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È passato un anno dall’arrivo di Gran Turismo Sport, ultimo appuntamento con la nota serie firmata da Kazunori Yamauchi. Un capitolo controverso per molti utenti, che si aspettavano il classico titolo con una corposa carriera per giocatore singolo e si sono invece trovati un prodotto incentrato sulla competizione online. Una scelta che, accoppiata con i ridotti contenuti in termini di auto e tracciati al lancio, ha probabilmente spinto molte persone a non buttarsi su GT Sport.
Nel nostro incontro ravvicinato (che potete trovare qui), ero rimasto complessivamente soddisfatto della nuova via imboccata da Gran Turismo, al netto di alcune problematiche che necessitavano di essere ritoccate. Tuttavia Polyphony Digital è stata di parola e ha rilasciato aggiornamenti costanti a cadenza mensile, ampliando il parco auto e affrontando alcune delle criticità che erano stati evidenziate. Può allora valere la pena di tornare sul corsistico di casa Sony per scoprire a che punto sono i lavori in corso.

RITORNO ALLA SUNDAY CUP

Tra le varie aggiunte, la funzionalità forse più evidente è la GT League. Si tratta di un abbozzo di carriera per giocatore singolo, con una serie di competizioni suddivise in diverse categorie di difficoltà. Una risposta a chi si lamentava dell’assenza di competizioni strutturate e non avesse voglia di buttarsi solo e soltanto nelle sfide online. L’impressione è che si tratti sì di una gradevole aggiunta, ma con il peso di un diversivo per rifiatare dal competitivo con altri giocatori.
Con alcune auto regalate dall’allenamento quotidiano, tutto il senso di progressione risulta sbilanciato, togliendo il piacere di partire dal rottame di turno e sudarsi la scalata verso il proprio bolide preferito. L’intelligenza artificiale non è regolabile e, pur superando per larga parte la vecchia questione della guida a “trenino”, raramente offre un qualche tipo di sfida, preoccupandosi poco di difendere la posizione e principalmente limitandosi a seguire la traiettoria ideale. Inoltre, non offre particolari ricompense, se non crediti utili per acquistare nuove auto (che ottenete ugualmente giocando online).
La GT League non sembra dunque una funzionalità capace di attirare quei giocatori che lamentavano l’assenza di una profonda componente per giocatore singolo, ma resta pur sempre un supplemento al prodotto base. Un’opportunità per rifiatare dalla tensione delle corse online e magari divertirsi, mentre si prende confidenza con l’ultima auto acquistata.

I nuovi tracciati vengono aggiunti via via alla modalità “Esperienza sul circuito”,  per permetterci di studiarli adeguatamente prima di affrontarli nelle competizioni

NUMERI ALL’ALTEZZA

L’altro punto principale contestato a GT Sport, ovvero la carenza di auto e tracciati al lancio, è stato invece affrontato in modo molto più soddisfacente. Il timore di molti (me compreso) era che, considerati gli usuali tempi biblici di sviluppo che hanno contraddistinto Polyhpony Digital negli ultimi anni, gli aggiornamenti sarebbero stati pochi e ben dilazionati. Invece, a cadenza mensile, viene presentato un pacchetto con nuove auto e un nuovo tracciato.
Per quanto riguarda i circuiti, i nuovi arrivi alternano solitamente percorsi di fantasia ad altri reali. Oltre ai contenuti presenti al lancio, ora potete gareggiare anche all’Autodromo di Monza o al Red Bull Ring, per citare solo i più noti. Le opzioni ora sono molteplici e sono destinate ad ampliarsi, offrendo diverse tipologie di tracciato che dovrebbero incontrare le preferenze di tutti i giocatori, per un totale di 48 percorsi tra circuiti e rispettive varianti.

Un discorso analogo riguarda le auto. Al day-one la scelta era abbastanza ristretta, se confrontata con la concorrenza, sia in termini di numero di vetture selezionabili sia per la loro tipologia, con quasi nessuna quattro ruote d’epoca a solleticare la nostalgia degli amanti dei motori. Anche qui gli aggiornamenti hanno posto rimedio, allargando sensibilmente il parco auto sia in quantità che in varietà. Non solo diverse vetture storiche si sono aggiunte a quelle già disponibili, ma alcune di esse offrono esperienze di guida differenti. Tra i nuovi arrivi possiamo contare mezzi come la Mercedes-AMG F1 del 2017, la Lamborghini Countach, tre modelli di Nissan SKYLINE, la Toyota Supra e persino il classico camioncino Volkswagen.
Lascia un po’ perplessi la decisione di introdurre le microtransazioni per comprare immediatamente l’auto desiderata con moneta reale, ma è qualcosa che non intacca l’impianto di gioco complessivo e che quindi può essere ignorata, se non vi aggrada.

L’aggiunta della Mercedes F1 allarga il ventaglio di esperienze di guida in GT Sport, che cresce aggiornamento dopo aggiornamento

LO SPIRITO COMPETITIVO

L’offerta è dunque indubbiamente più ricca e decisamente soddisfacente, sia in considerazione del fatto che nuovi aggiornamenti ci aspettano nei prossimi mesi, sia nell’ottica dello spirito di GT Sport, che spinge a perfezionarci con l’allenamento per rendere al meglio nelle competizioni online. In questo senso la “longevità” di un tracciato aumenta notevolmente, perché bisogna studiare i punti di frenata, diventando tutt’uno con la vettura di turno.
Dopotutto, lo spirito di GT Sport è sempre stato questo: esaltare il motorsport attraverso il confronto con altri giocatori. Questo si traduce in un allenamento intensivo, così da limare ogni possibile millesimo dal proprio tempo sul giro, e a sudarsi ogni posizione in pista, per migliorare il proprio posizionamento in classifica. È il caso di analizzare l’evoluzione di questa filosofia di gioco a distanza di un anno dal lancio.

Una filosofia che ha portato alla scelta di offrire solo tre possibili gare classificate per settimana, che si ripetono a rotazione per tutti e sette i giorni. L’idea è ovviamente quella di permettere ai giocatori di studiare adeguatamente lo scenario, perfezionandosi sfida dopo sfida. Anche a distanza di un anno dal lancio rimango però dell’idea che una maggiore scelta, magari anche limitata a sole cinque opzioni per settimana, sarebbe stata preferibile.

Le tre gare presenti hanno infatti impostazioni pressoché costanti: la prima prevede una gara monomarca con un numero limitato di giri; la seconda è anch’essa piuttosto breve e lascia libertà di scelta del mezzo, solitamente di una categoria più performante; la terza si differenzia per un numero maggiore di giri, che costringe ad effettuare almeno un pit stop, costringendo i giocatori a lavorare anche su una strategia di soste e scelta degli pneumatici. Una discreta varietà di scenari, che però può offrire combinazioni sgradite. Se, per esempio, siete alla ricerca di una sfida impegnativa e volete affrontare la terza tipologia, questa settimana potrebbe svolgersi con un tipo di auto che non vi si addice, spingendovi ad “accontentarvi” delle altre due proposte. Poi però scoprite che la seconda tipologia si svolge su un ovale, che può risultare noioso, e per una settimana intera non avete altra scelta che ripetere la stessa gara monomarca fino allo sfinimento.

Se non altro, vengono in aiuto le competizioni ufficiali FIA, che consistono in appuntamenti ad orari predefiniti (normalmente, ogni ora dalle 19.00 alle 23.00) ed in certi giorni, offrendo sfide di volta in volta diverse. Queste gare riescono ancora di più a restituire la sensazione della gara corsistica: il piacere e la tensione di affrontare una competizione ufficiale, sapendo che non ci sarà “ripetizione” per correggere i nostri errori; la pressione nel periodo di qualificazione per piazzarsi bene sulla griglia di partenza; l’adrenalina della gara in sé, mentre ci si destreggia tra i sorpassi. Tutte cose che si percepiscono già nelle partite classificate normali, ma che risultano moltiplicate nel contesto FIA.

Merito anche della copertura e del supporto offerto alla competizione in sé, che culmina con una copertura in streaming con tanto di commento per i piloti di punta. I migliori finiscono a sfidarsi in eventi dedicati, come quello che si è svolto presso il famoso Red Bull Hangar-7, un tempio moderno per gli amanti della velocità. In quell’occasione sono stati decisi i campioni della prima stagione FIA del campionato nazioni (con l’Italia che ha chiuso a metà classifica) e di quello costruttori.

UNA GARA (QUASI) CORRETTA

Tutto questo non sarebbe possibile senza una comunità online che cerchi di favorire delle gare soddisfacenti e regolari, epurando l’immancabile burlone che imbraccia il circuito contromano per offrire la propria rivisitazione di Destruction Derby. Qui va il merito maggiore di GT Sport, che, con il suo sistema di classificazione sportività e penalità, è riuscita (in linea di massima) ad “educare” la comunità dei giocatori, permettendo ai più corretti di confrontarsi principalmente tra loro.
Come detto al tempo dell’incontro ravvicinato, non tutto è perfetto e, nonostante i leggeri aggiornamenti al sistema di penalità, alcuni problemi restano. I contatti che possono rovinare la vostra prestazione sono ancora presenti, ma solitamente sono più legati a un eccesso di foga che ad un deliberato tentativo di danneggiarvi. Anche il sistema di penalità contribuisce a indurre un approccio prudente nei giocatori, sebbene presenti ancora imprecisioni decisamente irritanti. Può capitare infatti di toccare un’altra auto perché sta sbandando o per via di un tentativo di sorpasso ai nostri danni troppo impetuoso, ritrovandosi penalizzati di cinque secondi per un errore altrui.

Altrettanto anomala è la scelta di arrotondare sempre per eccesso la penalità al termine della gara, affibiando un secondo di ritardo sia a chi ha incassato una sanzione di 0,1s che a chi ha 0,9s. La penalità può peraltro essere scalata molto più rapidamente nel corso della gara, rallentando sensibilmente rispetto al ritmo di gara. Questo però causa una pratica abbastanza noiosa, con molti giocatori che, all’ultimo giro, inchiodano a pochi metri dalla linea del traguardo, azzerano una penalità di 5s in circa 1,5s.
Aggiungete che il sistema di penalità può essere più o meno fiscale a seconda del contesto, con le gare classificate settimanali molto più permissive di quelle ufficiali FIA. Vi ritrovate così ad allenarvi su una certa traiettoria, per poi trovarvi penalizzati nella gara FIA, perché lì il taglio della curva, regolare nella corsa settimanale, è lì reputato troppo aggressivo. Se lo spirito del gioco è allenarmi a guidare sempre meglio, credo che sarebbe più corretto farlo mantenendo ovunque lo stesso metro di giudizio. Se, inoltre, si considera che nelle gare FIA tra piloti di prima categoria si assiste spesso e volentieri a penalità in quantità, resta la sensazione che il sistema sia a tratti decisamente troppo fiscale.

La GT League non è il fulcro dell’esperienza e probabilmente non offre le giuste gratificazioni, ma rappresenta un buon modo per prendere una pausa dal mondo online

Allo stesso modo, bisognerebbe intervenire con una maggiore attenzione nel bilanciamento delle auto. Il titolo  applica un allineamento automatico delle prestazioni delle vetture, così da renderle idealmente tutte competitive in termini di potenza. Ovviamente le differenze rimangono, con alcune vetture più votate all’accelerazione esplosiva ed altre che danno il meglio nella velocità di punta. Basta però dare un’occhiata alle auto usate per registrare i tempi di qualificazione più veloci per capire che questo bilanciamento non è sempre effettuato tempestivamente, con alcune vetture che restano a lungo preferibili ad altre (almeno fino alla patch correttiva di turno).

LA VIA VERSO IL TRAGUARDO

Gran Turismo Sport sembra inoltre voler “insegnare” la guida competitiva agli utenti, introducendo uuovi elementi di complessità solo a distanza di mesi. Ora, per esempio, dopo diverso tempo, nelle gare classificate troviamo le partenze da fermo (che richiedono un po’ di destrezza e reattività in più con l’acceleratore per essere efficaci) e i danni. Questi ultimi non sono particolarmente significativi dal punto di vista estetico, ma possono condizionare seriamente la vostra gara, riducendo di molto la vostra tenuta di strada e magari costringendovi a un pit stop in più per le riparazioni. Sono aggiunte semplici, ma benvenute, che aumentano il grado di profondità della competizione. L’unico auspicio è che Polyphony Digital eviti di prendere così per mano i giocatori e, pur rispettando questo approccio graduale, decida di introdurre novità con un ritmo più elevato.

Non ci sono invece ancora novità sul fronte delle condizioni meteo, con le gare sul bagnato che restano solo un auspicio. Gli sviluppatori avevano detto che erano in programma con gli aggiornamenti, ma finora non sono state introdotte. Una mancanza decisamente grave per un titolo corsistico, specialmente considerato che tutti i concorrenti prevedono condizioni meteo alternative, spesso persino con sistemi dinamici.
Nell’incontro ravvicinato mi auguravo inoltre un’evoluzione della modalità dedicata alla realtà virtuale, estremamente gradevole al lancio, ma altrettanto limitata nella portata. Qui dobbiamo accontentarci per ora di un piccolo contentino, dato che alla gara 1vs1 contro l’IA è stata aggiunta la possibilità di effettuare tempi sul giro e confrontarli in una classifica online.

Per concludere, a distanza di un anno, Gran Turismo Sport si conferma essere un gioco brillante per chi ha tempo e voglia da dedicare a perfezionarsi e sfidare altri giocatori online. Sotto questo profilo riesce a regalare sensazioni che pochi altri corsistici riescono ad offrire, riuscendo a farci esultare anche per un misero settimo posto. Il principale limite, ovvero la carenza di auto e tracciati, è stato risolto con aggiornamenti puntuali, che non dovrebbero mancare neppure nei mesi a venire, facendo crescere ulteriormente i contenuti di GT Sport. Ciò non toglie che il lavoro per Polyphony Digital non manca nei mesi a venire, a cominciare dalle tanto attese condizioni meteo e dai ritocchi al sistema di penalità.
Il titolo resta però difficile da consigliare a chi cerca un’esperienza più classica e votata al giocatore singolo. GT Sport era e resta un gioco che richiede una certa dedizione e sa ripagare chi ha tempo e modo di offrire il proprio impegno. Per gli altri, la timida aggiunta delle competizioni offline non è probabilmente sufficiente: meglio armarsi di (molta) pazienza e aspettare Gran Turismo 7.