Share

Diciamoci la verità: per quanto utili, se non indispensabili, siamo tutti soliti snobbare gli healer, negli Rpg. Li utilizziamo, ci mancherebbe. Ne sviluppiamo anche le abilità. Ma, al dunque, gli preferiamo cavalieri, barbari, arcieri e maghi. Sono LORO gli eroi. Il guaritore è una necessità. Non di rado anche un fardello, vista la difesa di solito esigua e l’assoluta inettitudine all’attacco.

Poveri healers di tutto l’universo ruolistico: così generosi, eppure tanto bistrattati. E’ ORA DI RIBELLARSI!

Ma, come? Scioperando? Nah, troppo banale. Mettendo su un esercito? mmm, ci starebbe, ma lanciare magie curative contro degli avversari potrebbe rivelarsi, in effetti, controproducente. Dandosi all’ippica? Troppo costoso, oggi giorno.

E allora? MA CERTO! Con una campagna Kickstarter!!

Recedete dalle vostre comprensibilissime perplessità, non sono impazzita del tutto (non ancora). Ho semplicemente voluto preparare la scena all’ingegnosa idea alla base di Healer’s Quest, titolo indipendente del solo Pablo Coma (Rablo Games),  approdato poche ore fa su Kickstarter e ieri su Steam Greenlight. CARNE FRESC— ahem.

“A lighthearted RPG in which you play solely as the healer of a crappy team of adventurers.”

Così Coma (speriamo solo di nome…) definisce la sua creatura.

Tre cose richiamano la mia attenzione, in questa tagline: si tratta di un RPG dai toni spensierati che chiama a vestire i panni del solo healer alle prese con un team di scadenti avventurieri.

…BENE. Dunque humor, meccaniche ruolistiche ed un’inusuale premessa/taglio. Approfondiamo.

HEALER, il protagonista, è un giovane bloccato in una routine stantia, fatta di montagne di piatti da lavare nella taverna paterna e di mai realizzati sogni di gloria. Quando la fortuna bussa alla sua porta e una misteriosa bacchetta magica si palesa alla sua portata, il giovane acquisisce incredibili poteri curativi. L’avventura di una vita ora è una concreta possibilità.

Ma può un guaritore essere L’EROE?

. Un gruppo di combattenti pare essere comunque necessario.

Ma la fortuna non è abituata a suonare due volte, come il postino. E dunque il giovane protagonista si ritrova invischiato con un eterogeneo gruppo di improbabili, e pessimi, avventurieri: avidi, disattenti e privi di morale. Oltre che soliti lanciarsi a capofitto, e senza criterio, in qualsiasi occasione di pericolo gli si pari dinanzi, dai combattimenti impossibili alle trappole più evidenti.

A formare questo simpatico manipolo di eroi lassisti abbiamo:

  • il cavaliere “Tanky”, incaricato dal Re di liberarsi di un malvagio drago e leader auto proclamato del gruppo di combattenti che sta allestendo in vista della sua impresa;
  • il barbaro (o taglialegna…) “Grumpy”, facile all’ira e alle lamentele, ma grande picchiatore;
  • lo stregone “Darky”, oscuro figuro che si dà arie da grande mago ma, nei fatti, non ha mai dato prova delle sue abilità, trincerandosi dietro improbabili scuse;
  • l’arciere “Beauty”…”bello”, e con un arco.

Sulla carta potrebbero anche sembrare i compagni di ventura che tutti noi desidereremmo, ma armi alla mano si rivelano dei gran pasticcioni, costringendo il nostro Healer a massacranti straordinari ( vedete che torna l’idea dello sciopero?).

Healer's Quest gif

Ma prima, un po’ di make up!

Compito del protagonista, e dunque del giocatore, è infatti quello di proteggere i suoi compagni, monitorandone in tempo reale lo stato di salute durante i frenetici combattimenti nei quali rimarranno invischiati ad ogni alzata di spada. Dunque molto di frequente.

Per fare questo, si avrà a disposizione uno sguardo d’insieme sugli scontri, con visuale laterale, ed un’interfaccia che sembra molto intuitiva, nella quale scegliere tra diversi incantesimi quello di volta in volta utile allo scopo: tenere tutti in vita. Almeno per qualche altro secondo.

Eh sì, perchè, assicura lo sviluppatore, niente è facile come sembra e si tratterà di operare multiple scelte d’azione in poche frazioni di secondi, tanto saranno veloci e concitati gli scontri. Oltre che ottusamente lanciati all’attacco e disperatamente scadenti, i nostri compagni.

Tra barre della vita facili alla decrescita, una scorta limitata di mana da gestire e otto distinti stati alterati da neutralizzare in un lampo, la faccenda pare più complicata delle sue premesse…

Healer's Quest Defeat

… e la sconfitta, una concreta e frequente possibilità, se non si presta la dovuta attenzione.

Diciotto gli incantesimi da sbloccare con l’esperienza (o similare) ottenuta progredendo nel gioco, a loro volta distinti in “white magic”, “buff magic” (?) – di supporto, se ho ben interpretato – e “mana recovery”.

Tutto qui? No: ogni magia ha un suo proprio albero delle abilità, che permette un’ampia personalizzazione della stessa in funzione del proprio stile di gioco, consentendo di aumentarne le prestazioni in molti modi diversi, oltrechè di apprendere ulteriori capacità passive o attive. Con l’aggiunta di skills segrete e di “powerful synergies” tra i diversi incantesimi.

Un bel po’ di lavoro, per un povero guaritore improvvisato.

Healer's Quest stone skin

Un esempio di skills tree dell’incantesimo “Stone”

Presente anche un sistema di Karma, che richiede di operare, all’inizio, una scelta per l’allineamento dell’healer: malvagio, buono o vittima. Il tutto destinato ad avere ricadute sul suo atteggiamento e, dunque, sulla percezione che ne hanno i suoi compagni, con conseguenti  linee di dialogo e poteri karmici differenziati.

Come se già non bastasse la loro pericolosa disattenzione, infine, i quattro guerrieri non nutrono il minimo interesse per le pur importanti questioni legate all’equipaggiamento. Morale della favola? Tocca a voi, di nuovo.

Cento, a detta dell’autore, gli oggetti a tal fine presenti nel gioco, ciascuno destinato a conferire al suo portatore nuove abilità e ad influenzarne le statistiche. Gotta catch ’em all? Sì. Come? Rovistando negli scrigni, depredando gli avversari e completando quests secondarie. Come, se no?

Healer's Quest pg

E si lamentano, per giunta! Non erano meglio cumuli di piatti sporchi??…

Principalmente votato allo humor e alla creazione di scenari divertenti ed intriganti, Healer’s Quest si racconta attraverso dialoghi veloci e carichi di ironia, pensati per assecondare, e non spezzare, i concitati ritmi dell’azione.

Un gioco di riflessi e ragionamento veloce, nel quale cimentarsi con l’arduo compito di tenere in vita un gruppo di pazzoidi spericolati poco inclini all’ascolto e alla strategia. Facendosi anche qualche sana risata, nel frattempo.

Non mi pronuncio sulla struttura di gioco tra un combattimento e l’altro. Mi butto sulla demo gratuita reperibile sulla pagina Kickstarter, piuttosto, immaginando che l’andamento sia giocoforza orientato dalla centralità degli scontri che mi pare di leggere tra le righe della descrizione del gioco.

Healer’s Quest è potenzialmente molto interessante, con il suo concept originale ed il focus chiaramente umoristico di un gioco che non intende prendersi sul serio se non quando si tratta di testare approccio strategico, velocità di ragionamento ed attitudine al multitasking. L’intento di questo articolo è comunque solo quello di una primissima segnalazione. Resta da vedere, magari tramite un primo assaggio con la demo, la reale profondità del sistema di gioco e l’effettivo carisma comico di personaggi e script. Il rischio di un’idea interessante ma sviluppata in modo superficiale è dietro l’angolo, ma un pizzico di fiducia e d’incoraggiamento non guasta, per un progetto realizzato in solitaria e ricco di intuizioni e spunti meritevoli.

Per ora vi lascio alla pagina Kickstarter e a quella di Steam Greenlight. Se non mettendo mano al portafogli, almeno con un pollicione in su potete utilmente sostenerlo. Piattaforma? PC. Data di uscita? Per ora un vago “fine 2016”.

Ah, ed ecco il trailer, ovviamente. Buona visione!