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ape escape 2 cover

bluOk, non sarà più originale come lo fu il primo capitolo per Playstation, che battezzò il Dualshock con un sistema di gioco tutto nuovo. Il doppiaggio rimane quello che è (seppur migliorato per qualche personaggio). Il problema della telecamera pure. Si può dire di tutto… ma il fascino di Ape Escape è sempre potente!

Cacciare scimmie è bellissimo, a prescindere dai comandi inizialmente un po’ scomodi ma ai quali ci si fa subito l’abitudine dopo quelle prime catture, definibili in “ENTRA IN QUESTA MALEDETTA RETE MANNAGGIALLASCIMMIA”. E pure a prescindere dalla storiella – che vede, guarda caso, il ritorno della malvagia scimmia bianca Specter – utile solo come contorno al gioco vero e proprio.

Uno stage dopo l’altro, Ape Escape 2 è riuscito sempre a farmi rimanere attaccato alla TV senza mai annoiarmi, come successe col predecessore, e ad ogni passo fatto mi ha invogliato a continuare per un senso di “scoperta” e di crescente difficoltà che mi ha sempre attirato. “Scoperta” tra virgolette, perché non si parla di quel tipo di esplorazione che si può pensare, bensì di:
– vedere in che tipo di livello ci si caccia nella grande varietà di ambientazioni tipiche dei platform vecchio stile, da una piccola radura ad un’alta montagna innevata, fino alle lunghe isole e basi lunari (?) divise in zone.
– conoscere la miriade di gadget ottenibili durante il gioco e rivelare il loro utilizzo nei livelli, anche già fatti, così da aprire nuove vie o rimuovere ostacoli che portano alla cattura di nuove scimmie, che sia tramite una banana-boomerang gigante o il sempreverde hula-hoop dello sprint.
– ultimo, ma non meno importante (o forse sì)… IL NOME E I PENSIERI DELLE SCIMMIE! Dai, saranno anche 300 SCIMMIE DA PRENDERE, quindi qualcuna non troppo “particolare” ci sta, ma una clown “Harley Q. Win”, un mago “Baboondini”, un pugile “Balboa”, un divo “Tomkey Kruise”… scoprirli tutti è uno spasso. E sapere cosa pensano tramite il gadget radar ancora meglio. Così com’è fantastico notare ogni singola citazione, come la scimmia nel blocco di carbonite in una stazione spaziale, o la coppietta sulla prua di una nave messi in una posizione nota a tutti.

Meno male che il gioco viene incontro alla voglia che dà per farsi giocare con la sua longevità e il suo ENORME numero di cose da fare, già solo nella storia principale (300 scimmie per 20 livelli da rivisitare 2 volte, 8 boss e 2 finali), e da sbloccare, grazie alla “Gotcha Box” che, ogni 10 monete spese, può donare (a caso) immagini speciali, disegni preparatori, musiche, video, strisce umoristiche, fiabe da scimmia (?), consigli, note, aiuti vari come energia, vite e proiettili di fionda… e pure 3 mini-giochi!
E non omettiamo il Nuovo Gioco +!
Insomma, di roba da fare ce n’è, anche per 20 ore, e per un gioco del genere non è poco, soprattutto se diverte per tutto il tempo!

Ringrazio il suo rilancio su PS4 (e il recente sconto) che mi ha dato la possibilità di recuperarlo, anche se così ha perso l’italiano.