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La scorsa settimana ho avuto occasione di trascorrere un paio di giorni alla Games Week di Berlino che si è tenuta dal 24 al 30 aprile. Ecco alcune impressioni su ciò che ho potuto vedere, seguire e giocare in prima persona durante l’evento.

Innanzitutto sono rimasto sorpreso dall’organizzazione generale della manifestazione e dal programma settimanale che ha accontentato davvero tutti i gusti con una grandissima varietà di: conferenze – indirizzate soprattutto a chi si vuole avvicinare in modo serio allo sviluppo di videogiochi – premiazioni e, naturalmente, giochi da provare. Tutto molto interessante e persino troppo ricco, tanto da rendere difficile seguire tutto quello che si vorrebbe, per via delle tante presentazioni in contemporanea.

La soddisfazione maggiore però, neanche a dirlo, l’ho avuta giocando ai titoli editi e inediti presenti, soprattutto indie di prossima uscita, con idee molto interessanti; e ho molto gradito la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con gli sviluppatori.

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Presenti anche, com’è ormai naturale, diverse postazioni per la realtà virtuale sia con Oculus Rift che con HTC VIVE, con decine di esperienze da provare. La più consistente delle quali sembrava essere quella del titolo Ubisoft Star Trek: Bridge Crew, in arrivo il 30 maggio. Sia in singolo che in multigiocatore vestiremo i panni di un membro dell’equipaggio e seguiremo lo svolgersi della nostra avventura nello spazio. Ognuno avrà compiti ben precisi e la comunicazione sarà fondamentale per portare a termine le missioni. Sicuramente azzeccata l’idea di vivere tutto in realtà virtuale per salire davvero a bordo dell’Enterprise.

Ma andiamo con ordine, ed ecco qualche gioco su cui ho potuto mettere le mani:

Darkness Anomaly

Sono stato attirato dalle lugubri atmosfere intraviste sul monitor… Si tratta di un survival in prima persona in cui vestiremo i panni di un detective alle prese con dei misteriosi omicidi. Il gioco è sviluppato da una sola persona, il simpaticissimo Roman Perezogin, che mi spiegava quanto dovranno essere accurate le nostre indagini per scoprire gli indizi e procedere nella storia e di come sarà indispensabile svolgere interrogatori e conoscere a fondo i vari personaggi.

Da lontano ho potuto scorgere una grande città che sarà esplorabile (e anche qualcosa di misterioso muoversi nell’ombra…) Sono poi arrivato al caso di un omicidio rinvenuto in un vicolo con uno spettacolo terrificante come fosse uscito dal film Saw l’enigmista. Si avvicina a un’avventura classica per via degli enigmi presenti, ma non mancano anche gli elementi di un gioco d’azione, anche se sembra non vi sarà un numero elevato di armi da fuoco e munizioni.

Darkness Anomaly sarà open world e in questo senso convince da subito per la cura evidente riposta un po’ in tutti i comparti con paesaggi e atmosfere riuscite. Davvero un bel lavoro finora, per quel che ho potuto provare. Sono all’incirca due anni che ci sta lavorando e per un altro anno c’è ancora da fare, diceva Roman, ma la passione non gli manca di certo e sicuramente presenterà un valido prodotto, probabilmente anche in versione fisica con un bel box.


Nocturnal Hunt

Un gioco stealth molto originale in cui vestiremo i panni di una lupa alla disperata ricerca del suo cucciolo rapito durante la notte. Una grafica in stile cartoon ricorda Okami o il più recente Aragami. Con movimenti silenziosi o scatti veloci ho potuto avvicinarmi ad alcune figure da eliminare per procedere. Si muore molto facilmente e si è quindi costretti ad affrontare il gioco in maniera tattica, ma nulla di troppo complicato in termini di difficoltà, almeno all’inizio.


The Golden Marlin

Vlad della “MOVR” mi ha presentato invece questo gioco ispirato al romanzo Il vecchio e il mare di Hemingway. Un’avventura in soggettiva ambientata su un’isola apparentemente deserta, con strutture da attivare e che ricordano la serie Myst. Combinando un gancio a una corda ho dovuto recuperare un pesce spada dorato per aprire una porta e proseguire su un molo. Belli i colori e coinvolgente l’ambientazione con qualche accenno al sovrannaturale. Mi ha fatto una bella impressione e penso che potrà venirne fuori un bel titolo.

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Il vostro inviato (a destra, nella forma umana assunta per l’occasione)  in compagnia di Vlad Lomnasan, sviluppatore VR


Red Out

Titolo della Software House tutta italiana “34BigThings”. Un gioco di corse futuristiche che è un bel mix fra Wipeout e Trackmania, a cui si è certamente ispirato. Giocabilità immediata, fluidità e bella sensazione di velocità. Imparando a derapare sarà possibile affrontare praticamente tutte le curve senza mollare l’acceleratore, saranno anche presenti dei power up per incrementare le prestazioni, ma niente armi. Una barra a lato segna i danni al veicolo causati colpendo il bordo pista ma che si ricaricherà se guideremo senza causare incidenti per qualche tempo.


Pressure Overdrive!

Per gli amanti di shoot ’em up e cooperativa ho potuto testare questo titolo coloratissimo. A bordo di una buggy corazzata e con visuale dall’alto si potranno affrontare i livelli da soli o in coppia. Varietà di piste, centinaia di nemici da abbattere con tanto di Big Boss a fine livello garantiscono azione a non finire. Molto semplici i comandi con levetta analogica sinistra per il movimento e la destra per puntare il cannone e fare fuoco in qualsiasi direzione. L’unico pulsante aggiuntivo è quello del turbo e non so se vi saranno altre azioni nel gioco completo. C’è inoltre la possibilità di rinforzare ed acquistare nuovo equipaggiamento fra un livello e l’altro così da personalizzare la nostra vettura valorizzando il proprio stile di gioco.


Unforeseen Incidents

I due sviluppatori della Software House “Application Systems Heidelberg” mi hanno mostrato la loro nuova avventura punta e clicca. Si nota fin da subito la cura riposta nel delineare i personaggi, ognuno col proprio particolare carattere e i numerosi dialoghi con risposte multiple. Proprio sotto questo aspetto mi raccontavano di essersi ispirati ai giochi giapponesi, con curiosità e vissuto per approfondire il passato dei personaggi che incontreremo durante l’avventura. Harper, il protagonista, riceverà un misterioso messaggio che lo porterà a indagare su un virus che minaccia di far sparire l’uomo dalla faccia della terra. Gli ambienti che ho potuto vedere risultano molto dark e con delle musiche d’atmosfera molto suggestive. I rebus da risolvere si baseranno su dialoghi e combinazioni di oggetti raccolti nell’inventario, come da prassi per il genere.


Dwarven Monster Slayers

Per gli amanti degli action/RPG fantasy si è potuto vedere e provare brevemente il gioco di “Mad Dungeon”. In singolo o fino a 5 giocatori in cooperativa si potrà scegliere il personaggio, fra 6 differenti nani, con cui affrontare l’avventura e combattere in prima o terza persona. Probabilmente non vedrà la luce quest’anno, ma quello che si è visto lascia ben sperare. Un bel filmato che introduce al gioco non ha sicuramente nulla da invidiare alle produzioni più grandi ed il sistema di combattimento sembrava immediato e fluido con Dungeon piuttosto imponenti. Esplorazione, sopravvivenza e furtività saranno le basi per far crescere il personaggio (non in altezza :D) e scegliere le abilità da potenziare. Armi bianche e magie per tutti i gusti e un accurato sistema di progressione.


Hitchhiker

I ragazzi della “Mad About Pandas” hanno presentato un gioco davvero originale per la realtà virtuale. Saremo un autostoppista e saliremo come passeggero su differenti mezzi per arrivare a destinazione e completare così l’avventura. Un concetto che si sposa molto bene con la VR e che potrebbe avere risvolti narrativi interessanti. Il nostro compito sarà principalmente quello di intavolare conversazioni con chi guida, rispondere alle domande e farsi portare sempre più vicino alla destinazione.


Nightwolf

Ho potuto provare poi il semplice ma efficace titolo dello studio polacco indipendente “Cyberpho”. L’impatto iniziale mi ha ricordato il bellissimo Interstate ’76, dove si combatte a bordo di macchine armate di cannoni e mitragliatrici, in un open world post apocalittico in pieno stile anni ’80. Ricky O’Hara, il protagonista, un ex poliziotto, cercherà la sua vendetta personale a caccia dei responsabili dell’assassinio della sua famiglia. Molto diretto il gameplay e divertente. Se l’IA degli avversari saprà regalare un bel senso di sfida, potrebbe rivelarsi un buon prodotto e comunque meritevole già solo per lo spunto.

Nightwolf


My Memory of Us

Sempre polacco anche lo studio “Juggler Games” di cui ho provato questo Plattform/Puzzle a scorrimento orizzontale. Un’avventura con enigmi ambientali in bianco e nero con l’aggiunta del rosso per alcuni elementi. Ricorda Monochroma come scelta stilistica e qualcosina di Limbo, e racconta la storia di due bambini cresciuti insieme, ma che la guerra sembra dover separare. Si possono alternare i due personaggi ed avanzare soli o prendendosi per mano. Il maschio, più piccolo, dispone di una modalità furtiva e sarà più prudente, mentre la bambina potrà correre più veloce. Ci sono oggetti da raccogliere, la possibilità di usare una fionda e dei mini puzzle da risolvere per avanzare. Veramente graziosi i personaggi, molto curate le animazioni e gli ambienti che ho potuto vedere in pochi minuti. Il Publisher “imgn.pro” conta già titoli di spessore come Super Hot, Spintires.


Fabric

Ho provato brevemente anche questo gioco dei turchi di “Torreng Labs Game Studio”, un Puzzle in soggettiva in cui, tramite un’arma peculiare, dovremo attirare a noi delle pedane per poter camminare fino alla fine del livello cercando di incastrarle tra loro in modo corretto.

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Herald

Sempre brevemente ho provato quest’avventura punta e clicca in 3D, già disponibile su PC, a bordo di una nave con tanti intrighi e segreti da scoprire. Ogni area va perlustrata per bene e vi saranno dialoghi molto prolungati con i vari personaggi coi quali approfondiremo temi culturali e interessanti.


Phoning Home

Mi sono intrattenuto poi con un altro titolo già uscito, il 7 febbraio scorso, di cui ancora non avevo visto nulla e sono rimasto molto colpito dal motore grafico e di come gestiva gli effetti atmosferici in un pianeta sperduto. Si tratta di  un gioco che mescola avventura, sopravvivenza, ed elementi di ruolo in un mondo aperto e dove troveremo puzzle da risolvere alternati a combattimenti in tempo reale. Si impersona un robot precipitato con la sua astronave e che dovrà cercare di trasmettere un SOS per farsi venire a recuperare. Sembra ci sia molto da esplorare e gli ambienti sono vasti e pieni di materiali da raccogliere per la creazione di un propellente (vitale per il robot) e potenziamenti vari.


Posso ritenermi più che soddisfatto dell’impressione generale di questo evento, che mette a stretto contatto sviluppatore e giocatore, permette di conoscere meglio le persone che sono dietro a questo mondo, le loro storie, e di discutere in un clima amichevole del videogioco a tutto tondo.

Davvero molte le novità in arrivo e molta la passione di questi giovani programmatori. Insomma, una bellissima esperienza che spero di ripetere. Alla prossima!