assicurare la giusta distribuzione del peso se non vogliamo vedere crollare la nostra rocca come un castello di carte.

L’obiettivo finale resta l’annientamento del nemico, dunque non si può prescindere dalla costruzione del nostro armamento. Alcune opzioni sono disponibili da subito, come il mitragliatore o il cecchino, mentre altre, come il mortaio o il più potente cannone, andranno sbloccate tramite la costruzione di unità di ricerca. Le armi a disposizione sono complessivamente sei. Non molte, ma comunque piuttosto varie.

Forts, divertente ma lineare

Le partite in Forts risultano spesso frenetiche e adrenaliniche, per via della corsa contro l’avversario allo sviluppo delle armi più potenti. La soddisfazione è assicurata quando, al termine di un’aspra battaglia, riusciamo a sferrare il colpo decisivo contro il reattore nemico. L’unico limite di questa struttura di gioco è che le fasi iniziali risultano fin troppo determinanti. Partire con il piede giusto, arrivando per primo a costruire mortai e cannoni, è quasi sempre garanzia di vittoria. Sbagliare le prime mosse porta invece a un disperato tentativo di ricostruire i pezzi del forte che via via vengono frantumati dal migliore armamento rivale. Le possibilità di rimonta sono a quel punto pressoché nulle, privando di gran parte del fascino la partita in corso.

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In Battaglia e in multigiocatore possiamo scegliere un comandante, che garantisce abilità attive e passive

L’intelligenza artificiale avversaria si comporta abbastanza bene, valorizzando così le sfide a giocatore singolo, ma chiaramente la prova più stimolante è la modalità multigiocatore. Forts offre momenti entusiasmanti, in particolar modo se avete modo di organizzare una partita con un amico, ma anche qui non tutto è perfetto. È possibile creare match fino a otto giocatori, suddivisibili in due squadre. Ognuno avrà il proprio forte da gestire, ma curiosamente le risorse sono condivise ed è persino possibile interagire con le altre fortezze alleate. Si ottengono così partite inutilmente caotiche, se giocate con sconosciuti su internet, con i quali è impossibile comunicare per coordinare le azioni.

Indice di rapimento

verdeForts non sarà in grado di replicare il successo di giochi come Worms, ma riesce a regalare qualche ora di sicuro intrattenimento, grazie a una formula semplice ma ben congegnata. La presenza di una fisica reale, che vincola le nostre possibilità di sviluppo del forte, è uno degli aspetti più convincenti della produzione. Purtroppo altri elementi ne limitano l’attrattiva, come il numero ridotto di armi e potenziamenti, che porta a una corsa lineare verso i potenti cannoni e laser e mette in leggera penombra le altre meccaniche del gioco. Nel complesso l’esperienza con Forts (nonostante qualche bug di troppo) si è rivelata comunque divertente. Un coinvolgimento che cresce ulteriormente se avete la possibilità di organizzare sfide con i vostri amici.