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Ocarina of Time è stato il primo Zelda che ho avuto modo di comprare, quindi per me giocarlo ha rappresentato un evento memorabile, di quelli da segnare sul calendario. Praticamente prima di iniziare l’avventura quasi non conoscevo questa saga, se non attraverso i soliti commenti da fanboy su internet e alcuni flebili ricordi d’infanzia. Tutto ciò che sapevo di Zelda è che rappresenta forse la saga videoludica più amata e idolatrata di sempre, quindi per forza di cose le mie aspettative erano altissime… e tantissima era la voglia di avvicinarmi a questa famosa IP per scoprirne i motivi di tanto successo. Una volta finito sono giunto alla conclusione che si, quei fan avevano ragione! Anch’io come tutti mi sono fatto rapire dall’ atmosfera magica di Hyrule, da quell’ aria “classica” e poetica che permea ogni angolo del mondo di gioco… ma la cosa che mi ha colpito di più sono i dettagli e la maestria con cui si incastrano perfettamente tra loro, perchè come sappiamo sono proprio i dettagli a fare la differenza tra “un bel gioco” e “un capolavoro”.

Ocarina of Time è un’avventura in terza persona molto classica, con meccaniche che oggigiorno possono sembrare banalissime ma che all’epoca erano sicuramente quanto di più all’avanguardia si potesse immaginare. A quei tempi un gioco con una grafica 3D cosi dettagliata, con un ciclo giorno/notte, con una struttura semi-aperta e con un gameplay cosi raffinato era considerato un vero e proprio miracolo tecnologico. Il bello è che tutte queste caratteristiche che ho appena menzionato non sfigurano affatto dinanzi a molti titoli recenti: nonostante l’età rimane ancora gradevolissimo da vedere e divertentissimo da giocare, sia nella sua forma classica per N64 che in quella moderna per 3DS, e questo può darvi un idea di quanto Ocarina fosse un gioco “avanti” e di quanto abbia rivoluzionato l’intero mondo videoludico.

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Ottenere Epona non sarà una passeggiata, ma attraversare le piane di Hyrule in sua compagnia ci ripagherà di ogni fatica e ci regalerà momenti indimenticabili.

Da amante della natura e delle ambientazioni “selvagge” ho apprezzato moltissimo il mondo di gioco mistico e incontaminato di Ocarina of Time: la Foresta dei Kokiri, il Villaggio degli Zora, il Lago Hylia, ogni singolo paesaggio (anche la spoglia e banalissima Piana di Hyrule) mi ha lasciato letteralmente incantato per la sua bellezza e semplicità, e questo nonostante una mole poligonale e un livello di dettaglio nettamente inferiori a quelli a cui siamo abituati oggigiorno. Il bello è che tale bellezza visiva è perennemente accompagnata da un comparto sonoro davvero magistrale: anche se gli scenari da soli possono essere considerati poco originali o evocativi (non so, prendete il Villaggio Calbarico, ad esempio), grazie alla OST tutto acquista un altro sapore. Le musiche riescono da sole a trasportare il giocatore in una realtà virtuale unica e indimenticabile, è come se riuscissero a “dare vita” ai paesaggi. Difficile da spiegare a parole. Comunque, le terre di Hyrule sono intrise di una magia molto particolare e sono convinto che non esiste UN solo giocatore al mondo che non sia riuscito ad apprezzarle. Come se non bastasse, gli scenari sono anche piuttosto vasti e zeppi di segreti da scoprire, proprio come piace a me. C’è un sacco di backtracking (a volte obbligatorio, altre no) per sbloccare zone precedentemente precluse, per non parlare dell’ottima interattività con ciò che ci circonda: è possibile arrampicarsi in molti posti, scavalcare recinzioni, distruggere pietre e cespugli, interagire con elementi naturali come fuoco o acqua… il gameplay trasmette la sensazione di trovarsi in un mondo di gioco vivo e realistico, ma soprattutto riesce a immedesimare il giocatore e a regalare soddisfazioni per ogni piccolo segreto svelato e per ogni singolo potenziamento/mossa/oggetto sbloccato. Tutte cose che gran parte dei titoli recenti si sognano.

Il gioco in sè è davvero molto semplice, e anche questo (al contrario di quello che possono pensare alcuni) è un grandissimo pregio. Un gioco del genere non vuole essere difficile o impegnativo, anzi, è come se l’intento degli sviluppatori fosse quello di farci rilassare il più possibile, di farci entrare in questo mondo fantastico creato apposta per noi. Di stimolare la nostra fantasia, nient altro. Le fasi platform sono molto accessibili, i combattimenti si basano su un semplice sistema di attacco/difesa/schivata, gli enigmi sono impegnativi al punto giusto… impeccabile. In alcuni centri abitati troveremo negozi in cui acquistare spade, scudi, pozioni e altri oggetti con l’ausilio delle gemme (Rupie) raccolte lungo il nostro cammino, oltre che minigiochi e piccole subquest che ci ricompenseranno con nuovi potenziamenti e oggetti. E poi ci sono dungeon, scontri con i boss… Per non parlare del già citato ciclo giorno/notte e di una piccola/grande sorpresa che non vi voglio svelare, nel caso qualcuno di voi dovesse ancora giocarlo.

Insomma, il gameplay è veramente alla portata di tutti: una caratteristica che può piacere o non piacere (magari qualcuno avrebbe voluto, chessò, che ci fossero decine di armi, punti esperienza, level up, statistiche da sviluppare in stile Gdr e via dicendo, si insomma qualcosa di più “elaborato” e profondo), ma a mio parere è tutto talmente ben strutturato e talmente equilibrato che risulta difficile fare delle critiche. Un gameplay sopraffino, curato nei minimi dettagli, un gioco confezionato con precisione chirurgica.

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Villaggi, caverne, montagne, templi… la varietà delle ambientazioni è tra i più grandi pregi di Ocarina of Time. Ogni luogo è diverso dagli altri, e ognuno di essi è caratterizzato da atmosfere differenti che trasmettono sensazioni di paura, di desolazione, di mistero o di semplice allegria. Provare per credere.

Essendo un neofita della saga, però, ho avuto modo di notare anche alcuni aspetti che non mi hanno pienamente convinto, quindi spero che i veterani o i fan storici di Zelda non si arrabbino troppo.

La prima cosa che non mi è piaciuta del tutto è la trama: Link deve fermare il malvagio Ganondorf, un re malvagio intenzionato a recuperare la Triforza, un potentissimo manufatto che dona al possessore il pieno controllo del regno di Hyrule. Davvero un intreccio troppo, troppo semplice, e che in pochi casi ha veramente stimolato la mia curiosità. E’ vero che molti apprezzano questa sua semplicità ma a mio parere gli sviluppatori avrebbero potuto sforzarsi molto di più, mantenendo uno stile classico ma, al contempo, inserendo qualche colpo di scena o qualche fase un pò più originale. Narrativamente parlando la prima parte del gioco (tranquilli, niente spoiler) mi ha un pò annoiato e mi è sembrata fin troppo piatta (si lo so, per molti di voi questa suonerà come una blasfemia ma è cosi). La seconda parte invece si è rivelata decisamente migliore e più ricca di sorprese, ma niente che mi abbia fatto gridare al miracolo. Insomma, mentirei se dicessi che Ocarina of Time non mi abbia un pò deluso sotto questo aspetto, leggendo certe recensioni mi aspettavo qualcosa di più epico e all’altezza della sua fama. Storia intrigante, per carità, non dico che sia banale ANZI, riserva alcuni momenti davvero ben riusciti (soprattutto nelle fasi finali), sfoggia un cast indimenticabile e scorre via con un buon ritmo, ma nel complesso non mi è sembrata niente di incredibilmente pazzesco come dipinta da alcuni. Quindi non nascondo che personalmente non è stata tanto la trama a spingermi a proseguire, ma più che altro la voglia di scoprire ogni segreto, di esplorare il fantastico mondo di gioco da cima a fondo, di “vivere” questa avventura. E sotto questo aspetto mi ha appagato al 100%.

Altra cosa che mi ha un pò infastidito è la progressione un pò confusionaria. Mi spiego. Nel corso del gioco spesso mi sono bloccato senza sapere dove andare o cosa fare, e l’ assenza di suggerimenti o indizi (efficaci) a volte ha rischiato di portarmi all’esasperazione. Ok doversi spremere le meningi per risolvere gli enigmi… ok dover ragionare su come sconfiggere un boss… ok dover capire come o dove utilizzare un particolare oggetto… per carità, ogni gioco deve avere un minimo di livello di sfida, ed è giusto che sia così… ma uscire da un dungeon o da una città senza avere la minima idea di cosa fare o dove andare l’ ho trovato molto sconfortante! Certo, è possibile parlare con Navi e con la Pietra Sheikah per avere qualche suggerimento, ma a volte sono troppo vaghi e non servono a granchè, e si rischia di girare a vuoto per diversi minuti (o addirittura ore, in alcuni casi). Trattandosi di un remake/porting avrebbero potuto inserire un sistema di suggerimenti un pò più efficace per rendere il ritmo più adatto ai tempi di un gioco portatile ed evitare questi “momenti morti”, ma vabbè, basta un pò di pazienza, alla fine mica ci vuole una laurea per giocare a Zelda. Dico solo che potevano renderlo meno “dispersivo”, ecco tutto.

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Il cast del gioco è a dir poco azzeccato: che si parli di protagonisti o di semplici comparse ogni personaggio che incontreremo, volenti o nolenti, rimarrà scolpito nella nostra memoria.

A parte questi piccoli difetti (ampiamente perdonabili per un gioco con quasi 17 anni sulle spalle), devo essere sincero, c’è gran poco di cui lamentarsi. Ocarina of Time trasuda fascino e divertimento da tutti i pori, e mantiene ancora intatti tutti i pregi e le qualità sfoggiate il giorno dell’uscita. The Legend of Zelda Ocarina of Time 3D è un gioco veramente “leggendario”, un punto di riferimento, un’icona che non passerà mai di moda. Certo, alcune meccaniche forse avranno un pò perso lo smalto, ma pochi giochi vecchi di 17 anni reggono così bene il peso dell’età quindi qualcosa vorrà pur dire. Mi rivolgo quindi a quei pochi sfigati che come me non hanno potuto giocare al gioco originale o, peggio, che non hanno mai toccato con mano un capitolo di Zelda: Ocarina of Time 3D è un capolavoro senza tempo che dovete acquistare a tutti i costi, e pur non essendo il “miglior gioco della storia” (a mio parere) è comunque un grande classico che ha gran poco da invidiare ai cosiddetti “capolavori” moderni. Sotto certi aspetti sembra quasi un gioco recente, anzi, direi che sotto certi aspetti FA IL CULO a molti giochi recenti, quindi non mi resta altro da fare che inchinarmi dinanzi Shigeru Miyamoto e… darci sotto con gli altri capitoli della saga!

Indice di rapimento

estasiChe siate giocatori alle prime armi o giocatori navigati non fa differenza: è impossibile non amare un gioco come questo. Stile, atmosfera, musiche, gameplay, difficile trovare qualcosa fuori posto. Ocarina of Time è un’ esperienza che ti fa apprezzare la semplicità delle cose, che ti fa ripensare a quando non perdevi tempo a criticare i giochi ma ti limitavi semplicemente a giocare, a DIVERTIRTI, a farti trasportare dal piacere della scoperta, esplorando mondi immaginari in cui trascorrere ore felici e spensierate. Un gioco che ti fa crescere facendoti tornare bambino, proprio come il protagonista dell’avventura. Un pò paradossale, forse, ma è proprio così.