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Era il lontano 1983 quando la Cinematronics e la RDI Video System (allora AMS), dopo aver detto un sonoro bye-bye a sprites e pixels, davano vita a Dragon’s Lair, uno dei primi titoli arcade interamente basati sulla tecnologia laser disc.
Il gioco, conservato, con la sola compagnia di Pong e Pac-Man, dall’istituto Smithsonian, è una vera e propria pietra miliare.

Il risultato dell’applicazione videoludica di questa particolare tecnica di videoregistrazione su disco ottico, impreziosito dalla sapiente mano dell’animatore ex-Disney, Don Bluth, cui si deve lo stesso concept del gioco, è noto a tutti.

Chi non conosce, infatti, le ardimentose imprese di Dirk il temerario, il cavaliere più improbabile della storia, alla disperata ricerca di un modo per salvare la vezzosa principessa Daphne, tenuta prigioniera in un castello irto di trappole e bizzarre creature dalle poco amichevoli intenzioni?

Nessuno! (in caso contrario, sapete cosa fare)

Daphne

No, vabbè, non c’è mica bisogno di comprare il cabinato tutto… magari pure questo originale ed europeo made in Atari… MA MAGARI!

I prodigi visivi consentiti dal laser disc, con sfoggio di una grafica da cartone animato assolutamente sconvolgente per gli standard videoludici del tempo, hanno avuto come contraltare una contrazione della componente giocata vera e propria, tradottasi nella necessità di selezionare il corretto input, direzionale o di utilizzo della spada, nella frazione di secondo oltre la quale, in caso di fallimento, il cavaliere andrà incontro ad una galleria di impietose, quanto esilaranti, dipartite.
I riflessi sono tutto. Occorre interpretare in modo fulmineo la scena di volta in volta mostrata dal gioco e scegliere, altrettanto repentinamente, quale comando impartire al malcapitato condottiero, sperando in bene ed augurandosi di vedere la storia proseguire con un’altra sequenza.
Un vero e proprio film interattivo, divertente e coinvolgente per la particolare esperienza che è chiamato ad offrire, al di là di qualsiasi connotazione negativa abbia oramai assunto, ahimè, questa classificazione tra molti videogiocatori.

Conservo un ricordo dolce-amaro della particolarissima avventura vissuta con Dragon’s Lair, in bilico tra l’esaltazione provata alla vista di quelle splendide sequenze animate, ricche di humor e di dettagli, e la frustrazione, non lo nascondo, per i frequenti fallimenti nel fornire al gioco il corretto input nella giusta frazione di secondo.

Ma il bello era anche questo, non c’è impresa eroica senza qualche inciampo, e l’esperienza offerta da Dragon’s Lair, con le sue situazioni tra il comico, lo spaventoso e l’adrenalinico, confezionate con una cornice visiva di incredibile efficacia, è una di quelle che porto e porterò sempre nel cuore.

dragon-s-lair-death

Quick Time Event? Lo stai facendo nel modo sbagliato!

Non stupisce, dunque, l’incredibile successo riscosso dal gioco, nato come arcade ma poi portato su un gran numero di piattaforme in disparate incarnazioni, alcune delle quali, segnatamente le prime per console casalinghe, vista l’impossibilità per queste macchine di riprodurre la tecnologia laser disc, in comune con il titolo originale hanno il setting e poco più, abbracciando i generi più vari, dal platform all’action. Più fedeli, invece, le versioni per i computer a 16-bit. Da lì alle recenti riedizioni per PSN, XBLA, iOS ed Android, per citarne alcune, il passo è stato lungo ma prevedibile.
Senza contare poi il franchise videoludico che ne è scaturito.

Ebbene? Dov’è la notizia? Hanno forse annunciato una Remastered? NO, tutt’altro.

Il creatore del titolo originale, Don Bluth, ed il suo storico collaboratore, Gary Goldman, hanno recentemente lanciato una campagna Kickstarter per finanziare nientepopodimenoche un film d’animazione basato sull’iconico Dragon’s Lair.
Il tetto da raggiungere, entro il 26 novembre, è quello dei 550.000 dollari, che consentiranno la creazione di un teaser da sottoporre agli investitori nella speranza di racimolare i fondi necessari alla produzione del film.

Che dire, l’aspettativa intorno a questo progetto, personalmente, è molto alta, così come il desiderio di supporto alla gradita iniziativa.

Dragon’s Lair, del resto, non è nuovo a trasposizioni che esulano la componente videoludica. Come non ricordare la serie animata della Ruby – Spears Productions? Sì, quella che, nella traduzione italiana, aveva deciso di sostituire Dirk con John. Chissà poi perchè…
L’idea di un film vero e proprio, peraltro curato da Bluth in persona, ha, però, tutto un altro sapore.

Che aspettate dunque?

Lead on, adventurer. Your quest awaits!