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I giochi in uscita sono sempre di più e il backlog si accresce giorno dopo giorno, ma ciò nonostante resta lo spazio per desiderare dei titoli ancora non approdati sulle odierne piattaforme. Possono essere delle commistioni di generi a cui nessuno ha ancora pensato, degli spin-off di franchise che meritano una forma videoludica, delle nuove meccaniche da innestare in giochi già in circolazione. In questa rubrica facciamo viaggiare la fantasia, provando a immaginare quei titoli di cui abbiamo un segreto bisogno e vorremmo disperatamente vedere annunciati.


Ogni autunno, per gli appassionati, inizia una nuova stagione, fatta di scelte difficili e sofferte, sogni e speranze infrante, esultanze e imprecazioni. È il nuovo appuntamento con Football Manager, che ci fa sedere su una panchina e ci sfida a guidare la nostra squadra del cuore verso un futuro di trionfi. Un’esperienza che mi piace ripetere di anno in anno, nonostante le ultime edizioni della serie siano meno innovative (come ho spiegato nella relativa recensione). Tuttavia, più mi addentro nel ruolo di allenatore di calcio, più rosico per l’impossibilità di prendere posto su un’altra panchina: quella dell’allenatore di basket. Un’esigenza che si fa via via più impellente quando la stagione di pallacanestro tocca i suoi momenti culminanti, come l’assegnazione dei campionati o, come in questi giorni, il mercato che impazza in NBA.
I manageriali dedicati al basket esistono, ma nessuno si avvicina neanche lontanamente agli standard offerti da Football Manager, e spesso ci si scontra con interfacce confusionarie, roster senza licenza, opzioni gestionali limitate e, più generalmente, un livello simulativo poco appagante.

L’ambizione è avere lo stesso livello di dettaglio anche per i vari giocatori di basket, dove trovare “Tiro da tre” al posto di “Tiro da lontano” e “Schiacciata” al posto di “Colpo di testa”

Ecco allora che si fa strada il desiderio di un emulo del titolo di Sports Interactive dedicato alla palla a spicchi. Del resto, il basket sembra fatto apposta per esaltare il piacere dell’appassionato di manageriali sportivi. Il principale campionato del mondo, l’NBA, è infatti costruito sulla capacità di saper fare le giuste scelte per la propria franchigia, muovendosi con destrezza tra draft, free agency, salary cap e termini contrattuali. Una strategia corretta può portare qualsiasi squadra al vertice della Lega, mentre una mossa sbagliata può relegarla ad anni di sofferenza nei bassifondi.
Da questo “Basketball Manager” vorrei dunque una gestione del mercato dettagliata, dove è anche necessario costruire una reputazione adeguata per attrarre e mantenere i migliori atleti nella propria squadra. Vorrei potermi trovare faccia a faccia con Lebron James e convincerlo che la Decision 3.0 lo deve necessariamente portare nel mio quintetto.

Una volta assemblata la squadra, vorrei poter definire allenamenti e crescita dei miei giocatori, così da poter far lavorare la mia guardia sulla scarsa percentuale di tiro da tre punti o rendere più efficiente la mia ala piccola nelle penetrazioni a canestro. Vorrei lavorare sugli schemi e sulle rotazioni da portare in partita, così da riuscire a sfruttare al meglio il talento che ho a disposizione.
Ovviamente, al lancio della palla a due sarebbe bello poter disporre di una visualizzazione tridimensionale della sfida. Non ho bisogno della grafica realistica di un NBA 2K, mi accontenterei anche di una forma semplificata come in Football Manager. Alcuni giochi in circolazione offrono una visuale bidimensionale con dei pallini al posto dei giocatori, ma voglio potermi esaltare osservando la mia superstar mentre schiaccia a canestro o sobbalzare alla tripla della vittoria sulla sirena.

È proprio nel corso della partita che emerge la profondità tattica dell’allenatore e si misura la bontà del lavoro svolto dal resto della dirigenza. Voglio il controllo sulla squadra e vedere sul campo gli effetti delle mie decisioni. Imporre aggressività in difesa riuscirà ad arginare l’attacco avversario o mi creerà problemi di falli? Meglio puntare sull’isolamento del mio campione, ma rischiare di stancarlo, o coinvolgere l’intera squadra, rallentando però il ritmo dell’azione?
In questo senso sarebbe fondamentale un’intelligenza artificiale sufficientemente sviluppata ed adattiva, che sia in grado di rispondere in modo dinamico alle nostre strategie e che ci costringa a controllare costantemente l’inerzia del match.

Voglio la soddisfazione di ribaltare il corso di una gara con un timeout azzeccato a pochi minuti dallo scadere dell’ultimo quarto

Ovviamente, in un prodotto del genere, sarebbe d’uopo anche una gestione oculata degli altri aspetti della franchigia, come la pianificazione di un palazzetto all’avanguardia, o la possibilità di cambiare città per cercare maggiori fortune. Sarebbe necessario dedicarsi alla gestione dello spogliatoio, scegliendo se essere accondiscendenti con il campione scorbutico o se ignorare i suoi capricci per non inimicarsi il resto della squadra e dello staff. Bisognerebbe decidere quante risorse impiegare nel lavoro di scout tra i college americani e nei campionati del resto del mondo, per capire quali nuovi prospetti potrebbero fare al caso nostro.
Ad essere ingordi, sarebbe bello prevedere una modalità “scenari”, che ci faccia rivivere i momenti più iconici della storia di questo sport. Piccole sfide per cercare di replicare i grandi successi o, al contrario, tentare di riscrivere il passato. Allo stesso modo, una piacevole aggiunta potrebbe essere un multiplayer con una sorta di fantadraft, così da confrontare le nostre conoscenze e abilità contro altri aspiranti coach.

Da ultimo, ma non certo per ordine di importanza, l’auspicio sarebbe ovviamente quello di mettere le mani su un database altrettanto esteso, proprio come siamo abituati in Football Manager. Questo significherebbe non solo la possibilità di giocare campionati di nazioni differenti, ma anche una grande cura nel definire regole e dettagli delle singole competizioni, oltre che a una montagna di parametri sugli atleti di tutto il mondo. Potremmo così gestire la carriera a nostro piacimento: si comincia con la guida di una squadra della lega nostrana, per portarla al dominio casalingo e in Eurolega. In questo modo si guadagna la chiamata da Oltreoceano e passiamo alla prova in NBA. Infine, la sfida più impegnativa in assoluto: prendere le redini della nazionale italiana e tentare il successo in campo internazionale, avendo la meglio sull’imbattibile Dream Team statunitense. Il quintetto base lo ho già in mente, ora ho solo bisogno di qualcuno che mi sforni questo dannato manageriale di basket!