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Quello che fai, ti torna indietro.

Magari non in modo immediatamente comprensibile, magari non in egual misura. Ma sempre, nel bene e nel male.  È la verità di chi crede nel Karma, semplificando: il rapporto causa-effetto tra le nostre azioni e le loro conseguenze, destinato a riecheggiare ben oltre la nostra vita. Ed è proprio da qui che è partita AuraLab, software house indipendente con sede a Mosca, per il suo già pluripremiato punta e clicca bidimensionale Karma. Incarnation 1.

Nei panni di Pip, entità reincarnatesi in un vermiciattolo simpatico, ma brutale, il gioco chiama ad esplorare un’ambientazione vasta – oltre venti locations diverse – ed assolutamente surreale, nella quale procedere di mini gioco in enigma e ritorno.

Pip è come una tela bianca: non ha coscienza del bene e del male e il viaggio che lo attende è più interiore, che esteriore. La ricerca è riscoperta di un’identità. Il mondo destinato ad accogliere questo percorso esistenziale è regolato dalle leggi del karma: scegliere da che parte stare non è facoltativo.

Karma_incarnation-1_aEd allora il giocatore può, di volta in volta, indirizzare le azioni della buffa creatura sul sentiero del bene o del male, con una mutazione che diventa fisica, oltre che interiore. Il karma negativo e le corna vanno a braccetto, per fare un esempio.

Conseguenze? Certo: gli altri personaggi, infatti, reagiranno alla condotta del giocatore e alle sembianze di Pip, diffidando di lui o, al contrario, garantendogli libero accesso ad aree esplorabili o cruciali punti di passaggio. Il tutto in una struttura delle interazioni assolutamente priva di linee di testo e veicolata tramite immagini contenute in fumetti ed effetti sonori, oltreché attraverso le buffe animazioni del protagonista e degli altri personaggi, per un linguaggio del corpo quanto mai espressivo e, perchè no, portatore di uno humor volutamente insolito. Quale che sia, questo “corpo”…

Karma_incarnation-1_bLa via della moralità diventa allora una strada dai molteplici bivi, destinata ad aprirsi in diversi scenari a seconda della condotta adottata: non esiste, da quanto pare di capire, giusto o sbagliato in assoluto e ciascuna situazione può essere differentemente affrontata, con accesso a diversi contenuti narrativi. Rigiocabilità assicurata, allora. Sperando che ad essere sfumato sia solo il concetto di bene e male, non anche l’anima e i contenuti del gioco. Ma sono fiduciosa.

Completa il quadro la “astral sight”, potere psichico che consente a Pip di accedere ad una dimensione ulteriore rispetto a quella fisica, penetrando oltre il velo delle apparenze ed appropriandosi di utili informazioni. Uno sguardo più in profondità sull’interessante mondo di gioco, al contempo un modo non invasivo per fornire indizi utili alla risoluzione di enigmi presentati come impegnativi. Feature sulla carta molto interessante.

Karma_incarnation-1_cDavvero pregevole il comparto visivo, pronto a rubarci alla nostra seduta per trasportarci in un mondo nel quale le sfumature del karma e le atmosfere psichedeliche e surreali diventano concept estetico, prima che narrativo e di gameplay. Un accenno merita, in conclusione, la colonna sonora, interamente registrata dalla band Zmeiraduga ed in grado di riprodurre, in note, l’atmosfera di gioco, agevolando l’immersione oltre il semplice accompagnamento. In un  in un mondo suggestivo ma privo di testi, non pare un dettaglio da poco.

Previsto su Steam durante l’anno, Karma. Incarnation 1 sembra avere tutte le carte in regola per offrire un’esperienza di gioco punta e clicca avvolgente ed impegnativa, oltre che incredibilmente fresca. A chi vorrà dargli una chance, l’ardua sentenza. Io lo aspetto.

Eccovi il trailer ed il sito ufficiale. Buona visione!