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Continuiamo il nostro viaggio all’interno di Playstation VR. Nella prima parte di questo speciale abbiamo visto alcuni dei titoli disponibili per il visore Sony, ma ho anche sottolineato come la realtà virtuale, a mio parere, risulti essere una delle poche vere innovazioni recenti nel mondo dei videogiochi. Qualcosa di veramente mai visto, che può offrire esperienze originali anche agli utenti più navigati. Indubbiamente la strada da percorrere è lunga, con molti prodotti che, seppur validissimi, soffrono i limiti di un budget contenuto, ma può davvero rappresentare una nuova “frontiera” da esplorare e colonizzare.
È inoltre interessante osservare come il potenziale della realtà virtuale vada ben oltre il semplice videogiocare. Nuovi modi di raccontare il cinema, l’animazione, lo spettacolo e lo sport si aprono di fronte a noi, consentendoci di vivere in modo più intimo certe esperienze. Per avere un assaggio, si possono provare alcune proposte gratuite, veri e propri esperimenti sul futuro dei media.

Vi potreste godere il cortometraggio d’animazione Invasione!, che ci lascia pregustare come sarebbe un film Pixar in VR. Oppure ci si può commuovere con Allumette, una breve reinterpretazione della storia della piccola fiammiferaia. Sullo store Sony è inoltre possibile trovare dei player per riprodurre filmati a 360°, spesso capaci di trasportarci in contesti mozzafiato. Qui emergono maggiormente i limiti tecnici, legati a una risoluzione ancora troppo bassa per apprezzata adeguatamente in realtà virtuale. Sono esperienze che assumono i tratti di uno sguardo su un futuro potenziale, quando la VR sarà sufficientemente evoluta per riuscire a farci sentire veramente in un luogo differente.

Del resto, l’idea di portarci lontano è già balenata nella testa degli sviluppatori, dato che potete trovare alcuni prodotti che si limitano ad offrirci ambienti dove sederci, rilassarci e godere del panorama. È il caso di Anywhere VR, che presenta immagini reali, o di Perfect, che invece opta per paesaggi in grafica 3D. Qui l’unico “scopo” è guardare l’orizzonte e staccare la spina dal traffico e dalla frenesia quotidiana.
Con la stessa facilità si può gustare un concerto, come lascia immaginare la prova gratuita di Joshua Bell VR Experience, e come propongono alcuni prodotti a pagamento, come The Virtual Orchestra.
L’intrattenimento a portata di caschetto è potenzialmente sconfinato. Dalla poltrona di casa ci si potrebbe trovare catapultati in un palazzetto sportivo, per vivere da vicino l’azione di una partita. Un tipo di esperienza che già stanno provando a far decollare negli Stati Uniti, con il basket NBA che permette la visione in VR di alcune partite della stagione regolare. Facile allora immaginare, in un prossimo futuro, un servizio analogo per il calcio della Champions League o dei principali campionati, come la Serie A.
Insomma, di motivi per fare il tifo per un rapido sviluppo della tecnologia VR ce ne sono a bizzeffe e aspettiamo con curiosità di vederne l’evoluzione. Per ora, ci accontentiamo dei prodotti disponibili e torno a raccontarvi alcuni dei giochi che ho potuto provare con mano.


 batman arkham vr recensioneBatman: Arkham VR
bluIl titolo dedicato a Batman ha tutto quello che serve per essere una killer app di Playstation VR: un personaggio carismatico e popolare, una buona narrazione e un buon utilizzo dell’immersività offerta dalla prima persona. Un grandissimo potenziale, purtroppo tarpato da una longevità che si attesta sull’ora e mezza e da un fattore rigiocabilità risibile. L’esperienza si focalizza soprattutto sulle capacità da detective dell’uomo pipistrello, offrendoci la possibilità di ricorrere ai consueti gadget per avanzare nel gioco. Per la durata dell’avventura ci si sente davvero nei panni del noto supereroe, ma, superati i titoli di coda, restano solo dei piccoli enigmi da scovare e poco altro. Ancora una volta, qui il giocatore VR si trova in parte soddisfatto e in parte sconsolato, gridando solitario: “Ne voglio di più!”.


chess ultra recensioneChess Ultra
verdebQuella di Chess Ultra è una strada che dovrebbero provare anche altri sviluppatori. Se intimoriti da un’utenza troppo ristretta, avere la possibilità di lasciar giocare un titolo sia normalmente che in realtà virtuale lascia aperta la porta ad entrambi i mondi. È quello che è successo, per esempio, con Resident Evil VII, che ci ha così offerto un tripla A per VR che altrimenti avrebbe difficilmente ripagato i costi di sviluppo. Allo stesso modo, vi potete cimentare in una partita a scacchi sia su schermo tradizionale, che con il caschetto Sony. Si aprono così le porte ad un’esperienza particolarmente piacevole e rilassante: trovarsi nel corridoio di un museo o in un salotto classico inglese (con tanto di caminetto accesso) a riflettere sulla propria mossa è corroborante. Potete immaginare poi il gusto di spostare il vostro alfiere, sfruttando il Playstation Move, e dichiarare scacco matto. Lo sforzo di supporto a VR qui è però minimo: non avete alcuna possibilità di interagire con gli oggetti alla vostra portata (esclusi ovviamente i pezzi da gioco) e la sedia dall’altra parte del tavolo è tristemente vuota. Le mosse dell’avversario vengono effettuate da una mano invisibile, rompendo in parte l’immersione. Va citata, però, un’unica brillante eccezione: come nella celebre scena de’ “Il settimo sigillo”, se giocate nella mappa “ultraterrena”, sfiderete la Morte in una partita memorabile. Avere di fronte un simile avversario aggiunge un po’ di tensione e, quando la sentirete tamburellare le sue dita scheletriche sul tavolo, avvertirete probabilmente un brivido lungo la schiena.


rec room recensioneRec Room
verdebSe ancora non l’avete adocchiato, si tratta di un titolo multiplayer, dove ci troviamo a interagire con altre persone in una serie di minigiochi. Si va dal laser tag al gioco dei mimi, dallo squash a una variante del golf con i frisbee. Partiamo dalle buone notizie. Innanzitutto è gratuito, e, date le giuste condizioni, sa offrire momenti davvero divertenti. Il rovescio della medaglia è una realizzazione tecnica piuttosto povera, sebbene non sia il fulcro dell’esperienza. Graficamente non lascia certo impressionati e anche i controlli risultano talvolta approssimativi. L’altro elemento negativo da tenere in considerazione è semplice: il resto dell’umanità. Purtroppo, vi potrà capitare abbastanza spesso di trovarvi a interagire con persone che vogliono solo fare confusione, sbraitando insulti e oscenità tramite la chat vocale della stanza. Il problema è però facilmente aggirabile, se riuscite a organizzare una sessione con uno o più amici. In quest’ultimo caso si può godere del meglio di Rec Room e vivere situazioni davvero esilaranti. Del resto, il senso di Rec Room è proprio questo: offrire un grande parco giochi dove dilettarvi in compagnia.


gunjack recensioneGunjack
verdeCerte volte giochi non eccezionali sanno regalare dei momenti che restano particolarmente impressi. Una dinamica che è ancora più forte per la realtà virtuale, dove esperienze corte o un po’ anonime riescono a farci vivere istanti straordinari. Questo mi è successo, per esempio, con Gunjack, un gioco basato su una meccanica piuttosto semplice: al comando di una torretta di una nave spaziale, dobbiamo sparare agli elementi ostili che ci si parano davanti. Nulla di più di una versione moderna di uno Space Invaders, piacevole ma non eccezionale. Però, entrare nel modulo della torretta ed essere sparati verso l’esterno, in posizione di fuoco, con lo spazio profondo che si apre all’improvviso davanti a noi e la sagoma di un pianeta alieno sotto ai piedi, è una delle cose che mi sono rimaste più incollate alla memoria nei miei primi vagabondaggi in VR.


until dawn rush of blood recensioneUntil Dawn: Rush of Blood
bluProposto con il Playstation Plus, Until Dawn: Rush of Blood è una delle prime esperienze che potrebbero capitarvi sottomano. Una fortuna, perché si tratta di uno dei giochi più spassosi in circolazione per PS VR. Invece di scervellarsi su come creare un sistema di locomozione adeguato, i Supermassive Games hanno puntato su una soluzione più semplice: rispolverare la formula dello sparatutto su rotaie nel senso più letterale possibile. Il titolo, infatti, ci fa sedere su una sorta di ottovolante, per un viaggio nelle inquietanti ambientazioni di Until Dawn. Non sarà la meccanica più innovativa del secolo, ma è funzionale e viaggiare senza sapere da dove sbucherà il prossimo clown impazzito restituisce il giusto senso di tensione. Il sistema di punteggi aggiunge ulteriore longevità al titolo, stimolando a ripetere i livelli per migliorare la nostra prestazione.


waddle home recensioneWaddle Home
verdeCome abbiamo detto nella prima parte, parlando di Tumble VR, il genere dei puzzle game è uno di quelli che ha beneficiato maggiormente delle dinamiche della realtà virtuale, offrendo esperienze rilassanti e impegnative allo stesso tempo. Waddle Home non è uno dei giochi più riusciti del parco titoli per il caschetto Playstation, ma resta un prodotto piacevole, che paga una resa estetica piuttosto povera e meccaniche con poca varietà. L’idea di base è quella di accompagnare un gruppo di pinguini verso la destinazione finale, all’interno di piccole mappe. Queste creature si limitano a camminare in linea retta e a svoltare a destra quando incontrano un ostacolo, quindi spetta a noi aprire passaggi o alzare barriere per mandarli nella direzione corretta. Riuscire nell’impresa nei livelli più avanzati, magari raccogliendo anche le uova extra, è sufficientemente impegnativo e vi richiederà un tempo adeguato al prezzo di acquisto.


ancient amuletor recensione vrAncient Amuletor
verdeSe muoversi in VR è talvolta un problema, in Ancient Amuletor la soluzione è semplice: mettere il giocatore in un punto e spedirgli contro ondate di nemici da falcidiare. La meccanica è quella di un tower defense, con orde di mostri avanzano verso l’obiettivo, che dovete eliminare prima che raggiungano la meta. Per farlo potete usare uno dei quattro personaggi presenti nel titolo base, ognuno dei quali dispone di particolari armi e abilità. Potete usare il pistolero, la guerriera con l’arco, il mago o il burattinaio. Grazie ai sensori di movimento, la meccanica di utilizzo di una pistola, della magia o di quant’altro è molto differente, aggiungendo così un notevole senso di varietà all’esperienza. I controlli non sono sempre precisi (e questo è abbastanza fastidioso quando cercate di affrontare decine di nemici), ma nel complesso sono più che accettabili. Non si tratta di un titolo che vi terrà incollati a PS VR per decine di ore, ma riesce ad offrire comunque un buon periodo di intrattenimento.


rise of the tomb raider recensione vrRise of the Tomb Raider
verdebCome Star Wars: Battlefront, anche Rise of the Tomb Raider presenta una modalità appendice dedicata alla VR. In questo caso si tratta di una sezione investigativa, nella quale guidiamo Lara nell’esplorazione del celebre maniero Croft. Possiamo cosi approfondire la storia del gioco principale, scoprendo alcune delle dinamiche che precedono gli eventi dell’avventura. L’interazione nella parte VR è abbastanza limitata: possiamo solo muoverci nelle diverse stanze (fortunatamente è possibile optare per il teletrasporto, che vi salva da una quasi certa motion sickness) ed osservare gli oggetti rilevanti, così da sbloccare descrizioni e dialoghi registrati. Nulla di eccezionale dunque, ma il maniero è reso molto bene ed esplorarne le stanze buie e decadenti offre il giusto senso di scoperta. Valutandolo come una piacevole aggiunta ad un titolo non VR, non si può che considerare benvenuto e augurarsi che anche altri sviluppatori seguano la stessa strada. Del resto, trovarsi di fronte agli occhi personaggi storici di serie che abbiamo seguito appassionatamente per anni è una vera gioia.


dirt rallyDiRT Rally
blu-estasiNella scorsa puntata del nostro viaggio nella VR, abbiamo sottolineato l’ottima esperienza di guida con GT Sport, che però si limita ad una modalità secondaria. I ragazzi di Codemasters hanno invece optato per aprire il loro intero gioco alla realtà virtuale: ogni modalità, macchina o tracciato è così affrontabile indossando il caschetto Sony. Sfrecciare sullo sterrato, mentre ci lanciamo verso una curva cieca e ci affidiamo pienamente alle indicazioni del copilota, è uno spasso. La grande mole di contenuti assicura inoltre un potenziale di ore di gioco eccezionale. Il problema, almeno per me, è la motion sickness. DiRT Rally fa un buon lavoro per limitare il malessere, ma essere sballottati freneticamente a destra e sinistra rende l’esperienza impegnativa per chi soffre questo problema. Una questione che potrebbe non riguardarvi, se avete uno stomaco più resistente del mio, ma che, personalmente, mi costringe a limitare la sessione di gioco al di sotto dei venti minuti.


holoball recensioneHoloball
verdebNon sono solo alcuni generi ad essere prediletti per la VR, ma anche certe ambientazioni. Un contesto che spesso fa capolino è quello dei film alla Tron, con reticoli al neon e sagome fluorescenti. Una mossa scaltra, che consente di offrire un buon colpo d’occhio, pur senza mettere troppo in difficoltà la capacità computazionale di Playstation. È la scelta che hanno fatto anche gli sviluppatori di Holoball, in questo titolo che mette in piedi una sorta di squash futuristico. Ci troviamo così a colpire una palla luminescente, nel tentativo di superare la difesa del computer dal lato opposto. Il tutto condito da una brillante colonna sonora, che catapulta il giocatore direttamente negli anni ’80. Il limite dell’esperienza è però la mancanza di varietà. Possiamo modificare il livello di difficoltà, ma la meccanica resta sempre la stessa, e purtroppo non c’è traccia di supporto all’online.