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Uscito nel 2013 per PC e dispositivi mobile, Anodyne, titolo indipendente sviluppato da Sean Hogna and Joni Kittaka della Analgesic Productions, si offre alla vista, a primo impatto, come un adventure game bidimensionale con visuale dall’alto che sembra uscito, direttamente e senza passare dal via, dall’era d’oro dei 16-bit targati Nintendo.

L’ispirazione di Zeldiana memoria, del resto, non è stata taciuta dagli autori ed è chiaramente ricavabile già da uno sguardo al trailer del gioco.

Accolto con animi contrastanti, tra apprezzamenti per le sue ambientazioni surreali e le atmosfere, altalenanti entusiasmi nei confronti comparto narrativo e critiche alla ripetitività sostanziale di un sistema di gioco tutto sommato gradevole ma con pochi spunti, Anodyne si prepara a debuttare, in data ancora da destinarsi e a cura di Nnooo, sulla neccccs gen – o attuale, che dir si voglia.

Quale miglior occasione per dare un breve sguardo più da vicino a questo interessante adventure game? Soprattutto se, come me, non avete avuto ancora modo di provare il gioco per altre piattaforme e accogliete questa notizia come un’occasione per farlo vostro su console.

La premessa narrativa del gioco è di quelle che non lasciano indifferenti: nei panni di Young, il protagonista, si è chiamati ad esplorare un mondo variopinto e variegato che altro non è se non la materializzazione, o la proiezione, del suo subconoscio.

Le ambientazioni, allora, realizzate con una gradevole pixel art, non lesinano scenari dalle forti atmosfere oniriche, con una buona varietà estetica ed un taglio orrorifico che non tarda a fare la sua comparsa in scena ed è fortemente presente soprattutto nel design di alcuni mostri e di alcune sezioni. Il tutto accompagnato, pare, da una colonna sonora che rincara debitamente la dose complessiva di surrealismo.

anodyne_2Tinte horror, contenuti inquietanti e disturbanti ed uno humor a tratti dominante si alternano in quello che, ai miei occhi, appare come un affresco quanto meno affascinante.

Tra cenni ad un eroico viaggio per la salvezza dell’universo e riscoperta graduale di un taglio narrativo ben più intimista, che guarda e parla alla/della vita di Young più che di una crisi globale da sventare, la storia, da quanto mi è stato possibile carpire, è consegnata al giocatore in modo non lineare, tramite dialoghi con particolarissimi npc o sequenze che, ad un primo sguardo, potrebbero sembrare persino decontestualizzate.

Contrastanti gli animi sulla qualità complessiva del plot, che molti hanno trovato fin troppo frammentario ed ermetico, mentre altri, per la verità in forte minoranza, hanno apprezzato pur nella sua apparente inaccessibilità, chiamando i giocatori a leggere anche le informazioni o le linee di testo più criptiche in coerenza con un disegno complessivo che, rassicurano, non tarderà a svelarsi. Sembrano tutti concordi, invece, nel riconoscere che il gioco lasci adito a diverse interpretazioni finali del proprio messaggio.

Venendo al gameplay, Anodyne si presenta come un gioco di avventura fortemente ispirato ai titoli dell’era 16-bit, in particolar modo alla serie Zelda.

Nei panni di Young e armati solo di una scopa (sic!) e di un paio di scarpe supersaltanti, i giocatori sono chiamati a farsi strada in dungeon pieni di mostruosità varie e di enigmi da risolvere. L’intero universo di gioco è connesso attraverso un sistema di portali, accessibili tramite un hub centrale.

anodyne_3Se a livello generale il gioco sembra mantenere le promesse di esplorazione e combattimenti in tempo reale contro schiere di nemici, lasciandosi piacevolmente giocare, all’atto pratico molte sono state le critiche mosse alla complessiva semplicità dei puzzle ambientali, tacciati anche di scarsa varietà, e alle limitate possibilità offerte dalla presenza di una sola arma e di upgrade dell’equipaggiamento sostanzialmente poco effettivi.

Tra alti e bassi, critiche ed elogi, questo Anodyne si è saputo comunque ritagliare una sua fetta di estimatori, che ne hanno apprezzato soprattutto le atmosfere e le ambientazioni. Lo sbarco su PS4 ed Xbox One, del resto, potrebbe esserne la riprova.

Vi lascio al trailer di annuncio della release sulle console di attuale generazione. Nella speranza, almeno personale, che una data d’uscita venga presto annunciata.