Share

Dicembre, che mese stupendo se sei un videogiocatore! Quante console, quanti giochi avete trovato sotto l’albero di Natale in vita vostra? Noi tanti e non ne abbiamo mai abbastanza.
Ecco i nostri consigli per questo mese speciale, buona lettura terrestri e, soprattutto, buone feste!

DIONEAMUSCIPULA – Dragon’s Lair
Riuscirà il prode Dirk the Daring a liberare la bella principessa Daphne dalle grinfie del drago?
La storia di Dragon’s Lair si può riassumere più o meno in questa frase, ma cosa rende allora questo titolo così speciale tanto da essere conservato nel museo Smithsonian di Washington insieme a Pong e Pac Man come uno dei titoli più iconici della storia videoludica?
Semplice, Dragon’s Lair fu uno dei primi laser-game mai creati, sicuramente il più famoso. Quando si parla di film (in questo caso cartone animato) interattivi, sempre più in voga nel panorama odierno, sappiate che tutto è partito da qui. Il gameplay è ridotto davvero all’osso, praticamente si osservano in continuazione sequenze animate intervallate da momenti in cui il giocatore dovrà premere con tempismo le freccette laterali o il tasto “spada”, se fatto tutto correttamente nei tempi il gioco proseguirà, altrimenti assisterete alla morte dell’eroe e dovrete ripetere la scena.
Dragon’s Lair come potete immaginare poteva vantare una grafica fuori scala, parliamo di un vero e proprio cartone animato. Ci sono due livelli di difficoltà e ovviamente si muore davvero facilmente, tentare di finirlo in una sala giochi avrebbe richiesto di sicuro un cospicuo esborso. Purtroppo la scarsa longevità, il gameplay elementare e molto ripetitivo e una storia banale incidono sul giudizio complessivo, ma come non mai in questo caso va premiata la grandissima originalità del titolo e il coraggio degli sviluppatori. Pietra miliare.


FIVEOMEGAGuitar hero 5
“Ehi Five, sai suonare il pianoforte?” No. “Ma sai suonare la chitarra?” Manco quella, a stento so suonare al citofono… “Allora che ci consigli a fare Guitar Hero?” E io qua vi volevo!
Nella sua essenza principale, il titolo in questione non vuole essere assolutamente un “simulatore di chitarra”, ma un “realizzatore di divertimento”. Ho sempre trovato divertenti i “rhythm game”, ossia quei giochi dove è richiesto pigiare tasti con il giusto tempismo, e la serie Guitar Hero ne ha quasi fatto una scienza nei suoi innumerevoli capitoli. Grazie ad un po’ di fortuna marziana, dopo aver recuperato a poco prezzo uno dei titoli in questione, ho potuto finalmente cimentarmi nell’opera di essere un vero Guitar Hero… o forse no. Il primo approccio non è stato certo dei migliori, vedere una cascata di note susseguirsi sullo schermo e tentare malamente di seguirle, mi ha provocato non pochi crampi alle dita con blocco istantaneo di un polso. Un po’ di pratica, e la scelta dei giusti brani, mi hanno però permesso di recuperare le funzionalità motorie e potermi cimentare a difficoltà più elevate di quella adatta anche a chi è sprovvisto di pollice opponibile. Perchè sì, un punto a favore della serie è sicuramente la “scalabilità” della sfida, benchè, a confronto con i precedenti capitoli che ho avuto modo di provare, GH5 si presenta un po’ più semplice.
Ad ogni modo Guitar Hero 5 è il titolo perfetto per le serate natalizie, grazie ad un numero abnorme di brani già sbloccati fin dall’inizio, tali da appagare, fin dalle prime battute, sia il nonno che il vero Guitar Hero. Che poi magari si scoprono essere la stessa persona!


GABRECKLumines
Sono in molti a ritenere il Tetris un esempio di accurata precisione formale, un classico del puzzle-game al quale sarebbe impossibile aggiungere qualcosa.
Un giapponese, però, pare esservi riuscito.
Tetsuya Mizuguchi, non certo nuovo a riletture audaci, aveva già applicato – con Rez – una grande rivoluzione estetica e ritmica a uno dei paradigmi più essenziali dell’industria: lo sparatutto.
Con Lumines l’ambizione è mirabilmente rivolta ai rompicapo.
Al compiacimento logico derivante dalla sistemazione dei mattoncini, la cui successione casuale è piegata al nostro volere, si accosta il piacere chimico della sinestesia e della traccia musicale, governati dalle azioni del giocatore.
Ogni riga eliminata produce un suono vibrante e un abbaglio di luce, un autentico climax di sfida e prodigio stilistico.
Se in Tetris l’accoppiamento dei blocchi è geometrico, in Lumines è invece cromatico.
Se nel primo la progressione è gradualmente condotta all’imminente incombenza della claustrofobia, nel secondo si avverte la crescente curiosità audiovisiva della combinazione.
Giunti a un passo dal fatidico Game Over proverete una paura insolita, il timore di avere spezzato un’estasi interattiva che non poteva meritare di concludersi nel fallimento.
Rapimento totale!


HERMAN1800Left 4 dead 2
Left 4 Dead 2 mi ha ricordato che nella vita si è sempre in bilico tra la bella figura e la figura di cacca.
Marchiato e Five sono a terra. Le loro icone sono rosso sangue e non c’è tempo da perdere. Posso ancora farcela, sono la loro unica speranza. Mi urlano in cuffia di resistere, di aiutarli. Questo è il momento di farsi valere, i miei compagni hanno bisogno di me. Ci abbiamo messo tanto ad arrivare fin qui! Le paludi sono infestate di non morti che ti sorprendono tra i canneti. Siamo a un passo dalla salvezza. Basterebbe attraversare il viale alberato di questa villa coloniale e saremmo definitivamente al sicuro. Ma ormai sembriamo spacciati, ridotti in fin di vita da una fantasiosa varietà di zombie. C’è il “linguacciuto” che ti aggancia come un ramarro con la sua lingua elastica di 300 metri, c’è quello che ti salta in testa e pare debba farti urgentemente uno shampoo, c’è la piagnona suscettibile e mortifera. E poi c’è lui, il Tank. Sembra un ex giocatore di football, un fascio di muscoli putrefatti che ha una cotta per me; è capace di individuarmi tra centinaia di zombie e corrermi incontro con una smania che pare amorosa. Ed è proprio a lui che mi trovo davanti nel momento della verità. Una sua “carezza” mi sbalza in aria per almeno 3 metri. Ricado sbattendo contro quello che dovrebbe essere un muro. Intanto tutti gli zombie della terra mi sono addosso, lotto con disperazione facendo sputare fuoco alla mia Magnum ormai esausta, ma sono troppi e non posso più indietreggiare perché il muro mi blocca la ritirata. Provo a voltarmi e scopro che dietro di me a impedirmi la fuga non è affatto un muro… è un cesso chimico e sopra c’è scritto “Sweet Relief”. Muoio con un sorriso.


LEONICK85Uplink
Molti videogiocatori si sono trovati a smanettare con il PC, cercando di risolvere l’errore che portava al crash del gioco o per ottimizzarne le prestazioni. Altrettanti si saranno poi stuzzicati con l’idea di poter divenire veri e propri hacker, magari galvanizzati dopo aver visto Wargames – Giochi di Guerra. Ebbene con Uplink lo potete diventare (per finta). Il gioco ci mette infatti nei panni di un hacker, associato a un’organizzazione segreta che ci aiuterà negli aspetti logistici del nostro lavoro. L’interfaccia è decisamente vetusta e lo era anche per l’anno d’uscita, il 2001, ma è comunque funzionale. Il gioco, che ovviamente non ha nessuna pretesa di realismo, è originale e sa trasmettere un certo senso d’adrenalina. Questo succede, ad esempio, quando ci si deve affrettare nell’individuare e rubare dati utili dal mainframe obbiettivo, mentre il software di difesa sta rapidamente risalendo alla nostra locazione. È previsto anche un sistema di progressione, dato che i soldi guadagnati saranno investibili in hardware più potente. In questo modo potremo cimentarci in operazioni sempre più complesse, incrementando così la nostra notorietà come hacker. Si tratta insomma di un gioco sicuramente non stellare, ma che, se vi riesce di amare il genere, saprà tenervi incollati allo schermo per parecchio tempo.


MARCHIATO – Depth
DepthPasso fra gli scaffali delle novità PC, butto l’occhio, e vedo ancora lui, dopo ormai 3 settimane, che mi blocca nuovamente lo sguardo. I fondali marini con tutta la loro flora e fauna mi hanno sempre affascinato e questa volta non ho resistito. Prendo in mano la confezione e guardo qualche foto del gioco sul retro… sì sì, stasera si esplorano relitti e città sommerse piene di tesori, andata.
No! Mentre attivo il gioco e comincia l’installazione noto, leggendo le caratteristiche, che si tratta solo di un multigiocatore online. Ahhhh!!! Mannaggia a me !11!1@!!@1! Vabbò, ormai lo provo. Beh, alla fine mi sento di consigliarlo questo Depth, anche se è stato più un errore di percorso, visto che non amo particolarmente l’online versus. Modalità principale a 6 giocatori dove 4 fanno i sommozzatori e due gli squali cattivi. Da sommozzatore, con visuale in prima persona, bisognerà cercare di difendere un robot di nome S.T.E.V.E., mentre cerca di forzare 4 o 5 casseforti sparse per la mappa, dagli attacchi degli squali. Esplorando i dintorni possiamo recuperare oggetti di valore come armi antiche o amuleti dorati e cercare di consegnarli a S.T.E.V.E. prima di essere masticati. Così facendo racimoleremo un gruzzoletto per poterci permettere armi più potenti e attrezzatura per illuminare l’ambiente, curarci o disturbare i predatori. Una formula interessante per variare dai soliti giochi di guerra e che mantiene sempre alta la tensione. Giocando da squalo bisognerà invece cercare di distruggere il robot e divertirsi a sgranocchiare ossa. Anche qui si dimostra divertente e differente anche come giocabilità, visto che lo squalo si controlla in terza persona.


PAZZO Gunstar Super Heroes
gunstar_gbaSe tu, SEGA (non è un’offesa), dopo ben 12 anni mi riproponi uno dei miei giochi d’azione preferiti di sempre, ovvero Gunstar Heroes, con un sequel diretto sviluppato per GameBoy Advance, come pensi che reagisca io, PAZZO???
Come potevo lasciar stare Gunstar Super Heroes, ME LO DITE???
Certo, non arriva ai livelli del predecessore che, per me, è e rimarrà una pietra miliare immortale (dovrei farci un parere… SPOILER), ma il lavoro fatto per riportare in auge la “serie” è FENOMENALE, a prescindere dalle modifiche (tra aggiunte ed eliminazioni) apportate! Stessa azione 2D frenetica, impegnativa e divertentissima; meno armi e niente fusioni tra esse, ma tutte comunque varie e utilizzabili a gruppi di tre; sistema melee con combo corpo a corpo che cambia totalmente il sistema di throw del primo capitolo ma che fa benissimo il suo lavoro portando anche più azione; una varietà dei livelli geniale; il sempreverde doppio personaggio giocabile che rende le partite uniche, sia come abilità (come il nuovo colpo finale) che come storyline, le quali rendono omaggio a Gunstar Heroes grazie al ritorno dei vecchi “cattivi”, oltre che delle vecchie, e bellissime, musiche remixate… il tutto in un’oretta di gioco… in effetti è sempre stato un “difetto” di questo tipo di gioco, ma se qui si parla di una rigiocabilità STRATOSFERICA grazie, appunto, al doppio pg, alle difficoltà e ai record? Cosa volere di più?
Una perla del panorama GBA, nient’altro da dire. Anzi, dico solo: GIOCATELO TUTTI


TALESOFMANU   – Rogue Legacy
Nei panni di un temerario condottiero, il gioco chiama ad esplorare un vasto castello casualmente generato ad ogni “vita” e diviso in aree distinte sia come estetica che come approccio richiesto.  Il maniero, neanche a dirlo, pullula di creature ostili dai design vari quanto i pattern, ed è custodito da boss spietati, guardiani della via per il vero lord del castello. Unica compagna in questa solitaria avventura, la triste mietitrice. Morire è parte del sapore dolceamaro di Rogue Legacy, che con il suo sostenuto livello di sfida chiede dedizione ma premia, con varie features, ogni sforzo. E così: Morto un eroe, se ne fa un altro, perché ad ogni pg succede un erede scelto tra una variegata rosa di candidati, tutti segnati da un tratto genetico in grado di  influenzare in concreto il gameplay (Gigantismo? Iperattività? Vertigini? Scopriteli tutti!); la classe non si sciacqua, perché le numerose classi disponibili differiscono in ben più che la semplice estetica. Bando al copia-incolla! Gold fever, perché ogni moneta raccolta diviene un’eredità da investire, tra gli altri, nell’acquisto di upgrades, classi ed equipaggiamenti destinati a sopravvivere al singolo pg. Un gioco impegnativo ma mai frustrante, sempre diverso ma in costante progressione, remunerativo per la dedizione ma mai, anche grazie ai new game +, stancamente ripetitivo. Provatelo! E lunga vita alla vostra dinastia!