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Allora, visto che si dice sia sempre buona creanza presentarsi prima di tutto, cominciamo con le presentazioni. Mi chiamo Ivan e sono lo sviluppatore e game designer dietro gran parte di Hard Times (Tempi Duri nella sua versione italiana), l’attuale progetto che impegna me ed altri due loschi figuri di nome David (musiche) e Massimiliano (2d artist): ovvero il micro team Radical Fiction. La nostra è una realtà prettamente amatoriale, composta da individui che si dedicano allo sviluppo per passione e che, nelle ore diurne, svolgono altri lavori.

Siamo uno sviluppatore di software, un tour manager ed un burattinaio. Questa nostra condizione, per ora, ci permette di avere una grande libertà espressiva, non dovendo assolutamente preoccuparci di sbarcare il lunario con quello che facciamo. Tutto ciò che produciamo lo realizziamo liberamente ed al sicuro da pressioni esterne. E fino ad ora, per noi, ha funzionato bene così.

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Tempi Duri diventa Hard Times per il debutto imminente sulla scena mondiale di Steam/Greenlight

Qualche tempo fa gli amici di Marziani con il Pad ci hanno contattato proponendoci di dare il nostro piccolo contributo a questa nuova rubrica intitolata Diari di Bordo, e così eccoci qui, a scrivere queste righe sperando di non tediare nessuno e dare un’idea esaustiva di quello che vorremmo comunicare con il nostro attuale progetto.

Ma insomma, cos’è questo Hard Times/Tempi Duri? Beh, HT/TD è un videogioco survival 2d che ci pone nei panni di un senzatetto costretto a fare del suo meglio per sopravvivere in una grande metropoli indifferente. Una metropoli come tante, come una di quelle in cui vivono la maggior parte delle persone, una metropoli nella quale sempre più individui hanno difficoltà a sbarcare il lunario, vivere dignitosamente, socializzare, accedere ai servizi di base.

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Una postazione di prova di Hard Times allestita allo scorso Codemotion Roma

In Tempi Duri, quindi, dovrete fare i conti con le asprezze di una vita ai margini della grande opulenza. Avrete appena perso lavoro, casa ed affetti. Avrete in tasca appena 5 euro e davanti un futuro quantomeno incerto. Forse frugare nei secchioni della spazzatura per cercare di mettere insieme un pasto non troppo rancido vi pare una prospettiva già abbastanza deprimente? Pensate se a questo si dovesse aggiungere anche la necessità di sfuggire a quei cittadini maniaci del decoro, inclini a vedere in voi niente più che un’offesa a quella decenza urbana che, piano piano, sta prendendo il posto della decenza umana.

La polizia vi sembrava una presenza benevola e rassicurante, fintantoché avevate una casa, un lavoro sicuro e dei beni da proteggere vero? Ma ora che non possedete null’altro che un mucchio di cenci vedrete ben presto cambiare la vostra prospettiva. Ed anche le modalità con cui i tutori della legge si rapporteranno alla vostra persona cambieranno. E come se lo vedrete!

Vi rimarrà però la vostra intelligenza, recuperare ciò che prima buttavate rappresenterà, di colpo, una preziosa risorsa da non sottovalutare. Potrete realizzare, montare, combinare ogni genere di oggetto. Potrete addirittura aspirare ad avere un riparo tutto vostro… quasi una casa! Del resto possono bastare un paio di tronchesi ed uno stabile abbandonato. Et voilà! Dovrete fare presto però, evitando le pattuglie di ronda o gli sguardi indiscreti dei passanti. Successivamente potreste anche arredare il vostro rifugio con un giaciglio, per ora soltanto di cartone, poi chissà: un letto migliore, un tavolo, un armadio!

La vostra nuova casa è stata invasa dai ratti? Sono proteine animali anche quelle no? Magari un vecchio barbone, un senzatetto da anni sulla strada vi potrebbe insegnare, in cambio di una birra calda e sgasata, come costruire delle trappole con cui catturare dei succosi topi da arrostire. Poco male se poi vi verrà il voltastomaco. Star male, a volte, può voler dire che almeno si è ancora vivi.

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Potrebbe andare peggio… potrebbe piovere!

Girovagando col vostro carrello pieno di chincaglieria vi potreste imbattere in un uomo giunto fin qui da lontano: su un barcone o nascosto nel doppiofondo di un camion. Un uomo, solo adesso vi è chiaro, proprio come voi. La miseria, quella nera, è una livella formidabile. Un tempo, mentre vi affrettavate da un capo all’altro della città, neanche lo avreste notato. La testa persa nei pensieri di molti: il lavoro, un mutuo, le bollette… Tuttalpiù sareste stati infastiditi da simili individui cenciosi, con quelle cantilene atonali e quelle mani protese…
«E basta! Non ho niente!! Non lo voglio il braccialetto!!!»
Quanto può essere beffardo, a volte, il destino! Oggi uno di loro vi potrebbe insegnare come pescare nello stagno cittadino: pesci strani, forse mutanti, sicuramente tossici, ma utili a riempire una pancia ormai cronicamente vuota.

A questo punto potreste addirittura spingervi fino a costruirvi una cucina improvvisata, nella quale preparare pseudo manicaretti unti e bisunti. Collezionando riviste di cucina potreste, per giunta, imparare a realizzarvi pasti sempre più decenti. E allora perché non crearsi un orto? Coltivare le verdure da cuocere nelle vostre zuppe o da vendere al mercato. Oppure coltivare peperoncini con cui realizzare la bomba, o un po’ d’erba da vendere ad un concerto punk.

Giocare d’azzardo, derubare negozi, borseggiare i passanti. È il lato oscuro della vita di strada? A volte venire a patti con la propria coscienza è necessario per sopravvivere. Del resto quel tipo lì non era quello che ha chiamato la polizia quando gli avevate chiesto qualche spicciolo… o no?

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Non resta che tentare la sorte

Poi c’è “Forza Nazionale”. Ne vogliamo parlare? Tutti divise, nazionalismo e bullismo. Pronti a perseguitare chiunque osi essere diverso da loro, magari anche solo più debole. Nella loro sede ascoltano stridule e odiose canzoncine con uno stereo rubato ad un giovane rapper che svoltava per la strada. Qualcuno, però, potrebbe decidere di aiutarlo a recuperare il maltolto…

Insomma davvero credevate, ai bei tempi, che certe cose accadessero solo agli altri? Sembra un secolo fa. D’ora in poi, invece, vi ritroverete a sentire sulla vostra pelle il morso di un inverno freddo, di una nottata a digiuno, della pioggia gelata sulla testa. Ve ne andrete soli e zoppicanti per le vie grigie ed ostili di questa grande città. La memoria dei tempi che furono, la vostra unica e beffarda amica, ormai. E sì che sarà dura sperimentare quanto fredda ed indifferente possa essere la grande metropoli nei confronti di chi viva Tempi Duri. Sarà difficile e per niente romantica come cosa. Questo è certo…


Se, come noi, non vedete l’ora di mettervi alla prova in questi tempi duri, non perdete di vista Hard Times che farà presto il suo debutto su Steam, sezione Greenlight.
Nell’attesa, qui si può scaricare una versione alpha e partecipare alla fase di test del gioco.