Share

No, il primo Aprile è già passato da un po’,  quindi non è uno scherzo… FINALMENTE IL PAZZO PUBBLICA DI NUOVO QUALCOSA!

clap

E visto anche il soggetto di cui vorrei parlare, questo ritorno mi sembrava doppiamente D’OBBLIGO.

TREASURE

Già solo il nome di questa ormai storica casa di sviluppo fa capire la bellezza e la ricchezza delle loro opere, o comunque della maggior parte di esse. Si può dire che la loro carriera sia partita proprio con un tesoro dal valore, a parer mio, inestimabile, tanto da avermi abbagliato per la sua personalità, completezza e, ovviamente, per il divertimento nudo e puro che portava con sé, sia in solitaria che in compagnia e a prescindere dalla scarsa durata. Si tratta dello shooter run & gun Gunstar Heroes per SEGA MegaDrive/Genesis, 1993, uno dei miei giochi preferiti in assoluto, che ancora oggi ho piacere di fare e rifare, ogni tanto. Da lì in poi il forziere si è riempito di gemme preziose di diverso genere: da platform come il buon Dynamite Headdy ad altri run&gun come il bellissimo Alien Soldier, fino a fantastici shoot ’em up quali Radiant Silvergun e Ikaruga, tralasciando alcuni giochi su licenza come Astro Boy e un paio di Bleach per console Nintendo. Sempre per la grande N, la Treasure sviluppò altri successi, commerciali e/o della critica, quali Mischief Makers, Wario World e i due Sin & Punishment.
Mi piacerebbe parlare di tutto e tutti, soprattutto del loro periodo d’oro (non a caso stiamo parlando di “Treasure“), ovvero gli anni ’90 e l’era SEGA, ma stavolta mi vorrei soffermare solo su una di queste perle, facente parte proprio di quegli anni e recuperata dal sottoscritto solo da poco.
Esatto, da poco. Questo infatti è proprio uno di quei (tanti) momenti della vita in cui ci si ferma e si pensa “MA PERCHÉ NON HO GIOCATO/GUARDATO/LETTO PRIMA QUESTO BEN DI DIO?”
In verità i motivi ci sono, ma nessuna scusa può reggere davanti al titolo che fece entrare la Treasure Co. Ltd. nella quinta generazione di console. Un altro debutto trionfale. Un altro “GH”. Sempre Heroes, ma non Gunstar.
Guardian Heroes. SEGA Saturn. Classe 1996.

Guardian heroes title

Proprio l’anno scorso scrissi un parere (molto) entusiastico su un grandissimo recupero, che rientrò subito nel mio Olimpo personale dei videogiochi migliori di sempre: Super Metroid. Lo misi anche nella mia Top 2016, ripetendo più volte la parola “capolavoro”, senza indugi.
Ecco, quest’anno credo proprio che succederà la stessa cosa con Guardian Heroes.
Anzi, il timore iniziale era proprio quello di scrivere semplicemente “capolavoro” e bon, arrivederci a tutti…non che sia una bella cosa iniziare (e finire) in questo modo. Ho praticamente fatto spoiler sul mio giudizio finale, ma che articolo sarebbe se non spiegassi almeno il perché? Trovo difficile farlo con Guardian Heroes, in verità…o forse troppo facile?
Potrei dire tutto o niente. Potrei partire, magari, dalla parte più semplice, oltre che più corta, anche più della presentazione e dall’incipit della trama.
Ecco, facciamo così: parliamo dei suoi difetti. Anche se, forse, è meglio dire “il suo unico difetto”. Se così si può chiamare, visto che non mi sembra nemmeno tanto grave, anzi. Il “””problema””” in questione è, infatti, semplicemente visivo.

Siamo nel 1996, in piena esplosione del 3D, con un 2D ormai diventato sopraffino. Treasure ha trovato la sua casa e il suo successo proprio nel 2D e al momento non vuole abbandonarla, o almeno non totalmente. Di certo non vuole rischiare usando come capro espiatorio il debutto di un altro progetto originale sulla “next-gen”. Per questo, trova il compromesso di un sistema di gioco 2D, su più piani, sopra una mappa con elementi 3D che si sposano bene con il resto. Peccato, però, che i videogiocatori e la critica del tempo non siano stati molto contenti della resa grafica, soprattutto per quanto riguarda determinati particolari, quali modelli troppo sporchi e frastagliati con sprite dei combattenti poco dettagliati e, soprattutto nel piano di gioco più vicino, troppo sgranati, con un effetto aliasing alquanto marcato, anche per l’anno di uscita.
Non che non sia giusto dirlo, anche perché è evidente una volta preso in mano il pad e bisogna dare una visione d’insieme completa…ma contando il design e la fluidità dell’azione, a parte nelle fasi ESAGERATAMENTE concitate e “piene” (come il lancio di una magia ad area tra decine di nemici), e le animazioni di buonissima fattura, a noi frega qualcosa? A me, personalmente, molto poco. Il risultato finale, infatti, non solo non è “disastroso”, ma addirittura buono e altamente godibile proprio per lo stile, la dinamica, le meccaniche e i contenuti di gioco. E non stiamo parlando di poco.
Anche perché tutto il resto è oro. E non i biscotti “Oro”, ma proprio il metallo lucente, che qui cola da ogni singolo pixel. E nello stesso modo in cui si ama l’oro, si dovrebbe amare anche questo gioco.

guardian heroes level

Non avrà ‘sta gran perfezione nel dettaglio, il soldato in particolare, ma nel complesso non ci si può lamentare no? Soprattutto guardando Han che fa il figo dal cazzotto facile

Già al pensare al genere di appartenenza mi salgono i brividi di piacere: picchiaduro a scorrimento e gioco di ruolo.
Un Beat ’em up RPG, detta in modo molto “international”.
E qui scatta la bellezza. La doppia bellezza. Un doppio amore, per i miei gusti videoludici.
Non che sia il primo della storia del genere, sia chiaro. Ai tempi già si avevano cabinati riempiti dei Dungeon & Dragons di Capcom, senza contare altri esempi più “anziani” come River City Ransom, ma Guardian Heroes, a modo suo, è riuscito a regalare a tutti qualcosa di ancora più originale ed interessante.
Prime fra tutte: la storia e la sua narrazione.
La prima delle due potrebbe inizialmente risultare molto semplice, ma è grazie alla seconda che essa trova una sua personalità, così come, grazie ai giocatori, trova una via diversa ad ogni partita.

Dopo la bella sequenza iniziale animata, e una volta superato il menù, il primo livello è sempre quello:
I quattro protagonisti principali trovano una grande spada misteriosa. Una volta tornati a casa sono pronti ad esaminare l’arma come si deve, ma una ragazza in corazza fa bruscamente irruzione avvisandoli dell’arrivo di persone pronte a fare di tutto per possedere quell’oggetto. Ecco, subito dopo, l’attacco di un esercito di cavalieri senza scrupoli che distruggono il rifugio in quattro e quattr’otto. L’allegra combriccola – composta dal palestrato spadaccino Han, il piccolo stregone Randy col suo animaletto Nando, il veloce ninja Ginjiro e la giovane maga bianca Nicole, aiutati dalla bella e potente Serena – riesce a scappare, solo per essere presto bloccata dal capo dei cavalieri reali, Valgar, e dal suo enorme robot da combattimento, il quale mette alle corde. Ma niente paura, Han può usare quella spad- *KRAKKLE* un fulmine colpisce in pieno la mano del povero Han che teneva lo spadone, il quale comincia a fluttuare verso una delle tombe del cimitero, risvegliandone il suo antico e legittimo proprietario: un grosso zombie dall’armatura dorata e dalla potenza inimmaginabile, tale da distruggere il robottone con un colpo solo, prima di attaccare, furiosamente, Serena. Basta un semplice comando vocale degli altri quattro per fermarlo e capire che egli li seguirà e gli obbedirà fino alla fine della sua vendetta.
Qual è il suo vero compito? Qual è l’obbiettivo della famiglia reale? Chi c’è dietro tutto questo? È tutto frutto di coincidenze o c’è un qualcuno che finora ha sempre tirato i fili del destino di ognuno? Solo gli dèi, terreni e celesti, ci mostreranno la verità…letteralmente.
MA NON TUTTA ALLA PRIMA BATTUTA!

guardian heroes golden

“WAAAAAAAAAAAAARGH!!!” – cit.

Dopo questo assaggio iniziale, si parte infatti con le scelte multiple! Non semplici scelte comportamentali, no no. Ad ogni fine livello ci si palesa davanti una serie di possibilità – da due a cinque – sul proseguimento, e sul cambiamento della storia, delle ambientazioni, dei personaggi, dei boss… tutto.
Innumerevoli sono le vie da seguire, le strade da percorrere, le persone da incontrare e combattere (e non), i modi per scoprire ogni anfratto della storia e i modi per cambiarla grazie ad un sistema di Karma. Un gioco quindi INcomprensibile al 100% dopo una run, o anche due, se non tre. Ed è un male? Davanti ad un titolo così perfettamente ri-giocabile non ci si può di certo lamentare, vi pare? Il primo livello potrà anche ripetersi tantissime volte, ma dopo ci si troverà un qualcosa di nuovo, e il vedere come il viaggio dei nostri eroi riveli sempre cose nuove, ad ogni partita, è una gioia.

Vuoi passare per la città? Ti beccherai un altro robottone.
Vuoi proseguire per quella strada? Incontrerai qualcuno che ti rivelerà un’antica leggenda da cui tutto è partito, una storia che poi ti darà da pensare nelle decisioni finali.
Vuoi passare per le montagne o ritirarti nella foresta? La leggenda ti verrà raccontata più tardi, dopo l’incontro con il generale delle armate avversarie, il consigliere del re, lo stregone eremita maestro di Randy o il capo di una gilda di ladri “tutto muscoli niente cervello”, che in altro modo non potrai conoscere.
E che destino vuoi riservare a determinati avversari dopo la loro sconfitta per mano tua?
Dopo aver scoperto tutto e ascoltato chi di dovere, da che parte starai?
Discenderai all’inferno o ascenderai al paradiso? O, semplicemente, ti fermerai agli affari terreni?
Questi sono solo pochi e piccoli esempi, che non posso spiegare ulteriormente causa spoiler, ma le varianti sono tante ed è impossibile non voler esplorare tutto quello che la storia, gli stage e le boss fight possono offrire, anche dopo dieci run, anche con piccoli cambiamenti dovuti all’uccisione o alla salvezza di innocenti, quali paesani e animali. O alla fuga.
Questione di karma.

guardian heroes story

Per non parlare, poi, dei cinque personaggi giocabili prima presentati – di cui uno (Serena) sbloccabile una volta finita una partita almeno a difficoltà normale o difficile – che cambiano non solo il modo di giocare, ma persino alcuni dialoghi. Dialoghi che, ricordo, non sono doppiati, in quanto il doppiaggio è relegato all’azione, tra versi, tecniche urlate, provocazioni e frasi predefinite durante i combattimenti. Tutto comunque ben recitato e riprodotto.
Ma a proposito di difficoltà…finire il gioco non sarà di certo una passeggiata. Un conto è giocare a Facile, tanto per godersi la storia o apprendere meglio le meccaniche, tranquilli dei 99 crediti e dei nemici meno pericolosi. Già a Normale, però, con 9 crediti e IA “cattiva”, si parla di “metterci impegno”. Tanto impegno. Anche perché una volta finiti i crediti: GAME OVER e si ricomincia, in puro stile arcade. A Difficile poi…brrrr…i brividi di terrore… in aggiunta ai brividi di piacere di prima ovviamente.
Riuscire ad arrivare a livelli di apprendimento e sfruttamento del sistema di gioco tali da finire la storia più volte e con più pg a Difficile, soprattutto da soli, è sempre una grandissima soddisfazione.
La natura della narrazione e, quindi, la presenza di scelte e modifiche alla storia, così come il cambio di opzioni di combattimento e dialoghi per ogni personaggio, non sono infatti gli unici – e nemmeno i più importanti – motivi che portano alle molteplici partite su Guardian Heroes. Il lavoro svolto da Treasure sul lato del gameplay e del suo mix perfetto di beat ’em up e RPG va anche OLTRE, in quanto il titolo, prima di essere appassionante, impegnativo e appagante, risulta anche, ed ovviamente, tanto, tanto DIVERTENTE.
E tecnico.

Colpo debole. Colpo forte. Parata. Menù delle magie. Menù degli ordini da impartire al cavaliere zombie. Cambio dei tre piano di gioco, verso l’interno o verso l’esterno dello stage.
Se si vogliono conoscere ed elencare i (reattivi) comandi di Guardian Heroes basta fare così e via, si gioca…no? Eheh. E’ sufficiente fare un giro nelle opzioni, appena acceso il gioco per la prima volta, per notare la lista mosse di ogni singolo personaggio e capire che, no, non è proprio così immediato. Non senza una base.
Doppio salto, corsa a doppio tasto direzionale ripetuto, schivata con la direzione data in parata, combo eseguibili con determinati colpi in successione – diversi per ogni pg -, attacchi speciali e magie istantanee – senza l’uso del menù – fattibili con input in stile picchiaduro ad incontri 2D (come gli Hadouken e gli Shoryuken, per intenderci usando termini di Street Fighter, tra tasti di attacco uniti a motion quali ↓↘→, →↓↘, ↓↑, →↘↓↙← e altro ancora).

guardian heroes boss

↓↙← + Magia = PALLE DI FUOCO! Avere il tempo di castare mentre il nostro cattivissimo cavaliere carica prepotentemente quella specie di boss… non sarà una strategia “da uomini”, ma qui ci sono un ragazzino e uno zombie che combattono una pianta, quindi di che stiamo parlando

Ed è qui che inizia il delirio di combo, di colpi cancellabili per il concatenamento di nuovi attacchi e combo aeree doppie con un altro salto, di approcci diversi d’attacco e difesa; di sfruttamento dei piani di gioco per schivare, passare per la fuga o per l’aggiramento sul nemico; dell’uso del cavaliere d’oro per attirare gli avversari, fare da scudo umano o caricare come un berserker; del tipo di magia da usare per tenere occupati i nemici più grossi, per fermarli, per allontanarli o anche per curare i compagni.

Ed è specialmente qui che faccio entrare in gioco il multiplayer, che aumenta di gran lunga il numero delle strategie grazie alla sinergia della propria squadra, se non alla presenza di Nicole, personaggio che, in singolo, è davvero difficile impiegare al 100%, ma che in compagnia, grazie alla sua magia bianca, può fornire un enorme supporto. Nessun oggetto curativo o similari, infatti: si può contare solo sulla propria esperienza… anche letteralmente.
Dopo ogni stage, infatti, si potrà salire di livello grazie ai punti guadagnati con l’uccisione dei nemici, tenendo conto anche il COME sono stati sconfitti, e aumentando le statistiche giuste e utili per ogni personaggio, come l’Intelligenza per Randy o l’Agilità per Ginjiro per dirne un paio.

guardian heroes stats

Magari voi variate un po’ di più… o forse va bene così… comunque, sì, come avrete capito dalle immagini prima, il mio “main” è proprio il piccolo Randy, per via delle sue combo veloci (seppur non troppo efficaci) e di alcune potentissime magie offensive

Potrei non finire più nel parlare degli stili di gioco possibili e dell’unicità che ognuno, insieme ai fattori prima descritti, porta ad ogni partita: dall’attacco totale e “ignorante” dello spadone di Han alla velocità tattica di Ginjiro, dai posizionamenti dell’offensiva estesa di Randy ai tempi di attesa per l’assistenza di Nicole, fino al bilanciamento tra gli attacchi in mischia e magici di Serena. Ovviamente, l’unico modo per capire perfettamente quello che voglio spiegare è… GIOCARLO! Giocarlo tanto. Tanto da conoscere il gioco completo a memoria.
E dopo millemila partite si butta tut- NOPE!
La modalità storia è una grandiosa avventura cooperativa, e questo spero di averlo fatto capire, ma se aggiungiamo pure una parte competitiva?
E VERSUS MODE SIA!
Tantissimi personaggi sbloccabili, tra protagonisti, alleati, boss e nemici ordinari, tutti con il proprio moveset di mosse, pronti alla selezione per una bella sagra di BOTTE in arena, da soli o in compagnia, così da rafforzare le proprie amicizie…o farle finire!
Attenzione però, perché non tutto è selezionabile da subito e, come un vero picchiaduro d’altri tempi (tralasciando la diversità del genere) bisogna sbloccare la maggior parte del roster.

Sarà anche un titolo in 2D, ma regala un’esperienza di gioco a 360 gradi!
Ah, e parlando di 360: finiamo il giro panoramico di questo parco divertimenti ricordando che Guardian Heroes è disponibile anche nella sua versione Remix, pubblicata nel 2011 per il Live delle Xbox 360, con il  “difetto pixelloso” sostituito da un tratto di disegno deciso, marcato e abbastanza d’impatto – eliminando così l’unico “problema” del titolo – e il sistema di gioco potenziato esponenzialmente con l’aggiunta di nuove e bellissime meccaniche quali attacchi inediti, scatti e risvegli aerei e chi più ne ha più ne metta, rendendo l’opera decisamente attuale. Come se non bastasse.

Detto questo, prima di passare al box finale con indice di rapimento (di cui avrete sicuramente capito il colore)… “DEMO, SIGLA!”

Indice di rapimento

“Ed è così che il Pazzo aggiunse una posizione tra i suoi giochi preferiti”.
Eh sì, c’è poco da fare: Guardian Heroes è un classico senza tempo, senza se e senza ma.
Un videogioco di culto che ha riscritto il genere dei picchiaduro a scorrimento e da cui, ancora oggi, si dovrebbe solo prendere esempio. Né più né meno.
Si è istantaneamente ritagliato un bel posticino nel mio cuore di videogiocatore, sia nella sua veste single player che nella sua più grande, e più bella, veste multiplayer.
A parte un comparto tecnico UN POCO indietro coi tempi ma comunque “di buona presenza”, grazie anche al character design, alle belle animazioni e alla fluidità, il resto non possiede nulla che non vada, soprattutto se si parla di Guardian Heroes Remix.
Da qui in poi c’è solo da elogiare.
La storia, con i suoi tantissimi risvolti. La quantità di personaggi unici e di stages. Il gameplay studiato, e da studiare, nel dettaglio, per apprezzarne appieno le sublimi meccaniche, in un’avventura tanto impegnativa quanto divertente, soddisfacente ed intensa. La varietà di approcci che il sistema di gioco regala ad ogni scelta, da quella del personaggio da usare a quelle nel nostro comportamento durante la narrazione. La quasi infinita e ben pianificata ri-giocabilità che, nel suo “piccolo”, lo rende ampiamente longevo. Senza dimenticare un contorno di musiche azzeccatissime nei contesti e nello stile del titolo, che ben rappresentano gli eventi, gli scontri e le ambientazioni proposte su schermo.

Nel 1996 lo scrigno del tesoro è stato aperto di nuovo, ne è fuoriuscita una pietra miliare ed è stata incastonata in quel gioiello “ornamentale” chiamato Saturn.
Recuperatela tutti, sia nella sua veste originale, che in quella rigenerata o in una falsa copia d’autore… anche se è meglio rimanere sulle prime due… ma il punto rimane quello: questo (lunghissimo) consiglio è rivolto a TUTTI i giocatori che vorrebbero anche solo aggiungere una tappa storica al loro viaggio conoscitivo nel mondo dei videogiochi, sempre che non l’abbiate già fatto. In caso contrario, per voi e per i vostri amici: provate/giocate Guardian Heroes. E una volta fatto sarà difficile staccarvici.
Ne so qualcosa.