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Quando, nell’ormai lontano 1998, il primo Gran Turismo fece capolino sull’originaria Playstation, fu quasi rivoluzionario. Il titolo targato Polyphony Digital portava su console un gioco tecnicamente superlativo per l’epoca, al quale aggiungeva uno stile di guida che sterzava con decisione verso la simulazione (nei limiti consentiti dall’hardware del tempo). Un elemento sottolineato con orgoglio tramite il sottotitolo “The real driving simulation”. GT si faceva soprattutto portavoce di una nuova filosofia per i corsistici: confezionare un prodotto che non fosse solo pensato per l’intrattenimento, ma che rappresentasse una sorta di lettera d’amore per il mondo dei veicoli a quattro ruote.

Sono passati quasi vent’anni da allora e nel frattempo si sono susseguiti diversi nuovi capitoli, ma i principi alla base del primo episodio sono rimasti immutati. Sono però arrivati anche contendenti più agguerriti, come Forza Motorsport sulla console concorrente, o titoli più fedelmente simulativi, come Assetto Corsa o Project Cars. Nonostante i nuovi concorrenti, Gran Turismo ha deciso di proseguire imperturbabile sulla propria strada, senza rivoluzionare la formula e senza accettare compromessi di sorta.

Ogni giorno erano disponibile tre corse destinate a tre diverse classi d'auto

Ogni giorno erano disponibili tre corse destinate a tre diverse classi d’auto

Non si è piegata, per esempio, all’introduzione degli ormai onnipresenti rewind, né si è spostata da quel limbo tra simulazione e arcade che contraddistingue Gran Turismo dagli albori. Questa fedeltà ha però lasciato immutati anche certi aspetti che risentono dello scorrere degli anni, risultando ormai quasi anacronistici, come l’IA avversaria troppo “scolastica” nel seguire con precisione la traiettoria ideale o una fisica delle collisioni un po’ artificiosa. Questa impostazione ha dato vita a giochi contraddistinti da luci e ombre, ma comunque in grado di raccogliere una consistente fetta di appassionati.
Per questo motivo l’annuncio di GT Sports ha da subito attirato l’attenzione del pubblico. Non un vero e proprio nuovo capitolo, ma una sorta di spin-off, che strizza l’occhio al mondo delle competizioni online. Un percorso iniziato già da tempo con iniziative come GT Academy, che portava i migliori piloti virtuali a competere su circuiti reali.

Abbiamo avuto modo di provare la closed beta di GT Sports, così da esaminare in prima persona l’evoluzione del corsistico firmato da Kazunori Yamauchi. La prima impressione è che quella filosofia menzionata poche righe addietro sia rimasta immutata: lo si respira già dal filmato introduttivo e lo si ritrova nelle varie schermate di gioco, dove i bolidi a quattro ruote sono sempre protagonisti.
La beta consentiva di prendere parte a tre gare giornaliere online ad orari prestabiliti, offrendo, nel resto della giornata, la possibilità di correre in solitaria a nostro piacimento. Era così possibile prendere familiarità con i circuiti e impegnarsi a stabilire il miglior tempo possibile. Queste prestazioni funzionano da vera e propria qualifica, in quanto determinano il nostro posizionamento sulla griglia di partenza, una volta avviata la gara multiplayer. L’impressione è dunque quella di partecipare ad un condensato weekend di gara, con tanto di giro di riscaldamento pochi attimi prima della partenza.

I replay di GT Sports sono un piacere per gli occhi

La sensazione di guida, pad o volante alla mano, è quella familiare dei Gran Turismo. Non è certamente un titolo arcade, ma presenta un modello di simulazione permissivo, che consente, per esempio, di controllare senza eccessivi affanni il nostro bolide lungo un circuito complesso come il Nürburgring. GT sceglie dunque di restare fedele a se stesso, anche nei suoi aspetti più controversi, come una fisica degli impatti che non sembra segnare significativi passi avanti.
La vera novità qui sembra essere l’accento posto sulla componente online, nella scia di quella competizione sportiva che dà il nome al titolo. È presente un livello pilota, che si può incrementare ottenendo buoni posizionamenti nelle corse multiplayer, oltre alla “classificazione sportività”, che tiene traccia del nostro comportamento più o meno civile lungo il percorso. Cercare il contatto con un’altra vettura o finire troppo spesso fuori pista finirà per abbassare questo punteggio, anche se dalla beta non è chiaro quali “punizioni” possa comportare un rating troppo basso. Il tentativo di speronare avversari o di sfruttare le barriere per una frenata artificiosa è comunque disincentivato da un sistema di penalizzazioni, che si tramuta in secondi aggiuntivi al nostro tempo di gara e quindi in un arretramento in classifica.
Inoltre, almeno nella beta, erano presenti gli obiettivi giornalieri, che in questo richiedevano di guidare per un determinato numero di chilometri per poter ottenere in premio una nuova auto.

Splendide auto in suggestive ambientazioni accompagnano il menù principale

Trattandosi di una beta è inutile fare le pulci alla qualità del netcode, che non è sembrato superlativo, ma comunque sufficientemente stabile (almeno nelle fasi avanzate della prova). Un aspetto che invece ho trovato controverso è la decisione di rendere la nostra auto un “fantasma” semitrasparente, se rientriamo da un fuoripista o in certi impatti troppo decisi. L’intenzione di questa meccanica è virtuosa: evitare che un pilota spericolato finisca per rovinare la corsa dei suoi concorrenti. Il risultato mi è parso però a tratti confusionario, perché non è sempre chiaro quando la quattro ruote assuma consistenza eterea. Alcune situazioni diventano così di difficile lettura, perché magari il giocatore corregge in anticipo lo sterzo per bilanciare l’impatto con un’altra vettura, ma sbanda inevitabilmente, perché finisce per passare attraverso le lamiere dell’avversario.

GT Sports si presenta dunque come un vero e proprio Gran Turismo, con tutti gli alti e bassi che comporta da sempre. Chi ha apprezzato i precedenti capitoli, troverà molto probabilmente un corsistico ricco di contenuti e ben realizzato dove sentirsi a casa. Ottimo l’impatto grafico, con la classica cura per i dettagli nel realizzare le controparti virtuali delle auto e circuiti da apprezzare negli scenografici replay. Lo stile “simulativo-ma-non troppo” lo rende inoltre un interessante compromesso per chi è dotato del solo pad e, senza volante, sarebbe eccessivamente penalizzato in giochi più realistici. Chi invece non amava il modello di guida proposto da GT, difficilmente cambierà idea con Sports, che ignora le critiche del passato e avanza deciso con la propria filosofia.