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L’arrivo di un nuovo Gran Turismo è sempre rilevante nella storia di Playstation. Esordita nel 1997, la serie ha da sempre registrato ottimi volumi di vendite ed è entrata nel cuore di molti videogiocatori. Dopotutto, il primo capitolo ha rappresentato una sorta di rivoluzione: si presentava, senza falsa modestia, come il “Real Driving Simulator”, offrendo un sistema di guida simcade, che ci permetteva di avvicinare il realismo delle auto reali pur affidandoci al caro e vecchio pad. Un modello perfezionato edizione dopo edizione, ma sempre fedele a sé stesso, accompagnato da una dedizione del team per i dettagli e un comparto tecnico all’avanguardia. Nonostante le modifiche, il cuore di Gran Turismo è rimasto lo stesso, ovvero quello di una lettera d’amore alle quattro ruote, che sprigiona passione per i motori in ogni suo aspetto.

Nel corso degli anni, tuttavia, il coro di voci entusiaste pronte ad applaudire la pubblicazione di un nuovo episodio si è andato via via smorzando d’intensità, mentre crescevano pian piano le lamentele di chi sottolineava l’immutabilità dei difetti storici della serie. L’IA degli avversari che non faceva passi avanti, rimanendo ancorata ai cosiddetti trenini, il sistema di collisioni che sembrava posticcio, l’assenza di un modello credibile di danni alle auto. Polyphony Digital però non ha mai vacillato ed ha continuato imperterrita con la propria visione, sorprendendo tutti e continuando a sfornare prodotti controversi che dividevano a metà pubblico e critica. Lo stesso accade con la loro ultima creatura, Gran Turismo Sport, destinata a spaccare i giocatori tra adoratori in visibilio e delusi amareggiati.

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Le Sfide missione prevedono diverse prove, tra cui una curiosa corsa con l’obiettivo di travolgere tutti i birilli presenti sulla pista

UN NUOVO GRAN TURISMO

È bene chiarire sin da subito che GT Sport è un Gran Turismo molto diverso dai suoi predecessori. Dopotutto, era stato annunciato chiaramente che non si sarebbe trattato di un nuovo capitolo “canonico” e che l’attenzione sarebbe stata votata alla componente multiplayer. La carriera impostata sull’acquistare una macchina dal basso potenziale, scalando poi le vette del motorsport e acquisendo bolidi via via più potenti, semplicemente non c’è più. La “campagna” presente nel gioco si suddivide nell’Accademia di guida (che prende il posto delle vecchie patenti), in Sfide missioni (una raccolta di prove peculiari, dove mettere alla prova la nostra abilità) ed Esperienza sul circuito (una sfida a tempo per ogni percorso, che ci permette di perfezionare i nostri tempi, settore dopo settore). Il resto del contenuto singleplayer si riduce alla modalità Arcade, dove possiamo affrontare avversari guidati dall’intelligenza artificiale nei percorsi disponibili, oppure affrontare sfide di drift o time trial. Il gioco inoltre richiede di restare sempre connessi ad internet, altrimenti potremo accedere solo all’Arcade e non sarà possibile salvare i propri progressi.
Se vi applicate per ottenere le medaglie d’oro in tutte le prove presenti, i contenuti sono sufficienti ad impegnarvi per diverse ore, ma restano una proposta di gran misura inferiore a quella dei precedenti capitoli.

Lo scopo di queste prove, infatti, non è un intrattenimento fine a sé stesso, bensì un allenamento per quello che è il vero centro del titolo, ovvero le corse online. La pietra angolare di questo Gran Turismo è la modalità Sport, dove affrontare avversari in carne ed ossa e mettere alla prova la nostra esperienza di guida. Il gioco vuole infatti essere una controparte digitale del mondo del motorsport e, per riuscirci, offre campionati organizzati in collaborazione con la FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile.

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Da qui è possibile iscriversi agli eventi ufficiali previsti. In alternativa, potete organizzare una gara personalizzata nella lobby multiplayer

Al momento sono previsti tre campionati per l’inizio di novembre, da giocare in sessioni specifiche, lasciandoci nel frattempo le gare quotidiane per affinare la nostra abilità da pilota.
Le gare quotidiane in verità si ripetono ben oltre le ventiquattrore, perché si tratta di tre differenti competizioni che si ripetono ogni venti minuti e che vengono modificate solo dopo alcuni giorni. Un bottino magro, considerato che qui si concentra la gran parte dell’attività di gioco e che magari potreste non apprezzare una o più delle sfide proposte. Per esempio, una delle tre corse nella settimana di lancio si svolge su un circuito ovale, che ha molto meno appeal di un circuito più complesso come Suzuka o Brands Hatch.

 

UNA VERA COMPETIZIONE 

Detto ciò, devo comunque osservare che, pur ritrovandomi a ripetere a più riprese lo stesso tipo di gara, non mi sono mai stancato. Anzi, raggiunta la bandiera a scacchi lo stimolo impellente era quello di ripartire nuovamente, cercando di migliorare il risultato ottenuto. Questo perché Gran Turismo Sport riesce a centrare il suo obbiettivo: ricreare l’emozione di una competizione di motorsport. Una sensazione costruita innanzitutto dall’impostazione delle gare, che ci permette di guidare a oltranza su un circuito mentre aspettiamo l’inizio del nostro evento. Il tempo che stabiliamo in questi giri pre-gara rappresenta il nostro tempo di qualificazione e andrà a definire la nostra posizione sulla griglia di partenza. Una volta effettuato il matchmaking, GT Sport ci offre la possibilità di effettuare un primo giro di riscaldamento, dove prendere la misura degli avversari ed entrare nello spirito della competizione. È quando inizia la gara che però GT Sport dà il meglio, riuscendo a “educare” i giocatori ad affrontare la corsa come una competizione sportiva e non come un videogioco arcade, dove sbaragliare gli avversari per tagliare il traguardo per primi. Si ottengono così delle sfide avvincenti e (mediamente) leali, dove l’abilità del pilota è determinante per il risultato finale. Si riesce così ad essere soddisfatti anche arrivando nelle retrovie, perché siamo riusciti a piazzare un paio di sorpassi o perché abbiamo tenuto testa ad un avversario che ci pressava alle spalle. Terminata la gara, ci si vuole lanciare subito in una nuova competizione, così da mettere a frutto l’esperienza acquisita. È bello anche vedere l’intera community sforzarsi di migliorare, osservando il progressivo limarsi dei tempi di qualificazione.

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Partire dalle retrovie, cercando di avvicinare le prime posizioni, è esaltante quanto un testa a testa per la vittoria

Uno dei cardini di questo meccanismo è il sistema di classificazione, che si divide in due categorie. La prima misura l’abilità del pilota e cresce via via che otteniamo buoni piazzamenti nelle gare quotidiane. La seconda è la classificazione sportività, che tiene traccia della nostra correttezza durante la corsa. Se usciamo di pista, abbiamo un contatto con un’altra vettura o con una barriera, la classificazione sportività scende e sarà più probabile essere abbinati ad altri piloti spericolati. Di contro, guidando con accortezza, finiremo a correre contro altri giocatori attenti. Sia chiaro, capita comunque di trovarsi penalizzati da un tamponamento che compromette il nostro piazzamento, ma sono casi poco frequenti e per lo più dovuti alla troppa foga dell’avversario, più che a una condotta scorretta. L’unico vero appunto che si può muovere al sistema di classificazione sportività è che tende a punire entrambe le auto coinvolte nello scontro, andando a sfavorire anche la “vittima” del contatto. Questo fa sì, che in situazione concitate, come una bagarre tra tre o quattro auto, sia abbastanza inevitabile trovarsi con un abbassamento del punteggio, a prescindere dalla nostra buona volontà.

 

POCO MA BUONO

Al netto della capacità di GT Sport di creare un ambiente ottimale per mettere in scena una riproduzione delle competizioni motoristiche, il titolo di Polyphony Digital presenta anche delle severe limitazioni. Quella più evidente riguarda la carenza di contenuti, con un numero di auto e tracciati decisamente povero, se confrontato con le passate edizioni o con i suoi principali concorrenti. Un numero che potrebbe aumentare con i futuri aggiornamenti, ma che al momento si limita a presentare circa 160 vetture, in gran parte peraltro versioni differenti della stessa auto. Le quattro ruote sono inoltre in larga misura produzioni recenti, che, con l’eccezione di un’unica rally car, risalgono al massimo al 2009, riducendo anche la varietà delle esperienze di guida.

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La scuderia marziana si mostra in tutto il suo splendore grazie al brillante Photo mode

Anche altri elementi sono sorprendentemente assenti, come le condizioni meteo. Al lancio il gioco non prevede la presenza di pioggia (che dovrebbe però essere introdotta in seguito) e, ovviamente, men che meno è contemplato il meteo dinamico. Funzionalità non solo ormai scontate negli altri giochi di corsa, ma addirittura già proposte da Gran Turismo 6.
Francamente non ho risentito di questa povertà di contenuti in questi primi giorni di prova, perché il focus resta sulle gare online, dove lo stimolo sta nel ripetere la stessa corsa e migliorarsi di volta in volta. Sul medio-lungo periodo l’assenza di varietà potrebbe però spingere diversi giocatori ad allontanarsi dal titolo, magari stanchi di sforzarsi per strappare l’ennesimo decimo posto sugli stessi circuiti e sulle stesse auto. In questo senso un supporto duraturo e deciso è essenziale per garantire un’adeguata longevità a GT Sport.

Sul fronte tecnico GT Sport è sempre una meraviglia, sebbene la presenza di concorrenti agguerriti ci abbia abituati a standard elevati. È in particolare il sistema di illuminazione a restituire una vivida sensazione di realismo, con i riflessi di luce che si specchiano ottimamente sull’auto. Tanta meraviglia viene poi elevata all’ennesima potenza dall’elaborato photo mode, dove possiamo creare scenari e scattare foto delle nostre quattro ruote preferite. Qui si può selezionare una foto reale e posizionare una o più vetture, applicando al tutto diversi effetti fotografici. L’ottima illuminazione fa il resto e restituisce delle immagini veramente mozzafiato, a tratti indistinguibili dalla realtà.

 

CROCE E DELIZIA

Altri aspetti, invece, restano fedeli alla serie, nel bene o nel male. Il sistema di guida resta sostanzialmente uguale, con le dovute migliorie, offrendo un’ottima esperienza soprattutto per chi approccia il titolo dotato del solo pad. Si riescono a percepire distintamente le differenze nella responsività delle diverse auto, così come si fanno sentire le asperità del tracciato sotto le nostre ruote. Meno convincente l’intelligenza artificiale, migliorata dagli storici “trenini”, ma pur sempre inferiore alla concorrenza. Un aspetto che, considerata la natura online del titolo, rimane comunque in secondo piano. Più influente è invece l’assenza quasi totale di un sistema di danni, con la vettura che registra solo qualche graffio e ammaccatura. Convince poco anche la fisicità degli impatti, che restituisce una sensazione un po’ troppo artificiosa, sebbene GT Sport incentivi comunque a evitare ogni sorta di contatto.

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GT Sport offre una serie di obiettivi per invogliarvi a tornare con costanza sul titolo. È stata inoltre posta particolare attenzione al lato social, con la possibilità di condividere livree, foto e replay

Una menzione necessaria va dedicata al supporto alla realtà virtuale, altra croce e delizia del lavoro di Polyphony Digital. Al netto di una resa grafica inevitabilmente depotenziata per reggere l’impatto della VR, il titolo offre quella che, al momento, è la migliore esperienza di guida che si può trovare per il caschetto Sony. Ad eccezione dei tracciati rally, correre sulle piste asfaltate non crea alcun problema di motion sickness e la qualità del sistema di guida resta quella del gioco principale. Il gusto di sverniciare l’avversario sul rettifilo, mentre ci voltiamo per guardare il pilota rivale che subisce impotente il sorpasso, è estremamente soddisfacente. La croce è dovuta però al ruolo di secondo piano a cui è stata relegata la modalità VR: è possibile cimentarsi soltanto in una corsa 1vs1 contro l’intelligenza artificiale, su uno qualsiasi dei tracciati presenti e senza limiti nella scelta dell’auto tra quelle presenti. Non è presente alcun supporto al multiplayer, così come è assente una forma più strutturata di competizione dove lanciarsi con la realtà virtuale. Speriamo che questo aspetto venga ampliato in futuro, ma purtroppo la VR non sembra il focus di GT Sport.

Indice di rapimento

bluGran Turismo Sport è un titolo estremamente difficile da valutare e probabilmente spaccherà in due il pubblico. Il team di Kazunori Yamauchi ha optato per una nuova piccola rivoluzione, mantenendo al centro del progetto quello che è sempre stato il cuore pulsante della serie, ovvero una passione sconfinata per le quattro ruote. Se cercate un gioco singleplayer, statene alla larga: non è presente una campagna sulla falsariga di quelle offerte dai precedenti capitoli e quanto inserito è solo funzionale a prepararci alle corse multiplayer. Al momento del lancio comprende però un numero limitato di contenuti, dato che sia il numero delle vetture che quello dei tracciati è di gran lunga inferiore a quello offerto dai concorrenti. In compenso Polyphony Digital centra pienamente il proprio obiettivo, ovvero quello di creare una sorta di MMO del mondo del motorsport, riuscendo a restituire il brivido delle competizioni corsistiche e offrendo un ambiente dedicato all’e-sport. Offre così qualcosa di veramente nuovo nel panorama dei videogiochi di corse, che non è cosa da poco, anche se potrebbe non piacere a tutti. L’indice di rapimento è azzurro per ora, ma, con il giusto supporto post lancio, può diventare facilmente un marziano arcobaleno splendente.