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Eccoci qui, anche quest’anno ad un passo dal Natale, che arriva per tutti, anche se per ognuno in modo diverso.
C’è chi inizia a sentirne lo spirito a settembre, magari perché conta i giorni fino alle prossime vacanze, chi invece se lo vede arrivare all’improvviso neanche fosse in un gioco stealth e chi, magari, quest’anno lo spirito natalizio proprio non sa dove andarlo a trovare.
Ma ehi, non è il solito Natale questo.
In alto a destra, noterete, c’è scritto ANNO I: l’invasione dei Marziani con il Pad è in atto, pensavate forse che vi avremmo risparmiato un po’ di sana “marzianitudine” (neologismo is the way) sotto l’albero? Nah.

E così, per fare gli originali (ah, no…) abbiamo pensato di parlare ognuno di un gioco che ci ricorda, per i motivi più vari, il Natale. Ne è venuto fuori uno strampalato ma anche unico elenco di titoli di ogni genere e generazione che speriamo possa rapirvi e, chissà, magari anche incuriosirvi verso qualche titolo che non conoscevate!

TALESOFMANU – Mi attendeva sotto l’albero, un Natale di diversi anni fa, quello che si sarebbe rivelato un tesoro nascosto, capace di regalare a me e a mio padre una quantità gargantuesca di meravigliosi ricordi videoludici, inevitabilmente marchiati a fuoco nella nostra memoria. Sto parlando di Toejam & Earl, perla assoluta per Mega Drive. Quei due improbabili alieni alla disperata ricerca dei pezzi dispersi della loro navicella spaziale, sono stati instancabili portatori di un divertimento autentico, tinto di ironia e viva partecipazione alle sfide proposte, oltre che enfatizzato dall’atmosfera magica della condivisione di un’esperienza di gioco unica con il mio babbo, che si è presto resa tradizione, puntualmente richiamata ogni anno, a Natale. Anche oggi, se venite a farmi visita in quei giorni, potrete trovarci lì, sul divano, vicini, persi ad esplorare, con traballante pazienza ma imperituro spirito, i livelli di questo favoloso action “roguelike” in 2D, generati casualmente, intenti a discutere di strategie, pur pienamente consci che, ancora una volta, sarà il gioco ad averla vinta, sorridendo beffardo all’idea di vederci tornare a sfidarlo, di nuovo, illuminati dalle luci dell’albero di Natale.

PAZZO – “Eh ma che c’entra Tombi col Natale?” Presto detto! Devo questa associazione a mia sorella maggiore, alla sua lontananza, al nostro essere troppo nostalgici e, ovviamente, al nostro amore reciproco verso quelle due perle ludiche. Con il demo del primo Tombi era già colpo di fulmine ma è dopo l’arrivo del gioco completo che la bellezza di quel gioco, della sua grandezza, della sua varietà e unione di generi, della vitalità del suo mondo, dei personaggi, dei colori… Beh, dire che ci ha stregato è poco visto che da quel momento abbiamo cominciato a finirlo almeno una volta a giorno circa! Anni e anni così, anche dopo l’uscita del secondo, divorato anch’esso più volte (ma mai quanto il primo) e MAI abbiamo abbandonato questo modo di fare… Certo, ora percorriamo strade diverse e ciò non è più possibile ma durante feste, Natale in primis, il ritorno a casa di mia sorella e del suo cellulare che OGNI VOLTA mi prende al cuore con la suoneria FISSA della defunta Whoopee Camp, non può non essere condito dalla domanda “Facciamo Tombi?”. E lì, da ormai 16 anni, sono io, l’alieno, che vengo rapito dall’immortalità di quella forza misteriosa che sempre affascina e diverte me e mia sorella come se fosse la prima volta.

MARK – A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. Quasi tutti. Per esempio, quando si avvicina il clima dolcissimo delle feste invernali io non penso alle preghierine a gesù bambino, non penso a perdonare gli stronzi che per 365 giorni mi hanno spremuto i mandarini… C’è solo una cosa che mi martella nel cervello: Manhunt. Ebbene sì. Manhunt è stato uno dei regali di Natale che ho apprezzato di più (un grazie a mio fratellino, lui sì che conosce i miei gusti), e per questo motivo è un gioco che assocerò sempre a questa festa. Ahhh, quanti ricordi, non dimenticherò mai le serate passate a massacrare gang e psicopatici a colpi di machete, mentre i miei parenti banchettano nella stanza accanto tra risate, brindisi e barzellette. Da allora, quando penso al Natale inevitabilmente cominciano a scorrermi davanti agli occhi immagini di James Earl Cash che fa piazza pulita di bastardi in costume. Ma che ci volete fare, ormai mi conoscete, su certe cose ho sempre avuto gusti discutibili. Sono fatto così. Comunque… Buon Natale a voi!

… Un Natale rosso sangue. OH-OH-OH
Jingle bells, jingle bells, *DIEEE all the way,
O, what *SPLAT it is to ride, in a *CRACK oper sleigh
Jingle *PLEASE, NOOOO bell, jingle bell, jingle all the way…

MARCHIATO – Il tema natalizio c’entra poco sicuramente, tranne per il fatto che lo giocai proprio in quel periodo, e non so… per come viene presentato il tutto, sin dalle fasi iniziali, mi viene sempre naturale consigliarlo sotto queste feste. Penso faccia bene all’anima impersonare un “dio”, giocando con le emozioni dei personaggi, facendo piccoli miracoli e aiutando chi è in difficoltà. Già il solo crescere ed educare la nostra creatura, che sarà poi il nostro portavoce col quale potremo interagire nel mondo di gioco, risulta magico e piacevole, rendendoci inoltre responsabili delle scelte e delle azioni che andremo ad effettuare. Il tutto ovviamente a patto che si scelga di fare i buoni. Black & White 2 è un gioco unico nel suo genere, frutto della mente di Peter Molyneux, semplice da padroneggiare, e da cui mi sono lasciato felicemente trasportare.

JOHNLOCKE – Natale è vicino e come di consueto anche nel 2014 un paio di ore cerco di dedicarle a Zool 2, platform sviluppato e pubblicato dalla Gremlin Graphics nel 1993. Si tratta del primo videogioco della mia vita, il primo ad aver esercitato su di me, un potenziale di assoluta immersione ed attrazione, il primo oggetto videoludico cui gli ho conferito valore riversandoci tutto il mio affetto. Zool 2 mi diede la spinta necessaria, la curiosità di approfondire, di divertirmi, di concedermi in un mondo di sogni, di avermi imbevuto di questa passione. Dunque perchè parlarne proprio adesso? Nei miei giorni spensierati d’infanzia, dopo la scuola o durante periodi in cui l’influenza mi costringeva a rimanere in casa, la voglia di Zool 2 non cessava, si propagava in me colorando le mie giornate, anche più burrascose, dipingendole di gioia. In particolar modo durante le festività natalizie accompagnate da gelidi inverni, insieme a mio fratello, unici momenti in cui eravamo uniti, riscaldavamo i nostri cuori con l’Amiga 500 e fu proprio così che vidi Zool 2. Capirete che per un bambino, pranzi, cenoni e dolci tradizionali, possono non essere molto apprezzati, per tale ragione, pasti semplici e dolci tipici dell’epifania erano preparati esclusivamente per me. Zool 2 lo considero la summa espressione alchemica di una ricca, zuccherata, colorata e “gustosa” fantasia. Videogiocatori di tutto il mondo, vi auguro un felice e sereno buon Natale, possa essere anche per voi un attimo in cui poter stare con le persone e/o con le ” cose ” che amiamo. Le responsabilità e i problemi della vita aumentano, ma la felicità per la passione che condividiamo può esserci davvero di grande aiuto.

HERMAN1800 – Il destino di chi festeggia il compleanno a ridosso del Natale è quello di ricevere quasi sempre un regalo soltanto. La cosa non è necessariamente un male, perché, per il fatto di tornare buono per due ricorrenze, il presente può facilmente uscirne potenziato, come avesse preso un bel power up. O almeno questo è quello che successe a me nel dicembre del 1982. Il regalo di comple-Natale di quell’anno fu, infatti, un incommensurabile Videopac G7000, versione europea del Magnavox Odyssey 2 (grazie Ralph). Dato l’effetto sorpresa riuscito e memorabile della consegna, devo ringraziare il cielo che nessuno dei presenti avesse con sé una videocamera, altrimenti oggi esisterebbe su youtube un altro filmato molto simile a questo, ma con protagonista me…
La cosa meravigliosa che successe nei giorni a seguire, fu che quell’oggetto, proveniente da un’altra dimensione, avrebbe reso possibile un autentico miracolo; avrebbe radunato attorno a sé (col suo raggio traente) una ragazzina di 13 anni, un bambino di 8 e un uomo di 37, e li avrebbe fatti ridere, scherzare e giocare insieme, con uno spirito di condivisione e senso di unione incredibili. Il gioco che io, mia sorella e mio padre ci ricordiamo di più, di quelle serate – ho chiesto conferma 🙂 – è Freedom Fighters. Il nostro gioco di Natale.

FIVEOMEGA – Il Natale, il periodo che noi tutti da piccoli aspettavamo, e che forse ancora aspettiamo essendo rimasti un po’ bambini nell’animo. Tra un piatto di tortellini e una fetta di panettone (rigorosamente CON i canditi, alla faccia di quelli a cui non piacciono), non era Natale se non davano in TV “Mamma ho perso l’aereo”. Un cult che ognuno di noi ha visto almeno una volta nella vita, e se così non fosse, andate immediatamente a recuperarlo (magari dopo aver letto questo speciale)! Grande fu la mia meraviglia quando mi giunse tra le mani il floppy disk per PC con all’interno: Home Alone. C’era qualcosa di magico in quella manciata di pixel. Dover preparare le trappole in casa McCallister per accogliere i due imbranati di Marv ed Harry, mi permetteva rivivere ogni singolo istante delle fasi più divertenti del film, anche considerato che, a differenza di molti titoli del genere, Home Alone riusciva, seppur limitatamente, a mantenersi fedele al film di origine. Realizzato con una cura maniacale per riproporre su monitor alcuni dei dettagli più divertenti, fino a permetterci di ricreare le medesime trappole viste nel film, Home Alone era un gioco difficile e appagante allo stesso tempo. Buon Natale signorino, lo sappiamo che sei lì… e anche che sei solo!

DIONEAMUSCIPULA – Natale 1989: come da buon tradizione, ogni anno a casa mia andava in scena l’invasione barbarica dei parenti, un flusso continuo ed inarrestabile manco fosse uno Tsunami. Mentre tutti erano alle prese con il mega pranzo da coma diabetico o infarto miocardico (fate voi), io ero intento a scartare uno dei miei vari regali (che bambino fortunato!). Uno in particolare attirò la mia attenzione, una cassetta del Commodore 64 con dentro un certo The Great Giana Sisters. Misi la cassetta nel mangianastri della mia adorata macchina e dopo diversi minuti (per favore non vi lamentate dei caricamenti delle console attuali!) iniziai a giocare. Poco importa se dopo alcuni anni scoprì che quel gioco era una mezza copia (e sono buono) di Super Mario, quel titolo mi aveva letteralmente stregato. Musiche bellissime, livelli pieni di fascino e mistero, segreti ecc, avevo appena trovato il gioco della mia infanzia. Mentre nella sala da pranzo volavano urla e sedie per colpa di quel maledetto gioco di carte chiamato BANCO (ci sono leggende che narrano di matrimoni falliti e persone costrette a vendersi casa), io procedevo senza sosta nella mia fantastica avventura. Non importa se nel frattempo il mio Commodore è passato a miglior vita e se iniziano a spuntare i primi capelli grigi, mi basta sapere che quei ricordi e quelle emozioni vivranno per sempre nella mia mente.

CAROL MACLAINE – Adoro le festività natalizie, ne amo il folclore, i personaggi tradizionali e le leggende. E non appena il videogioco de Il Grinch fece capolino nella vetrina del mio negozietto di videogiochi di fiducia, lo comprai senza pensarci due volte. Naturalmente, vuoi per la sua natura di tie-in, vuoi per il fatto di essere indirizzato ad un pubblico senz’altro giovane e meno sgamato, il gioco si rivelò un prodotto scialbo e tutt’altro che indimenticabile. Ma era Natale fuori, la neve cadeva pigra per le strade, le scuole erano chiuse e di lì a poco casa mia si sarebbe riempita dei miei molesti parenti radunandoli tutti assieme per l’ultima volta. Quindi, strano ma vero, il verdastro e collerico antieroe del Natale pieno di bile che ruba i regali ai bambini e odia la gioia avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore, assieme agli altri abitanti del paese di Chinonso e alle brutte textures del gioco Konami. Porcospino!