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Di recente si è diffusa la notizia secondo la quale il tanto discusso titolo di Warhorse Studios, parliamo ovviamente di Kingdom Come Deliverance, abbia perso circa il 95% di giocatori attivi su Steam.
Tralasciando chi quasi ha gioito a tale notizia, perché si sa, “Che schifo i giochi buggati, c’ho speso 70€, devono fallire!“, senza considerare che un gioco fallito, non viene più supportato e corretto, quindi a farne le spese è proprio chi se ne lamenta, a fare il punto della situazione è stato proprio Daniel Vávra, creative director di Warhorse Studios, attraverso twitter.

Detto in soldoni Vávra sostiene come un calo dei giocatori sia fisiologico, specialmente in un titolo single player. Inoltre il confronto con altri titoli tripla A (che possono avvalersi anche del martellamento pubblicitario, oltre alla loro notorietà, aggiungo io), dimostra come Kingdom Come Deliverance sia riuscito a mantenere alta l’attenzione per un periodo praticamente equivalente ad essi, citando nello specifico due pietre miliari nel panorama commerciale: Far Cry 5 e Assassin’s Creed Origins.

Che KCD abbia avuto non pochi problemi dalla sua pubblicazione è innegabile, specialmente su console, ma l’impegno da parte di Warhorse Studios è sempre stato costante nel volerli risolvere, senza tralasciare le richieste dei propri utenti riguardo aspetti del gioco che hanno fatto un po’ storcere il naso, come la questione dei salvataggi e dello scassinamento, anche questi riveduti e migliorati.