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È il momento più caldo della stagione in NBA, con le Finals che vedranno sfidarsi i Cleveland Cavaliers di Lebron James contro i Golden State Warriors di Steph Curry. I playoff hanno regalato emozioni a chi segue il basket americano, con l’eliminazione inattesa dei San Antonio Spurs per mano degli Oklahoma City Thunder. Questi ultimi hanno anche sfiorato l’impresa contro Golden State, ma alla fine ha prevalso la squadra che nel corso della regular season ha dominato, superando anche il record di vittorie precedentemente detenuto dai Chicago Bulls di Micheal Jordan. Se assistere alle prodezze sportive di questi fuoriclasse vi ha fatto venire una voglia tremenda di palla a spicchi, questo potrebbe essere il momento buono per voi. Sony ha infatti deciso di proporre NBA2k16 tra i titoli per Playstation Plus di giugno. Considerato che la serie, targata 2k Sports, è da molti considerata la miglior trasposizione videoludica sportiva, potreste volerle dare una chance anche se non siete dei fanatici del basket.

È giusto precisare sin da subito che Nba 2k16 potrebbe risultare un poco ostico per chi ci si approccia per la prima volta. Sebbene i comandi siano stati rivisitati per renderli più intuitivi, i controlli sono complessi e servirà un certo allenamento per muovere il giocatore come volete. Il titolo non aiuta, dato che i tutorial si limitano a qualche video superficiale, mentre sarebbe stata utile una modalità che illustrasse più accuratamente le varie fasi di gioco. Non scoraggiatevi però, perché, una volta padroneggiato, il sistema di controllo sa regalare grandi soddisfazioni. Che sia un abile movimento in post, una penetrazione che si chiude con una schiacciata o un pick and roll per aprirsi lo spazio per una tripla, NBA 2k16 ci permette una libertà assoluta. Per dare un’idea della complessità e della profondità dei controlli, sappiate che le principali opzioni per un passaggio sono le seguenti: potete premere X per dare la palla direttamente nelle mani del vostro compagno; con il triangolo potete effettuare un passaggio alto per scavalcare la difesa; premendo cerchio la palla rimbalzerà a terra prima di giungere a destinazione; schiacciando due volte triangolo in rapida successione potrete eseguire un alley oop; tenendo premuto cerchio, sarà il compagno a venirvi incontro per ricevere palla. Applicate tale ventaglio di opzioni a tutte le fasi di gioco di una partita di basket e avrete un’idea della qualità del titolo 2k Sports.

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Anche qui le triple di Steph Curry sono un’arma letale

Si può facilmente cogliere un’attenzione per i dettagli che si respira in ogni momento. I giocatori sono riproposti con grande fedeltà e molti di loro presentano movimenti personalizzati per ricalcare la controparte reale. Una cura non solo estetica, dato che i cestisti sul parquet cercheranno di essere verosimili anche per quanto riguarda lo stile di gioco. L’intelligenza artificiale in questo senso si comporta piuttosto bene ed ha anche il merito di adattarsi alle nostre strategie. Se, per esempio, insistiamo spesso sui tiri da tre, la difesa ci concederà meno spazio, mentre affidando l’attacco alla stessa superstar, dovremo attenderci raddoppi e marcature più accanite. Anche i compagni di squadra si muovono abbastanza bene. Ora sono più dinamici rispetto alle serie precedenti e non si limiteranno a seguire ciecamente uno schema: se la difesa lascia uno spazio scoperto, ne approfitteranno per smarcarsi. Qualcosa è ancora perfettibile e ogni tanto vi capiterà di imprecare contro un compagno che rimane fermo dietro il difensore, ma nel complesso il sistema è fluido e godibile.

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Difendere bene è fondamentale, ma tenere testa alle superstar non sarà semplice!

Anche l’offerta di modalità di gioco non può che lasciare soddisfatti. C’è la possibilità di giocare partite classificate, tentando la scalata fino alla prima divisione, oppure si può prendere il controllo di una franchigia, per destreggiarsi tra salary cap, draft, mercato e free agent con lo scopo di conquistare l’anello. In quest’ultima modalità è stata introdotta la possibilità di cambiare la città della propria squadra, costruendo da zero il nuovo palazzetto.
Una delle novità più decantate al lancio dal marketing 2k è stata però la modalità carriera curata da Spike Lee ed intitolata Living the Dream. L’idea che la parte narrativa potesse essere curata da un regista famoso, ha entusiasmato gli appassionati, ma qualcosa è andato storto. Ci ritroveremo nei panni di un talentuoso ragazzo delle scuole superiori, già destinato a un futuro da campione. Dovremo scegliere il college e quindi saremo catapultati nel mondo Nba. Spike Lee tenta di raccontare i difficili rapporti familiari che il salto alla notorietà può comportare, ma la formula non ingrana e difficilmente ci si appassiona alle vicende narrate. Una dimostrazione del fatto che cinema e videogiochi utilizzano registri differenti ed è necessario conoscere i peculiari meccanismi di ognuno dei due media per ottenere un risultato convincente. Nella carriera di NBA 2k16, per esempio, il gioco si sforza di costruire il pathos che precede certe decisioni, come quella di favorire la famiglia o l’impegno sportivo, ma poi ti impone le sue decisioni, ricordandoti il tuo ruolo di spettatore passivo.

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L’adrenalina del tiro vincente allo scadere è sempre un’emozione

Una volta superata questa parte pilotata, si entra finalmente nel vivo della modalità carriera e qui dà il meglio. Potrete organizzare il vostro tempo, decidendo se impiegare il vostro tempo libero per allenarvi (affrontando delle piccole sfide come gare di tiro o uno contro uno), per dedicarvi agli sponsor (per guadagnare qualche soldo in più e aumentare la vostra notorietà) oppure per incontrare qualche altra celebrità NBA (ottenendo così bonus di vario tipo). I soldi che guadagnate potrete investirli per migliorare le vostre caratteristiche o per qualche oggetto estetico, come fasce o scarpe. Il fulcro sarà però provare la scalata verso la Hall of Fame, nel tentativo di lasciare il segno nella storia dell’NBA. A questo proposito, il gioco presenta però un piccolo limite: mentre le partite simulate si basano sui normali 12 minuti per quarto, le vostre rimangono ancorate al vostro tempo di gioco (di norma 5-6 minuti a quarto). È dunque difficile riuscire a tenere il passo nelle statistiche senza alzare la durata ad almeno 7-8 minuti. Non si capisce perché 2k Sports non abbia lasciato, come in edizioni precedenti, la possibilità di modificare anche la durata dei quarti simulati.

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Ovviamente non mancano squadre e giocatori storici, offrendo la possibilità di sfide al di là del tempo

Passando alle altre modalità, se siete stanchi del classico parquet, potete dedicarvi a Il Mio Parco, che vi porta in un campetto di strada a competere contro altri giocatori reali in due contro due o tre contro tre. L’alter ego che impiegate nella carriera sarà disponibile anche per la modalità Pro-Am, nella quale potete combinare un quintetto di giocatori reali per affrontare in una partita regolare altre persone.
Se ancora non vi basta, avete anche My Team, una modalità simile a Fifa Ultimate Team, e che da sola potrebbe intrattenervi per tutto il tempo che volete. Qui potete assemblare il vostro Dream Team, pescando giocatori dalle buste, vincendoli nelle competizioni o nelle aste. Con questo quintetto potete tentare di affrontare le formazioni di altri giocatori, oppure sfidare la CPU nelle partite proposte. Il limite di My Team è che la formazione di partenza è piuttosto scarsa e pertanto nelle prime battute certe modalità si rivelano troppo proibitive. Il consiglio in questo caso è cercare di ottenere qualche giocatore di qualità tramite gli incontri con le star nella modalità carriera e quindi di iniziare dalla modalità Dominio. Questa richiede di affrontare tutte le squadre NBA una ad una ed è piuttosto semplice (almeno all’inizio), garantendoci per ogni vittoria un pacchetto bonus. La buona notizia è che i giocatori più validi, che nei primi mesi dal lancio avevano dei costi irrangiungibili nelle aste, ora sono abbordabili per tutti.

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Lebron “King” James prepara i muscoli per tentare la rivincita nelle Finals

Come avete potuto intuire dalla panoramica offerta finora, NBA 2k16 è un gioco eccellente sia per qualità che per quantità. Non è esente da difetti però e ce ne sono almeno due che pesano in parte sul giudizio complessivo. Il primo (ed è ormai un problema storico per la serie) è la scarsa qualità del netcode. In un gioco che fa della precisione nei controlli un suo punto fermo, giocare online con una leggero ritardo nei comandi costante, è spesso frustrante. Per esempio, per tirare con il giusto tempismo, vi ritroverete ad abituarvi a rilasciare il tasto del tiro anticipatamente, consapevoli che è l’unico modo per riuscire a fare canestro con buone percentuali. Indovinare prima da che parte l’attaccante punterà il vostro difensore sarà fondamentale, perché i semplici riflessi pronti non saranno sufficienti a causa della piccola lag. Oppure sarete disconnessi a metà partita senza un perché e vi ritroverete una sconfitta a tavolino nel conto. Un vero peccato, perché confrontarsi contro altri giocatori reali in NBA 2k16 è esaltante, ma ogni tanto questi problemi metteranno a dura prova la vostra pazienza.

L’altro difetto di NBA 2k16 è l’onnipresenza della Virtual Currency. Si tratta della moneta in-game, che guadagnerete per quasi tutte le modalità di gioco. Potrete ottenerne per esempio giocando una partita o come stipendio nella modalità carriera. Oppure potete semplicemente pagare soldi veri. A scanso di equivoci, il gioco è godibilissimo anche senza mettere mano al portafoglio, ma rimane fastidioso vedere la possibilità di comprare vittorie nelle partite classificate con la Virtual Currency. Per non parlare di miglioramenti nelle altre modalità. In questo caso il consiglio, che posso darvi per racimolarne un po’ gratuitamente, è di guardare gli episodi di 2kTV, una funzione che raccoglie una serie di video con interviste a giocatori e suggerimenti di gioco. Qui nel corso delle puntate sono presenti dei quiz che vi permettono di guadagnare Virtual Currency. Un’altra possibilità consiste nello scaricare su tablet o cellulare la companion app, che mette a disposizione quotidianamente un piccolo bonus.

Indice di rapimento

blu NBA 2k16 si conferma essere il gioco sportivo più brillante in circolazione. Dalla presentazione delle partite alla riproduzione dei giocatori, dal gameplay profondo alla quantità di modalità offerte, il titolo di 2k Sports soddisfa appieno gli appassionati di basket. Non è un gioco facile, soprattutto per chi è alle prime battute, ma è in grado di dare grandi soddisfazioni a chi decide di dedicargli il proprio tempo. Per la cronaca, simulando le Finals con NBA 2k16, vince…

 

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…Golden State a gara 5, ovviamente con Steph Curry MVP della serie.

GARA 1: CAVS 89- GS 91
GARA 2: CAVS 102 – GS 104
GARA 3: GS 101 – CAVS 97 (al tempo supplementare)
GARA 4: GS 95 – CAVS 103
GARA 5: CAVS 118 – GS 123 (al tempo supplementare)