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Ognuno di noi lega indissolubilmente il proprio passato ad alcuni giochi. Titoli che ci hanno regalato ore di divertimento e momenti di stupore durante la scoperta di mondi improbabili e affascinanti. Personalmente, come immagino ormai sappiate, i miei ricordi più belli sono legati alla sfera degli sparatutto, in particolare Doom. Ma c’è un gioco che è riuscito a ritagliarsi uno spazio tutto suo nel mio cuore e che, sebbene non mi abbia trasformato in un appassionato di punta e clicca, si è guadagnato il titolo di “mio preferito” tra le avventure grafiche. Si tratta di Full Throttle, gioco edito nel 1995 dall’allora LucasArts, e che qui ritroviamo in versione Remasterd ad opera di Double Fine Production.

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La ricerca delle giuste inquadrature è sempre un tratto distintivo delle avventure LucasArts. Questa scena in particolare è un vero tocco di classe.

“Quando sono sulla strada, sono imbattibile!”
Le vicende di Full Throttle si svolgono in un non meglio precisato futuro prossimo, fatto di hovercraft e scenari che ricordano da vicino quelli di Mad Max, il tutto mentre sullo sfondo scorrono le austere montagne tipiche dell’Arizona e stati limitrofi. Sono luoghi ampi e desolati, dove le strade si trasformano in lingue infinite di nero asfalto dai contorni tremolanti, habitat naturale per spietate bande di motociclisti, ultimi esponenti di un passato ormai in procinto di estinguersi.
Noi seguiremo da vicino le disavventure proprio di una di esse, i Polecats (Puzzole, se ve lo steste chiedendo), ed in particolare del loro capo Ben. Basteranno pochi minuti per entrare nel vivo dell’azione a causa di un incontro del tutto fortuito, che procurerà enormi guai sia al protagonista che ai suoi fratelli centauri. L’artefice di tutto è lo spietato Ripburger, vicepresidente della Corley Motors, il quale ambisce a sostituirsi a Malcom Corley, suo capo nonché fondatore dell’azienda stessa.
Tutto nasce dalla proposta del losco figuro ai Polecats di scortare Malcom all’assemblea degli azionisti. Un’occasione d’oro per la banda, che versa in cattive acque, senza contare che le moto dei Polecats sono proprio di fattura Corley, e lo stesso Malcom è quasi una figura leggendaria per loro. Ma Ben è un duro d’altri tempi, un capo tutto d’un pezzo, che crede fermamente nella libertà della banda, tanto da non volerla trasformare in una scorta a pagamento. Il nostro eroe costituisce l’unico ostacolo ai piani di Ripburger, un vero e proprio bastone tra le ruote, e per tanto dovrà essere eliminato.
Starà quindi a noi guidare Ben nell’intento di salvare la propria banda e il futuro della Corley.

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Rivedere lo stesso cassonetto dopo 25 anni, ma ad alta risoluzione, è un’esperienza unica…

“Sono qui per vedere l’arte!”
Full Throttle presenta gran parte delle meccaniche e dello stile delle avventure LucasArts. Avremo scenari ottimamente realizzati con tratti cartoon sui quali prenderanno vita individui talmente estremi da essere quasi parodia di sé stessi. Ogni schermata presenterà enigmi più o meno complessi, spesso risolvibili parlando con i vari personaggi, alla ricerca di indizi e suggerimenti. Dovremo raccogliere oggetti chiave per superare ostacoli a prima vista insormontabili, senza mai tralasciare una buona dose di pensiero laterale. Perché sì, se le avventure Lucas ci hanno insegnato qualcosa, è sicuramente che non sempre la strada diretta rappresenta quella corretta. Più e più volte resteremo a bocca aperta, magari in preda alle risa, per le trovate geniali e assurde di cui è farcita l’avventura di Ben, e che ci faranno andare avanti nella trama.
Non mancheranno le scazzottate in moto da veri duri della strada, vi ricordo che abbiamo sempre a che fare con bande di motociclisti. Ed ecco che una vecchia deviazione tra le montagne diventa uno scenario alla Road Rush, dove non vince solamente chi ha i muscoli più grossi, ma chi usa la testa in modo non contundente.
Una pecca del gioco, perché purtroppo non è tutto rose e fiori, è l’eccessiva linearità della storia e la difficoltà degli enigmi. Questi risultano piuttosto facili rispetto agli standard del genere, al quale si aggiunge il fatto che non sarà necessario combinare tra loro i vari oggetti dell’inventario. Ovviamente non mancheranno i momenti nei quali, bloccati e in preda alla disperazione, inizieremo a provare tutto quello che abbiamo in tasca per trovare la soluzione. Il più delle volte però si tratterà solo di una questione di tempismo in determinate azioni, un aspetto qui maggiormente marcato rispetto a precedenti titoli, ma che in un certo qual modo riesce a bilanciare le lacune delle meccaniche più classiche.
Riguardo la versione rimasterizzata c’è poco da dire nei confronti del gameplay. A parte qualche piccolo ritocco al sistema di interazione, le principali aggiunte riguardano la colonna sonora sbloccabile via via che ascolteremo i brani del gioco, e la possibilità di giocare con il commento degli sviluppatori come sottofondo.

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…per non parlare della bellissima Corley di Ben, sempre realizzata con un ottimo modello 3D.

“Io, ehm… t’ho messo a posto la porta.”
Il titolo realizzato da Tim Schafer non possiede il solo primato di essere la mia prima avventura grafica, anche perché a voi, di questo aspetto, poco importa in realtà, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione dei punta e clicca targati LucasArts. Certo, forse non sono la persona più adatta a parlarvene, qui sull’astronave l’esperta del settore è Talesofmanu, ma un paio di cose posso dirvele anch’io, per farvi comprende le motivazioni che hanno portato questa piccola perla a diventare un vero e proprio cult del genere.
Ci troviamo di fronte ad uno dei primi titoli, se non il primo del genere, ad essere stato doppiato da un cast composto interamente di professionisti, che ha permesso una caratterizzazione assolutamente completa di ogni personaggio. Tra questi, figura anche il noto Mark Hamill (veramente devo dirvi di chi si tratta?). Oltre a quello inglese , Full Throttle vanta un buon doppiaggio anche in italiano, tedesco e francese. I risultati non sono sempre dei migliori nella nostra lingua, ma tenete in considerazione che ci troviamo agli inizi di qualcosa che adesso sembra quasi scontato, tanto da creare dissensi quando non è presente il nostro idioma.
Per non parlare parlare, poi, delle musiche in parte realizzate da The Gone Jackals, un gruppo composto da veri riders, alle quali si accostano gli ottimi brani di Peter McConnell, che affiancherà Schafer anche in successive opere.
Come già visto nel precedente Sam & Max Hit The Road, Full Throttle non propone la classica interfaccia SCUMM con verbi e inventario a vista. Diversamente, introduce un nuovo tipo di UI, detta verb coin, consistente in una ruota di azioni che appare a schermo selezionando un punto d’interesse (ringrazio Talesofmanu per la consulenza in merito). Stessa sorte per il menu dell’inventario, un po’ troppo ingombrante forse, ma anch’esso da richiamare solamente all’occorrenza.
Come se ciò non bastasse, gli scenari sono animati con una fusione quasi perfetta tra personaggi bidimensionali ed elementi poligonali. Una pratica ancora primordiale, affidata al motore grafico INSANE e limitata ad alcuni precisi aspetti del gioco, ma che ben si amalgama con il contesto, permettendo di limitare al minimo la perdita di dettaglio nei cambi di visuale. In particolare alcuni quadri sono veri e propri modelli tridimensionali nei quali muoversi. Il risultato è forse un po’ grossolano ma rende bene l’idea e, cosa fondamentale, costituisce il banco di sperimentazione per il successivo Grim Fandango.

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La strada delle vecchia miniera! Ah, se i pugni potessero parlare, ne avrebbero di storie da raccontare!

Dal punto di vista tecnico, la remastered rappresenta un vero e proprio salto di qualità, che va ad esaltare tutte le caratteristiche base del titolo. Gli scenari traggono notevole giovamento dal rapporto 16:9, che estende, nel vero senso della parola, le bellissime scenografie prima limitate ai 4:3. Ogni singolo elemento è stato ridisegnato in alta risoluzione, così da mantenere ben definiti i dettagli dei personaggi anche quando saranno a notevole distanza. Risultano, poi, un toccasana, gli effetti e le musiche rimasterizzate. Anche il doppiaggio ha subito lo stesso ritocco, ma il risultato di pulizia delle vecchie tracce non è sempre perfetto, tanto che in certi frangenti risulta impossibile notare la differenza. Le voci sono quindi quelle originali e restano affette dai medesimi sporadici problemi della versione del 1995 che, in un paio di casi, ci porta ad avere voci errate sui personaggi.
Full Throttle trae grandissimo giovamento nella rimasterizzazione per quanto riguarda le fasi più action. La strada della miniera è, come nell’originale, interamente realizzata con modelli poligonali, ma questa volta molto più dettagliati e in linea con lo stile cartoon del titolo.
Ma per noi nostalgici è stata riservata qualche particolare chicca? Ebbene sì amici terrestri, una veramente speciale, e che ho apprezzato moltissimo. In qualunque momento, premendo il tasto F1 sulla tastiera, o il corrispettivo su controller, potremo fare un tuffo nel lontano 1995, alternando la grafica rimasterizzata a quella originale. Nulla di più semplice e immediato. E per chi, come me, ha amato Full Throttle nella sua adolescenza, questa piccola accortezza regalerà tanti momenti lacrimuccia.

Indice di rapimento

In definitiva Double Fine Production ha realizzato ancora una volta un’ottima remasterd di un titolo cult degli anni ’90. Full Throttle Remasterd forse non è perfetto, e necessita ancora di qualche ritocchino (specialmente se vogliamo vedere scorrere i titoli di coda, invisibili con la grafica nuova), ma rappresenta la giusta occasione per riprendere in mano, o scoprire per la prima volta, una pietra miliare delle avventure LucasArts, che può essere apprezzata appieno grazie ad una veste grafica di pregevole qualità. Full Throttle è un’esperienza assolutamente unica, ironica e ricca di citazioni, che vi terrà letteralmente incollati al monitor, affascinati da una trama ottimamente narrata e caratterizzata da personaggi irresistibili.
Insomma, è un titolo adatto a tutti, che siate o meno appassionati di avventure grafiche.