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Dalla nascita del genere “sparatutto in soggettiva” (FPS), ci sono state molteplici evoluzioni che hanno dato vita ad altrettanti sottogeneri. E’ stata per molti giocatori come un’illuminazione al tempo. Pensare di poter vivere un’avventura in prima persona ne aumentava il coinvolgimento ed il limite era dato esclusivamente dalla fantasia degli sviluppatori. Dal lugubre e adrenalinico Doom al fantascientifico ed esplorativo Unreal, passando per l’ironico Blood, a quelli ispirati a fatti realmente accaduti come Medal of Honor o Call of Duty, per arrivare ai simulativi come lo storico Operation Flashpoint, solo per citarne alcuni, hanno saputo dare con maestria un giusto contributo al genere, osando sempre di più.

Uno dei tanti sottogeneri che mi ha sempre attratto per il grado di immersività grazie alla visuale in soggettiva, è sicuramente quello delle simulazioni belliche. Sono io coi miei occhi a vivere l’esperienza come fossi realmente li, a scegliere come comportarmi, decidere come procedere, sperimentando tattiche più o meno fortuite o meditate, e a godermi i bei paesaggi :D. Pochi giorni prima dell’uscita del primissimo Call of Duty arrivava Hidden & Dangerous 2. Poco pubblicizzato fu inizialmente snobbato anche dai curiosi, visto il livello di sfida elevato ed un mix strategico/simulativo che richiedeva diverse ore per essere padroneggiato, ma ad oggi, è quella che personalmente considero una fra le migliori esperienze fatte in un gioco ambientato nella seconda guerra mondiale.

“Bene raga, cecchinate da qua… al resto ci penso io!” 😀 Impartire ordini che a fine missione saranno risultati decisivi, rende orgogliosi… anche se non sempre seguiti proprio alla lettera dai compagni ‘-.-*

Una squadra composta da 4 uomini, di cui noi saremo il Leader, si troverà ad affrontare una gran varietà di situazioni. Dal sabotaggio, al ripulire aree nemiche, con missioni a bordo di carri armati, aerei da combattimento, infiltrarsi sotto copertura e molto altro, ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutti i tipi di approcci. Una caratteristica che immerge ancor di più il giocatore sul campo è sicuramente la possibilità di dare nome e cognome a tutti i membri della propria squadra rendendoli ancor più unici (mi sono ritrovato parecchie volte a riavviare dall’ultimo checkpoint per aver perso un parente o amico a cui tenevo :’D). Ogni recluta avrà delle caratteristiche uniche che si miglioreranno automaticamente, a seconda dello stile di gioco e l’esperienza accumulata, portando a termine gli obbiettivi.

Ad inizio missione, si potrà scegliere chi portare da una lista di 20/30 soldati (se non ricordo male) specializzati che, una volta morti, non si avranno più a disposizione perdendo così i gradi raggiunti e l’esperienza accumulata. Questo fattore si fa sentire in gioco, anche psicologicamente se vogliamo. Perdere un compagno del quale potevamo fidarci ciecamente a metà gioco può demoralizzare, così come dover ricominciare un livello per provare a rimediare. Ma una cosa è certa: la soddisfazione delle nostre azioni sarà sempre molto alta e, a parte la scocciatura a caldo, risulterà sempre un piacere ripetere la missione modificando o cambiando completamente approccio.

Come osservavo più sopra il livello di sfida si attesta sul medio/alto, ma dalla schermata principale di gioco si potranno scegliere alcune alternative all’esperienza in singolo. “Lupo Solitario”, ad esempio, prevede tutta la campagna in solitaria (vi assicuro che non sarà semplice anche per i movimenti lenti, ma reali delle animazioni del personaggio), oppure in squadra passando da un personaggio all’altro sfruttando direttamente le abilità di ciascuno, e ancora giocare in una prospettiva dall’alto in 3D a mò di strategico in tempo reale, piuttosto che in prima o terza persona, risultando sempre molto dettagliato e credibile. Le combinazioni di gioco saranno davvero innumerevoli.

Una scarrozzata all’aria di montagna ci sta sempre bene! Poi se becchi il maso giusto, trovi speck, uova e patate arrosto da leccarsi i baffi 😀

Cosa posso dire in generale sul lato puramente ludico?

“Se c’è da giocare a fare la guerra, allora voglio provare a fare la guerra!”

La sensazione di essere stato li a fare davvero la differenza, salvare delle vite ed eliminare obbiettivi strategicamente importanti è trasmessa alla perfezione. Gli scenari sono molto vari fra loro e strutturati bene, passando dal deserto africano, all’Asia, l’Europa centrale e occidentale, per spingersi fino alle regioni artiche. Da pilota a mitragliere, sommozzatore o spia, troveremo situazioni memorabili e ben definite capaci di appassionare tutti i giocatori. Saranno presenti mezzi fedelmente riprodotti e utilizzabili, come una numerosa scelta di armi e accessori tutti curati nei minimi particolari. Non mancheranno le sequenze che fra una missione e l’altra ci spiegheranno come si sono svolti i fatti in maniera molto fedele. Sì, questa simulazione tattica bellica è quanto di più avvincente si possa trovare sulla 2° guerra mondiale.

Indice di rapimento

Dopo Hidden & Dangerous improntato più sulla strategia e gestione della squadra, arriva questo stupendo seguito che può solo fare felici gli appassionati di giochi che trattano gli eventi realmente accaduti nella WWII. Lo fa con uno stile unico, paragonabile ai primi capitoli di Rainbow Six o allo stesso Operation Flashpoint a tratti. Dopo Mafia e Vietcong, Illusion Softworks si riconferma una Software House che punta alla qualità. Potrà avere alcuni difetti dovuti al tempo trascorso, ma ha saputo osare nella giusta direzione proponendo una lunga e varia campagna che ci terrà impegnati per parecchio tempo.