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Konrad Lorenz noto etologo austriaco definì l’imprinting come:

“La fissazione di un istinto innato su un determinato oggetto. Una forma di apprendimento che avviene nelle primissime fasi di vita, su cui l’animale dirigerà in seguito particolari reazioni istintive. L’imprinting ha effetti che possono perdurare per tutta la vita.”

1999 – Ricordo bene i giorni spensierati del terzo liceo.

Durante la ricreazioni (ma soprattutto durante le lezioni), l’argomento principale su cui io e altri due-tre compagni di classe discutevamo, riguardava le ultime uscite videoludiche su Pc, ma soprattutto sulla giovane console di madre Sony, la famosa Playstation. Un mio amico in particolare non faceva che ripeterci quanto fosse bello un gioco che aveva comprato da pochi giorni, un certo Metal Gear Solid. Questo titolo dall’aria strana ma affascinante non mi suonava nuovo, ero sicuro di averlo già letto o sentito da qualche parte…

Quando tornai a casa, la prima cosa che feci fu quella di frugare nella scatola della Ps1 comprata qualche mese prima, in cerca della demo one (quella rossa) inclusa nella confezione sin dal principio. Il mio sesto senso non mi aveva ingannato, la demo contente vari giochi tra cui Metal Gear Solid era lì sotto i miei occhi, ed io incredibilmente non l’avevo ancora provata. Chissà, forse all’epoca era talmente facile “ottenere” giochi completi che tendevo a snobbare le versioni di prova, misteri giovanili.

Presi il cd, lo inserì nella playstation, selezionai Metal Gear Solid e attesi.

Come San Paolo sulla via di Damasco venni letteralmente folgorato da quella visione mistica. Le melodiose prime strofe di “The best is yet to come”, un gameplay che non avevo mai visto prima di allora e che permetteva un approccio “silenzioso”, l’ambientazione per l’epoca così ricca di dettagli, un sonoro sontuoso. Quell`opera in pochissimi istanti riuscì ad entrarmi nella mente e nell’anima, un portale verso una nuova dimensione sconosciuta, non oscura, ma piena di colori talmente accesi da renderla una fonte di attrazione irresistibile. Come un cucciolo che vede la sua mamma per la prima volta, tra me e quel gioco si instaurò un legame indissolubile che sarebbe destinato a durare in eterno.

Dopo 48 ore di preghiere e camminate in ginocchio sui ceci, ottenni dai miei genitori (cosa molto rara ai tempi) il permesso di comprare una copia originale di MGS, missione compiuta! Per due giorni non feci altro che fantasticare su quello che mi avrebbe atteso, le aspettative erano molto alte, ma mai mi sarei aspettato di trovarmi di fronte un gioco che avrebbe demolito tutte le mie certezze videoludiche.

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L’unità FOXHOUND al completo

2005 – Mare di Bering. L’ex agente speciale Solid Snake della FOXHOUND viene inviato dal suo vecchio mentore Roy Campbell sull’isola di Shadow Moses, nell’arcipelago delle isole Fox, in Alaska. Il nostro protagonista dovrà svolgere una missione ad alto rischio, nell’impianto di smaltimento di testate nucleari, sito che è stato occupato da terroristi appartenenti al corpo speciale Next Generation, capeggiati da Liquid Snake. A fargli compagnia vi sono altri membri che costituiscono l’attuale FOXHOUND: Psycho Mantis con le sue potenti abilità psichiche; Sniper Wolf, la bellissima e mortale tiratrice scelta; Decoy Octopus, maestro dell’inganno; Vulcan Raven, gigantesco sciamano; Revolver Ocelot, specialista in interrogatori e formidabile pistolero. I terroristi pretendono che il governo degli Stati Uniti consegni i resti di Big Boss e minacciano di lanciare un’arma nucleare se le loro richieste non saranno soddisfatte nel giro di 24 ore.

Hideo Kojima talentuoso programmatore giapponese nato a Tokyo, con già alle spalle alcuni successi quali Snatcher e Policenauts, oltre ovviamente i primi due Metal Gear usciti per MSX e NES (solo il primo), con questo “primo” capitolo della serie Solid, aveva appena realizzato quello che sarebbe poi divenuto l`icona, il simbolo, la punta di diamante della Ps1, al pari dell`altrettanto celebre Final Fantasy VII. Il suo merito fu quello di convogliare le sue due passioni pricipali, ossia cinema e videogiochi, dentro un unico medium, introducendo cutscene lunghissime, cosa che negli altri videogiochi non si era mai vista. Un titolo che manteneva l`anima stealth dei primi due capitoli, ma con un gameplay completamente rinnovato. Una trama ed una caratterizzazione dei personaggi così profonda, che fu fonte di ispirazione per molti designer e che tuttora fa scuola.

La guerra, quella nuda e cruda, quella spietata vista attraverso gli occhi di un soldato, da tutti considerato un eroe, ma che lui non si è mai sentito tale. Nel ricco cast di Metal Gear non troverete i soliti buoni e cattivi, ogni personaggio ha una sua propria filosofia di vita, ognuno con il suo bagaglio di emozioni, ognuno con i suoi ricordi, ognuno che porta con se cicatrici ben più profonde di quelle causate da ferite di guerra.

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Solid Snake e la sua squadra di supporto

I personaggi principali:

Solid Snake: Il soldato genetico perfetto, figlio del leggendario Big Boss. Ha sempre combattutto per sé e non per gli altri, un uomo che si sente vivo solo sul campo di battaglia. In questa avventura si troverà di fronte un nemico ben più subdolo e temibile di quelli reali, se stesso. “Un vero uomo non ha bisogno di leggere il suo futuro. Se lo crea da sé.”

Meryl Silverburgh: Una giovane donna che rifugge la sua femminilità e che vorrebbe essere vista da tutti come un semplice soldato. Questa drammatica vicenda sarà l`occasione per rivedere molte sue certezze. “Uso questo tipo di arma da quando avevo 8 anni. Mi sento più a mio agio con questa che con il mio reggiseno.”

Hal Emmerick (Otacon): Geniale scienziato, convinto che le sue scoperte possano aiutare l`umanità, realizzerà di aver creato finora solamente strumenti di morte. “La vita è più di una partita dove si vince o si perde. Non credi? Viviamo, Snake.”

Roy Campbell: Ex colonnello di Snake durante la crisi di Zanzibar Land, diviso a metà tra i doveri verso la patria e le preoccupazioni verso le persone a lui care coinvolte in questo conflitto. “I sei componenti della FOXHOUND sono tutti esperti veterani. Sono così in gamba da poter mangiare chiodi e poi chiedere anche il secondo piatto.”

Naomi Hunter: Dottoressa e scienziata, esperta nella tecnologia applicata alle nanomacchine. Capirà che la vendetta non porta a nulla, ma lascia solo un enorme vuoto. “La cosa importante è che tu abbia scelto la vita… E allora… vivi!

Nastasha Romanenko: Esperta di armi da fuoco e di quelle nucleari, donna che ha vissuto in prima persona l`orrore e la distruzione che tale tecnologia porta con sé. “Finché continuerà la politica di deterrenza, non ci libereremo mai delle armi nucleari.”

Master Miller: Mentore di Snake già durante Zanzibar, solo pochi soldati possono vantare una tale esperienza sul campo di battaglia. “Da dove vengo io, un soldato che perde la testa in combattimento si chiama bersaglio.”

Mei Ling: Giovane analista che con i suo proverbi terrà alto il morale di Snake durante l`avventura. “La fretta procura il successo di pochi, la disgrazia di molti.”

Gray Fox: Un cyborg ninja venuto dal nulla, alla costante ricerca di un nemico che lo faccia sentire vivo. “Non sono né un nemico né un amico. Io sono venuto da un mondo dove queste parole non hanno alcun senso…”

Liquid Snake: L’alter ego di Solid, una vita corrosa dall’odio e dalla gelosia. Ossessionato dalla figura di Big Boss, il suo unico scopo è quello di realizzarne il sogno. “A te piace uccidere: questo è quanto… C’è un assassino in te, inutile negarlo.”

Psycho Mantis: Potente telepata della squadra Fox, i continui viaggi all’interno della mente umana l’hanno reso folle. “Ogni essere vivente di questo pianeta esiste solo per trasmettere il proprio DNA. Siamo stati creati per questo e per questo è nata la guerra.”

Sniper Wolf: Cecchino implacabile dallo sguardo gelido, sotto quella lastra di ghiaccio si nasconde in realtà una donna dai nobili sentimenti, con un passato segnato dalla guerra e dalla violenza. “Non lo sai che due terzi dei migliori assassini del mondo sono donne?”

Vulcan Raven: Possente sciamano di origine alasko-indiane e eschimese, come la sua gente venera i corvi, considerati animali sacri. “Ogni tuo passo poggia sulle carcasse dei tuoi nemici. Le loro anime ti perseguiteranno per sempre, non avrai mai pace.”

Revolver Ocelot: Braccio destro di Liquid, esperto in interrogatori. Dietro quel fare semplice e da bravo soldato, si cela una personalità oscura e complessa. “Questa è la migliore pistola mai creata. La Colt Single Action Army. Sei proiettili. Più che sufficienti per uccidere qualunque cosa si muova.”

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Il leggendario Gray Fox, uno dei personaggi più amati di sempre

Due sono i temi dominanti attorno a cui ruota questo gioco: la trasmissione genica e la follia delle armi nucleari.

Per quanto concerne la trasmissione genica, in questo gioco vengono tirate in ballo due diverse linee di pensiero, così distanti ma entrambe valide, nessuna più giusta o sbagliata dell’altra, sta al giocatore decidere quale abbracciare. Una riguarda le teorie di Dawkins è del gene egoista, “i geni che vengono trasmessi sono solamente quelli le cui conseguenze servono per i loro stessi interessi (continuare ad essere replicati).” Anche un gesto nobile come l’altruismo (soprattutto quello in ambito parentale), visto sotto quest’ottica rappresenterebbe solamente un mezzo per consentire la trasmissione dei geni attraverso altri membri della famiglia. L’altra meno scientifica ma più poetica, ritiene ogni essere umano sufficientemente forte da poter decidere il proprio destino.

Nel secondo punto invece Kojima, con la teoria della deterrenza, cerca di portare un messaggio chiaro e univoco, ossia che il mondo deve liberarsi una volta per tutte delle armi nucleari. Troppi i rischi associati a tale tecnologia, da quelli biologici legati allo smaltimento delle scorie radioattive, a quelli legati al terrorismo. Zero compromessi e nessun patteggiamento, solo azioni decise per il bene dell’umanità.

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Ambienti ricchi di dettagli, gameplay profondo e colpi di scena a ripetizione. Metal Gear Solid è un titolo che vi terrà incollati allo schermo!

Anche se probabilmente non è mai stato uno stealth puro, ma un tactical espionage action, Metal Gear Solid fu uno di quei titoli che all’epoca poteva (e può ancora) vantare un sistema di gioco originale e complesso. Oltre a possedere un vasto set di armi, il radar soliton, un sistema codec ulteriormente migliorato rispetto ai primi due capitoli e varie chicche come lo scatolone di cartone, quello che veramente colpì di MGS fu l’originalità di alcune boss fights. Molte sarebbero da citare, ma su tutte voglio ricordare quella GENIALE contro Psycho Mantis, scontro che tuttora viene celebrato come uno dei migliori della storia videoludica.

La grafica ai suoi tempi era ottima, con una cura maniacale dei vari ambienti di gioco. Certo ora guardando i volti dei personaggi ad un novizio potrebbe venire da sorridere, ma basterebbe prendere un qualsiasi altro gioco uscito in quel periodo, per constatare come il livello raggiunto all’epoca fosse davvero stupefacente. Per quanto concerne l’artwork, menzione speciale va rivolta a Yoji Shinkawa e le sue fantastiche illustrazioni presenti nel gioco, disegni che sono entrati nella leggenda, una fruttuosa collaborazione con Kojima che non ha mai cessato di esistere.

Caratterizzazione dei personaggi fantastica, un cast che farebbe impallidire diversi registi di Hollywood. La trama per gli standard dell’epoca era semplicemente sbalorditiva, profonda e ricca di colpi di scena, ancora oggi riesce a tenermi incollato al divano senza annoiarmi neppure un istante.

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Il sistema codec è sicuramente uno degli aspetti più caratterizzanti della serie. Non solo si ottengono informazioni preziose su nemici ed ambiente circostante, ma attraverso questo strumento vengono forniti anche elementi chiave della storia.

Sul tanto discusso doppiaggio nostrano vanno dette un paio di cose. Magari ora potrà apparire anche ridicolo, ma AI TEMPI non era affatto male, MGS infatti fu uno dei pochissimi titoli che poteva vantare un doppiaggio interamente in italiano. Ovviamente se dovessi scegliere tra il nostro e quello in inglese, con uno Snake doppiato dalla sua voce storica (David Hayter), opterei sicuramente per il secondo, ma anche nel nostro figuravano alcuni (e sottolineo alcuni) interpreti di tutto rispetto. Rimarcare continuamente questo aspetto come un punto a sfavore del gioco lo ritengo abbastanza ingiusto, a quel tempo in Italia il doppiaggio dei videogiochi era affidato a gente con poca esperienza, pochi erano i veri professionisti in circolazione.

Il sonoro era semplicemente superbo, ma anche oggi continua a fare la sua degna figura. Gli effetti ambientali, le chiamate al codec, il fatidico suono che ci avvertiva se eravamo stati avvistati dai nemici, tutto era realizzato in maniera tale da far aumentare la nostra immedesimazione. Per quanto concerne le musiche, posso dire che questa saga non mi ha mai deluso, dalle tracce audio che ti tengono in tensione a quelle incredibilmente emozionanti. Come afferma lo stesso Kojima, così come nei film il sonoro in un videogioco costituisce l’80% del titolo. In questo primo capitolo della serie Solid, troviamo in particolare due OST a cui sono enormemente affezionato, “Enclosure” e “The best is yet to come”. La prima arriva in un momento del gioco cruciale e carico di emozioni, l’altra è la sigla di apertura e chiusura, con testo completamente in Gaelico, la vecchia lingua parlata in Irlanda, la lingua degli elfi.

An cuimhin leat an grá
Crá croí an ghrá
Níl anois ach ceol na h-oíche
Táim sioraí i ngrá
Leannáin le smál
Leannáin le smál
Lig leis agus beidh leat
Lig leis agus beidh grá

Cuimhne leat an t-am
Nuair a bhí tú sásta
An cuimhne leat an t-am
Nuair a bhí tú ag gáire

Tá an saol iontach
Má chreideann tú ann
Tug aghaidi ar an saol is
sonas sioraí inár measc

Céard a tharla do na laethanta sin
Céard a tharla do na h-oícheanta sin
An cuimhin leat an t-am
Nuair a bhí tú faoi bhrón

An cuimhin leat an t-am
Go sioraí sileadh na ndeor
an ormsa nó orainne a bhí an locht

Ag mothú cailte s’ar fán
Cén fáth an t-achrann is sileadh na ndeor
Tá áilleacht sa saol Má chuardaíonn tú e
Tá gliondar sa saol
Creideann sé

Do you remember love
Love from a tormented heart
Not fleeting, as with music at night
But an eternal love
Now tainted
Now tainted
Go now and reclaim it
Go now and love

Recall the times
when you were happy.
Recall the times
when you laughed.

Life is wonderful
Do you have faith in it?
Turn your face to life,
To eternal joy.

What happened to those days?
What happened to those nights?
Do you remember
How you turned to grief? Do you remember
How you turned to sorrow?
Is the blame mine or ours?

Our feelings grew faint
What caused our grief and fighting?
Can there be beauty in life?
If you seek it out.
Can there be happiness in life?
Let’s seek it.

Indice di rapimento

“Non devi lasciare che il tuo destino ti incateni a sé… che i tuoi geni ti dominino. Gli umani possono scegliere la vita che vogliono vivere. I geni esistono per trasmettere i nostri sogni e le nostre speranze nel futuro, attraverso i nostri figli. La vita è un collegamento con il futuro.”

Se solo potessi trasmettere alle nuove generazioni anche un solo briciolo della mia passione, o delle emozioni che provai ai tempi e che tuttora provo ogni volta che lo rigioco. Non è facile e lo capisco benissimo, approcciarsi per la prima volta con un titolo uscito quasi due decadi fa. Per quanto la stragrande maggioranza dei nuovi giocatori lo apprezzi e ne riconosca le indubbie qualità, solo ben pochi riescono veramente ad entrare nello spirito della serie. Un puzzle immenso costituito da una fitta rete di informazioni ed eventi che si intrecciano tra loro andando a toccare più epoche. Una storia dove guerra, pace, amicizia, amore e odio si mescolano, dando vita ad uno dei racconti più belli di sempre visti in ambito videoludico. La nascita di una leggenda, la nascita della SAGA.
A quelli invece che l’hanno giocato all’epoca e che come me lo considerano un capolavoro assoluto, non c’è bisogno di aggiungere niente, loro hanno visto, loro sanno!