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Definizione di Gioco: “Qualsiasi esercizio, singolo o collettivo, cui si dedichino bambini o adulti per passatempo o per svago o per ritemprare le energie fisiche e spirituali”.

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Non lasciatevi ingannare dalla grafica antiquata: Minecraft trabocca fascino da ogni pixel

Minecraft. Cos’altro si può dire su questo Minecraft? C’è davvero qualcuno che non lo conosce o che non ha mai provato anche solo per un secondo ad avventurarsi nel suo curioso (e pixeloso) mondo virtuale? Non credo.

Ma so per certo che si tratta di un gioco criticatissimo e che molti di voi considerano tremendamente “mainstream”, per cui cercherò di descriverlo dal mio punto di vista nella speranza di riuscire a farvi cambiare idea.

Allora, per prima cosa facciamo una panoramica generale, per capire cosa abbiamo di fronte.

Ebbene, questo non è un videogioco, non come lo intendiamo di solito: come di certo saprete non c’è una trama, non ci sono dialoghi, non ci sono obiettivi o missioni… ci siamo solo noi, e un enorme mondo virtuale in cui fare quello che vogliamo, quando vogliamo e come vogliamo.

Il primo passo da compiere è creare il nostro mondo: ogni Mondo viene generato in modo casuale (foreste, praterie, sotterranei, giungle, deserti, ad ogni nuova partita non sai mai quello che ti aspetta), e tutto quello che lo compone è formato interamente da blocchi (o “mattoncini”, o “cubetti”, come preferite). Ogni blocco può essere distrutto, modellato e riposizionato a piacimento, per creare tutto quello che ci passa per la testa: case, palazzi, templi, mausolei, strade, sottopassaggi o intere città… L’unico limite è la nostra fantasia. Tra una costruzione e l’altra potremo esplorare grotte, miniere e sotterranei a caccia di tesori, oppure coltivare orti, allevare animali, personalizzare lo scenario o costruire oggetti di vario tipo, dalle armi per i combattimenti agli arredi per la propria casa. Le cose da fare non mancano di certo per chi sa munirsi di un pò di pazienza e fantasia.

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Il piacere della scoperta è una delle sensazioni più belle che un gioco possa regalare

Graficamente sembra un tributo agli anni ’90, con pixel giganteschi e una sensazione di realismo visivo quasi inesistente. E beh, se apprezzare o meno una grafica del genere dipende solo da voi: se odiate la pixel-art a prescindere e siete dell’idea che una grafica così preistorica sia inacettabile nel XXI Secolo, cliccate da qualche altra parte e abbandonate questa recensione. Se invece siete degli inguaribili nostalgici e non provate nessun fastidio nel vedere oggigiorno un albero formato da foglie cubettose, allora avete fatto centro. Se c’è una cosa su cui difficilmente si può discutere è il comparto sonoro, con effetti semplici ma efficaci e una OST d’atmosfera veramente incantevole, rilassante e orecchiabilissima. Non è un comparto sonoro da pelle d’oca, sia chiaro, ma fa il suo lavoro egregiamente ed è perfettamente in linea con lo stile del gioco.

Parlando della mia esperienza personale (iniziata ormai un paio di anni fa), devo dire che sulle prime Minecraft mi lasciò alquanto dubbioso. Non riuscivo a coglierne le potenzialità, non potevo fare a meno di chiedermi come potesse un gioco del genere riscuotere un tale successo… per non parlare del gameplay, mi ci sono volute ore per impararne le basi, mi sentivo spaesato e confuso… Insomma, un inizio poco incoraggiante. Eppure con un pò di calma e forza di volontà ho iniziato a imparare, ad ambientarmi e… prima ancora che me accorgessi, ero diventato un Mine-dipendente. Prima su PC, poi su PS3 e PSVita, Minecraft in questi anni ha continuato a tenermi compagnia senza mai stancarmi.

Ma sostanzialmente a cosa serve un gioco così? Qual è l’obiettivo? Che senso ha?.

Domanda chiara. Risposta incerta.

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Ogni mondo riserva alcune sorprese: questa isoletta sperduta nell oceano è solo una delle tante.

In un certo senso Minecraft… Non ha un senso. Uuuuh, gioco di parole. O è una banale ripetizione? Boh. Comunque è proprio così, non c’è un obiettivo specifico da seguire, se non quello che io chiamo IL vero obiettivo universale di tutti i videogiochi, ovvero… *rullo di tamburi*… DIVERTIRSI! Ci sono stati tempi in cui non avevamo bisogno di storie o quant’altro per passare il tempo, non avevamo bisogno di effetti speciali o robe del genere, ci bastava avere tra le mani un pupazzetto, un paio di automobiline di plastica Made in Taiwan, una vecchia e disgustosa scatola di scarpe, qualche soldatino ereditato dal cuginetto ed ecco che i nostri personaggi prendevano vita, e trascorrevamo giornate intere a inventarci mille avventure immaginarie. Minecraft è figlio di quei tempi, un gioco che non è un gioco, ma che può diventarlo quando meno te l’aspetti. Sta solo a noi decidere. Tanto per farvi capire: ricordate quando da piccoli giocavate con i mattoncini Lego? Ecco, Minecraft è la riproduzione virtuale della vostra vecchia scatola dei Lego. Tutto quello che dovete fare è sedervi, aprire la scatola e dare sfogo alla vostra fantasia, come facevate una volta.

Ma è proprio questa natura singolare a rendere Minecraft uno di quei giochi che si amano o si odiano: alcuni lo considerano senza senso, altri invece (come il sottoscritto) lo trovano un concentrato di pixel dalle mille possibilità. E’ l’ESSENZA del videogioco, nella sua forma più pura e essenziale: non è un videogioco come lo intendiamo oggi, non cerca di distrarci con cutscene, storie e sceneggiature, non ci impone dei vincoli strutturali, ci dice semplicemente vai e divertiti . Non chiede al giocatore di adattarsi, ma è il gioco stesso che si adatta alle esigenze del giocatore. Ecco quindi che può trasformarsi da un giochino mordi&fuggi, in cui passare qualche minuto spensierato, a una vera e propria seconda vita.

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Costruire un’ intera città in Minecraft?!? Possibilissimo. Ed è solo una delle imprese che si possono compiere nella modalità Creativa.

Da un certo punto di vista potrei anche tirarvi in ballo alcuni discorsi filosofici associati a Minecraft, per farvi capire che -sotto sotto- un certo senso Minecraft ce l’ha eccome, ma eviterò di farlo per non annoiarvi e per non sembrare un professorone che cerca “lezioni di vita” e significati nascosti in ogni cagata che gli capita a tiro. Diciamo che Minecraft è un pò come un film di Kubrick: ognuno lo interpreta come vuole (esempio un pò banale, ma non mi viene in mente altro). Ma lasciatemi dire una cosa: potrete dire di conoscere Minecraft solo dopo averci trascorso qualche ora e aver sbloccato con le vostre forze la “poesia” finale dei titoli di coda. Il perchè non ve lo posso dire.

Quindi prima di procedere con l’acquisto (meno di 20 euro, ovvero pochissimi spiccioli in rapporto a quanto ha da offrire, imho), fatevi questa domanda: “che tipo di persona sono?”.

Opzione A: “Non sono più un bambino, mi considero maturo, serio, intelligente e con la testa sulle spalle, voglio investire il mio tempo in qualcosa di serio e costruttivo, il cazzeggio non è contemplato”.

Opzione B: “Mi sento una persona equilibrata, sufficientemente matura, ma allo stesso tempo non perdo l’occasione per divertirmi e staccare la spina”

Opzione C: “Sono una persona libera, sono un ‘giovane dentro’ che soffre della sindrome di Peter Pan e che pensa solo a divertirsi il più possibile, con qualunque mezzo”.

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Su console è possibile giocare in split screen fino a 4 giocatori. Perfetto per le serate con gli amici.

Se appartenete alla prima categoria è probabile che siate delle persone “vecchie nell’anima”, piene di sè, che amano criticare tutto o che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto: in quel caso Minecraft potrebbe piacervi come un drink a base di vomito e carburante per auto.

Se appartenete alle altre due, invece, è probabile che siate persone in grado di accontentarsi, che sanno divertirsi e che cercano di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno: in quel caso Minecraft potrebbe diventare la vostra droga quotidiana. Dritta in vena.

Comunque anche se appartenete alla seconda o terza categoria non è detto che riusciate ad apprezzare Minecraft al mio stesso modo. Ognuno vive Minecraft in modo diverso. C’è chi spende decine di ore per costruire la casa dei propri sogni, chi progetta di sconfiggere i boss più forti del gioco (e per farlo trascorre ore di preparazione costruendosi le armi e le armature più resistenti), chi si fionda in Modalità Creativa per riprodurre scenari dei propri giochi o film preferiti, chi vuole solo cazzeggiare in compagnia di qualche amico per farsi qualche risata, chi invece una volta caricata la partita pensa “bene, che facciamo oggi di bello?”.

Può essere un gioco “vuoto e noioso” oppure “ricco e coinvolgente”. Ma non potete di certo capirlo leggendo queste righe o guardando qualche video sul tubo, per cui permettetemi di darvi un consiglio: sgomberate la mente dai pregiudizi, dimenticate per un attimo i vostri problemi quotidiani e il vostro bisogno innato di criticare ogni cosa (tipico degli adulti infelici e che prendono tutto seriamente), mollate tutto, sedetevi comodi e… Lasciatevi andare. Magari, chissà, scoprirete un modo per tornare a sentirvi bambini, anche solo per un pò.

M-eraviglia

I-mmaginazione

N-atura

E-splorazione

C-reatività

R-elax

A-vventura

F-antasia

T-ranquillità

Questo è MINECRAFT.

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Una mappa, un piccone, qualche scorta di cibo… Dimenticato niente? Bene, che l’avventura abbia inizio!

Indice di rapimento

estasiMinecraft non ha una forma definita, ma si modella di volta in volta sulla base dei propri gusti e dei propri bisogni. E’ un gioco che si limita a fare il gioco, non ci sbatte in faccia trame preconfezionate o meccaniche ferree da seguire, non ci dice cosa fare o come farlo ma anzi, ci invita continuamente a sprigionare la nostra fantasia e a superare le nostre ambizioni. A vivere la NOSTRA storia. Quindi, proprio per questa sua filosofia di fondo, non posso far altro che premiare questo titolo col massimo dei voti. Ci sono tanti videogiochi, ma pochi incarnano l’idea di gioco meglio di Minecraft. Se cercate un titolo economico con cui passare ore (o mesi, o anni) divertenti, Minecraft è la scelta giusta. Sia da soli che in compagnia, questo piccolo cult può stimolarvi e divertirvi come pochi altri giochi sono in grado di fare… A patto di avere la testa e il cuore al posto giusto.