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Che videogiochi e lavoro siano due attività autoescludenti può essere oggetto di discussione.

In linea di principio mentre lavoriamo non possiamo giocare. E mentre giochiamo non possiamo lavorare.
Poi ci sono i giocatori professionisti del League of Legends di turno, ma questo è un altro discorso. Ci sono i tester, ma questo è un altro discorso. Ci sono pure i giornalisti di settore (ecco, come noi, ma tipo l’opposto!) ed è ben altro discorso. Poi c’è il farming nei mmorpg, ci sono gli incarichi settimanali di Destiny e The Division, ci sono…ehm…ecco, meglio fermarci qua!

Anzi, no, in realtà c’è Job Simulator che pare andarci poco per il sottile: in pratica dovete lavorare sul serio.

Nel 2050, anno in cui si ambienta questo bizzarro simulatore, il lavoro è solo un lontano ricordo.
I robot hanno preso il nostro posto nelle noiose mansioni del dovere. E ne vestiremo i panni (o meglio, gli ingranaggi) per ricordarci cosa significava sgobbare!

Nel mondo di Job Simulator si guarda con nostalgia a quattro mestieri in particolare.

C’è lo stacanovista del convenience store:

L’immancabile chef:

Il proverbiale impiegato d’ufficio:

E, notizia fresca fresca, il meccanico di manutenzione per automobili:

Come la realtà ci insegna, il lavoro è questione di precisa serietà e tempismo. Caratteristiche che non mancheranno nelle meccaniche di gioco (ehm…lavoro).

È facile intuire che l’intero game design è costruito attorno ai visori per la realtà virtuale e ai controller di movimento.
Infatti Job Simulator è atteso su Steam questo Aprile per HTC Vive (e vi servirà uno spazio libero in camera di almeno 2m x 1.5m).

Entro la fine del 2016 sono previste le versioni per Oculus Rift e Playstation VR.

Per tenere traccia di tutte le novità vi suggeriamo di seguire il sito ufficiale.