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Di Orrey Games e Blip Hau Design, dirige l’orchestra il maestro Justin cognomenonmegliospecificato, canta Midnight at the Celestial Palace – Chapter I.

No, non sono impazzita. E no, non è uno spin – off un pò trash di Sanremo. Cos’è allora? Ma un “point and click musical“, cosa se no!

Ancora pensate alla versione trash di Sanremo eh? Comprensibile. Lasciate che vi spieghi meglio.

Greg è un uomo di 37 anni con un’attitudine cronicizzata a fare il minimo sindacale per tirare a campare nella vita e la maturità di un bambino. Non proprio un eroe da manuale. Nel cuore di una notte qualsiasi, ma non qualunque (?), l’uomo viene visitato dalla zelante lontra antropomorfa, Sig. Squiggles, del regno di “Dreamania”, una terra dei sogni nascosta al di là delle stelle. Tra le note di una convincente canzone, il piccolo animale spinge Greg a seguirlo, ancora in braghette e vestaglia, nella magica dimensione, dove i due si imbarcheranno in un viaggio per raggiungere il “Celestial Palace”, non senza dover affrontare ardue prove, superare ostacoli, incontrare bizzarre creature e gestire le ombre di un minaccioso pericolo sempre più incombente. Pacchetto completo, insomma.

La trama non ha aiutato a chiarire la cosa eh?

Facciamo così allora: prendete queste premesse narrative, che già di per sé vincono il banco, e immaginatele vestite di un sistema di gioco da avventura punta e clicca abbastanza classico ma che, oltre ai classici dialoghi ad albero, presenta anche delle conversazioni musicali.

Sì, conversazioni musicali. In che senso? Presto detto: durante alcune sequenze di dialogo subentrerà una base musicale e i personaggi inizieranno a cantare amabilmente, anzichè limitarsi a parlare. Non si tratterà però di osservare passivamente, perchè è proprio il giocatore a scegliere le linee di dialogo che di volta in volta Greg dovrà cantare tra le tre mediamente disponibili. Così facendo, oltre a connotare la canzone a livello testuale, il giocatore può indirizzarne anche il sound: se, infatti, Greg dovesse reagire pronunciando parole che esprimono confusione, la canzone assumerà un tono che interpreta il suo stato d’animo e lo rende in note, e questo varrà fino alla prossima sezione della canzone, quando una nuova scelta riaprirà a diverse possibilità e sonorità.

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Inventario a scomparsa nell’interno di una vestaglia? Fatto.

A detta dell’autore, il già citato Justin cognomenonmegliospecificato, esistono già nove versioni della sola canzone iniziale, a seconda delle scelte di interazione compiute dal giocatore. Al fine di poterle ascoltare tutte evitando di dover rigiocare il gioco N-volte, sarà possibile tornare, in qualsiasi momento, indietro all’inizio della sezione cantata.

Non male, eh? Sopratutto se considerate che, da quel poco mostrato nel trailer e in un video relativo al gameplay, il filo conduttore dell’intera avventura sembra essere quello di uno humor sferzante, con linee di testo ironiche e sarcastiche, che già prefiguro, ridendo tra me e me, all’interno di una canzone che tenta di essere epica come in un musical che si rispetti. Divertimento assicurato, o almeno così pare.

Puzzle che promettono di essere impegnativi e coinvolgenti ma non – cito testualmente –  “I-wanna-break-things-because-its-so-dang-frustrating puzzles” e uno stile grafico che richiama quello di un libro di favole, con animazioni volutamente retrò, completano, assieme alla mastodontica colonna sonora originale (eccerto, sennò di che abbiamo parlato fino ad ora??) il quadro di un titolo indipendente che sto seguendo con grande curiosità ed interesse.

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Come darle torto?

Previsto per il 2016 inoltrato su PC, Midnight at the Celestial Palace – Chapter I, primo capitolo di quella che, come intuibile, sarà una serie, è approdato solo ieri su Steam Greenlight, e attende trepidante i vostri “Sì”. Non lasciatelo a secco! Supportiamolo!

Ecco il trailer di lancio su Greenlight:

Ed ecco un video relativo al gameplay: