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Negli ultimi anni il panorama delle produzioni indipendenti si è esteso a dismisura, rendendo sempre più difficile riuscire a distinguersi dalla massa. Nel 2014 UnEpic, titolo sviluppato dal solo Francisco Téllez de Meneses, era riuscito a ritagliarsi uno spazio, forte di un buon gameplay e tanto umorismo. Si trattava di un piacevole metroidvania, capace di non prendersi troppo sul serio e di strappare qualche sana risata. A due anni di distanza lo sviluppatore spagnolo ci riprova con Ghost 1.0, titolo che raccoglie l’eredità di UnEpic e la ripropone in salsa sci-fi.

La base narrativa è semplice ma funzionale. Siamo in un futuro più o meno prossimo, nel quale la diffusione di androidi per mansioni lavorative e domestiche è realtà. La produzione e l’amministrazione di questi robot è gestita dalla potente Nakamura Corporation, l’unica ad avere il controllo della nuova tecnologia. Due abili hacker decidono di assoldare Ghost, l’agente robotico che impersoneremo, per infiltrarsi nella stazione spaziale della Nakamura e rubare i segreti industriali degli androidi.

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Ecco il dinamico duo di hacker che ci supporterà nell’avventura

La premessa è semplice e non si distacca dai canoni narrativi del genere, cliché compresi. Tuttavia, se la tematica vi sembra assumere toni seri e cupi, bastano pochi minuti di gioco per capire che lo spirito è ancora quello scanzonato di UnEpic. I due temibili hacker, che vogliono mettere le mani sulla tecnologia targata Nakamura, altro non sono che due nerd in uno scantinato e le loro comunicazioni radio con Ghost sono tra gli aspetti più divertenti della produzione. A regalare un sorriso contribuiscono anche le molte citazioni dal mondo videoludico e da altri esponenti del genere sci-fi di altri media.

Il fulcro del gioco è però il gameplay, che si struttura come quello di un metroidvania. Ghost dovrà muoversi all’interno di questa labirintica stazione spaziale, facendosi strada tra trappole e robot nemici. All’inizio saremo armati di una semplice pistola a particelle, con munizioni infinite ma dalla ricarica lenta, e nel corso dell’avventura raccoglieremo un vero e proprio arsenale. Le armi sono interessanti e varie: si passa, per esempio, da una pistola ad acido, che “corrode” i nemici, a una pistola che stordisce tutti gli avversari per qualche secondo; da un fucile che spara mine di prossimità a uno che produce uno scudo anti-proiettili. Il senso di progressione che si avverte arricchendo le proprie bocche da fuoco è notevole. Se nei primi livelli sarà relativamente semplice scansare gli attacchi nemici e rispondere con qualche colpo preciso, proseguendo, a tratti avremo la sensazione di giocare un livello di un bullet-hell, con proiettili che ci inseguono da ogni direzione.

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Attenzione ai coni di luce rossa: se scatta l’allarme, l’area sarà presto affollata!

I nemici lasceranno cadere cubi di energia, la “valuta” all’interno del gioco, e raccogliendoli sarà possibile acquistare anche oggetti ad uso singolo, come i kit di riparazione o dei droni che ci accompagnano, facendo fuoco automaticamente su tutti i nemici. Lo sviluppo di Ghost non si limita a questo, perché in alcune situazioni specifiche riceveremo dei punti talento da spendere per un miglioramento persistente del nostro alter ego a circuiti. I punti talento che otterremo saranno limitati, quindi sarà importante spenderli con accuratezza, tenendo fede al nostro stile di gioco. Le opzioni sono molte, anche se l’impressione è che alcuni talenti siano decisamente più efficaci di altri, la cui scelta appare poco remunerativa. Sotto questo aspetto, un maggiore bilanciamento sarebbe stato adeguato.

Alle prime battute l’esplorazione della stazione spaziale può disorientare, ma ben presto, grazie anche all’ausilio della mappa, sarà semplice prenderne le misure. Del resto, la via da seguire è relativamente guidata, poiché l’accesso a certe zone ci sarà precluso fino all’ottenimento di una particolare scheda colorata. La progressione diventa così abbastanza lineare, riducendosi all’ottenere la nuova scheda, esplorare l’area sbloccata e qui reperire la scheda successiva, e così via. Nonostante la semplicità di questo schema, avanzare nel gioco non diventa mai noioso, sia perché le aree sono piuttosto differenti l’una dall’altra, sia perché il ritmo del gioco rimane sempre sostenuto.

L’azione pulsante rimane il cuore del titolo, in particolar modo in specifiche aree dove è possibile far scattare un allarme che richiama grandi quantità di robot nemici. Un indicatore ci segnala il livello d’allerta e, man mano che cresce, la sfida sarà sempre più impegnativa. Mentre i nostri fidati hacker cercheranno di disattivare l’allarme, dovremo tenere testa a continue ondate di avversari. Si tratta di un modo interessante per mettersi alla prova, oltre che di un semplice meccanismo che ci consente di raccogliere grandi quantità di cubi di energia, utili per acquistare ulteriori potenziamenti. A volte il gioco sembra spingere un po’ troppo sulla ripetizione di queste sfide, richiedendo al giocatore di ammassare sufficiente valuta per ottenere migliorie necessarie per avanzare. Tuttavia il peso di questo aspetto non si avverte poiché le battaglie sono divertenti.

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L’inventario si riempirà rapidamente con armi potenti

Una meccanica originale è la possibilità per l’androide Ghost di lasciare il proprio corpo e vagare per il livello in forma eterea. In tal modo è possibile assumere il controllo di altri robot nell’area, così da poterli mandare in avanscoperta o prendere di sorpresa i nemici. Avvistando un nutrito gruppo di nemici davanti a noi, possiamo sfruttare il più robusto di loro per sfoltire le loro fila, prima di assalirli con il nostro corpo originale. La versione eterea di Ghost ha permesso allo sviluppatore anche di introdurre delle piccole sezioni di enigmi. Niente di particolarmente complesso, ma la loro risoluzione si inserisce bene nel contesto del gioco, permettendo di rifiatare tra una sparatoria e l’altra.

Il gioco si completa in circa quindici ore, ma sarete probabilmente tentati di rigiocarlo non appena completato. Innanzitutto, invece della modalità normale, si può affrontare il gioco come una sorta di rogue-like. In questo caso alla morte di Ghost perderemo tutti gli oggetti ottenuti fino a quel momento, ma sarà molto più rapido reperirne di nuovi nel corso della partita. Inoltre, il titolo è ricco di segreti da scoprire. Ogni area, per esempio, nasconde delle “anime” e raccogliendole tutte si ottiene un potenziamento. Tuttavia, ci sono dei requisiti nascosti che è necessario soddisfare perché esse appaiano. In un caso, per esempio, potrebbe bastare eliminare tutti i nemici presenti, in altre zone bisognerà prendere il controllo di un particolare nemico. Tra gli oggetti che si ottengono con le anime ci sono anche delle chicche “geek”, che potremo attivare dall’inventario. Queste modificano in qualche modo l’aspetto del gioco e scoprire la variante aggiunge un ulteriore fattore di intrattenimento. C’è il bonus che modifica i cubi di energia in pesci rossi, così come quello che modifica le linee di dialogo dell’hacker alla nostra morte (citando il colonnello Campbell in Metal Gear Solid).

Le tracce musicali che ci accompagnano non sono molte, ma sono piacevoli e riescono a non annoiare nonostante si ripetano a lungo. Ben riuscite anche le boss fight, sebbene purtroppo non siano molte. Si tratta di scontri originali, che richiedono al giocatore di ragionare un po’ di più sulla strategia da adottare, pena una rapida sconfitta.
Di contro, la difficoltà appare in certi tratti sbilanciata, con alcuni momenti dove si procede senza affanno ed altri che sfiorano la frustrazione, forzando il giocatore ad accumulare cubi per presentarsi più attrezzato alla battaglia. Inoltre, non avrebbe sfigurato qualche quest secondaria, che avrebbe sicuramente reso più divertente il nostro peregrinare nella stazione spaziale e avrebbe rafforzato la longevità del titolo.

Indice di rapimento

bluFrancisco Téllez de Meneses riesce ancora una volta a stupire con un titolo solido e divertente. Le affinità con UnEpic sono davvero molte, ma la nuova ambientazione basta a mantenere la formula fresca. L’umorismo dilagante ben si accoppia con un gameplay divertente, in grado di metterci alla prova in sfide sempre più impegnative. Ghost 1.0 è un ottimo metroidvania e, considerato anche il prezzo a cui è proposto, si tratta di una piccola perla da non lasciarsi scappare.