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Ammettiamolo, è sempre bello poter scartare qualcosa di nuovo. Che si tratti di un gioco o di un hardware, la sensazione del possedere finalmente ciò che volevamo resta sempre una delle più forti. Se poi si tratta di qualcosa di ancora poco conosciuto da parte nostra, il senso della scoperta non fa altro che incrementare il nostro appagamento. Ma questo discorso vale ancora dopo tanti anni passati a videogiocare?

E’ piuttosto ovvio che il discorso sia prettamente soggettivo, ma non nego che con l’aumentare del numero di candeline sulle mie torte (che poi è sempre una azzurra accompagnata da numeri dorati… che tristezza!), proporzionalmente è diminuita l’eccitazione data dai nuovi acquisti. Il bombardamento di informazioni al quale ci sottopone giornalmente la stampa di settore, ci ha un po’ tolto dalla bocca il gusto del “nuovo”. Personalmente ho ancora le mie tecniche per correre ai ripari, anche se forse possono risultare controproducenti per chi vorrebbe (e dovrebbe) restare informato. Ma, ehi, sono un videogiocatore prima di tutto, un po’ di fanciullesca sorpresa lasciatemela! Ecco quindi che, quando qualcosa in ambito videoludico mi interessa particolarmente, anziché divorare i primi resoconti per verificare che le mie aspettative siano state rispettate, tendo invece ad evitare ogni possibile informazione. Una pratica sempre più difficile, per il bombardamento a cui accennavo prima.

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Io durante una normale navigazione sul web, nell’attesa di acquistare un gioco che mi interessa.

Credetemi, è diventato piuttosto arduo preservare la propria “verginità ludica“. Lo spoiler è dietro ogni angolo, nascosto tra gli articoli, le video comparative, le analisi tecniche, le immagini anteprima di YouTube (mannaggia a voi ignobili affamati di visualizzazioni!), accidenti, anche le copertine degli stessi videogiochi spesso contengono spoiler (mannaggia x2). Però parliamoci chiaro, non c’è nulla di male in tutto questo. Anzi, è senza dubbio un bene avere una così completa accessibilità alle informazioni. Serve essenzialmente a noi, fruitori finali di un prodotto, sapere a cosa andiamo in contro e decidere se premiare o no, con i nostri soldi, il frutto del lavoro degli sviluppatori, sempre più complesso e problematico.
Due facce della stessa medaglia, che come una moneta lanciata in aria, gira e gira, fino a quando, se non decidiamo di afferrarla al volo e metterla in tasca senza vederne l’esito finale, sarà lei a decidere per noi.

Oh, ma che è tutta sta filosofia spiccia, Five?“. Eh, c’avete ragione pure voi. Quello che sto cercando di dirvi è che restare un viodegiocatore per passione spetta solo a voi. Non siete obbligati a sorbirvi il bombardamento informativo in stile Arancia Meccanica. E’ difficile schivare la salva di informazioni sparata contro di noi, ma non è impossibile. Se veramente siete interessati ad un gioco, che sia una nuova creazione, o un ennesimo capitolo della vostra saga preferita, per una volta seguite il vostro cuore, la vostra passione e compratelo a scatola chiusa, perché solo in questo modo potrete aprirla veramente.

Eh basta con sta filosofia! Ce le hai rotte le scatole!