Share

Blood_cover

estasiEhi Five, ma il consiglio del mese lo metti il 31 di ottobre? Beh, in effetti c’è un motivo ben preciso, e non è certo per mia dimenticanza… forse… ehm… il motivo è proprio il titolo che voglio consigliarvi oggi: Blood.
Si tratta di uno dei migliori sparatutto in prima persona mai concepiti, nonostante il suo nome venga citato veramente di rado. Creato con l’instabilissimo motore grafico BUILD di Duke Nukem 3D, che comunque funziona egregiamente al suo scopo, e sviluppato da Monolith Productions (sì, sono proprio i nostri cari Monolith di F.E.A.R.) nel lontano 1997, Blood ci mette nei panni di Caleb, un pistolero del vecchio west tornato in vita alcuni anni più tardi, per vendicare la propria morte e quella della sua amata Ophelia.

Il primo livello di gioco, ambientato nel cimitero che gentilmente ci ha ospitato, mette subito in chiaro le intenzioni del gioco. Blood è violento, frenetico, macabro, ricco di citazioni e assolutamente divertente. Avremo a che fare con zombie, demoni di varia natura e cultisti che non perderanno tempo a scagliare contro di noi le loro arti demoniache. Nonostante le tinte dei livelli siano sempre tra il macabro e il grottesco, le ambientazioni saranno veramente tante, ognuna delle quali ricca di citazioni alla cultura pop degli anni ’90. Nel cimitero iniziale troveremo ad esempio la lapide di Eric Draven, personaggio protagonista del bellissimo film “Il corvo“, con doppia citazione al “Il corvo” di Edgar Allan Poe attraverso la battuta di Caleb “Never more”, per non parlare del livello ambientato su un treno in corsa, dove Caleb esordirà con un arrabbiatissimo “Get off my train!“, palese citazione a Ghost, o che dire di un intero livello dedicato all’Overlook Hotel di Shining, con tanto di labirinto di siepi? Non mancano poi le citazioni molto più ricercate, come la stazione di Miskatonic, in riferimento all’omonima università immaginaria creata da Lovecraft. Insomma avete inquadrato il genere di citazionismo già visto in Duke Nukem 3D, ma che qui trova la sua massima espressione.

Parlando del comparto di gioco vero e proprio, Blood risulta unico anche sotto questo aspetto. Ogni arma, ad eccezione del forcone iniziale, possiede due modalità di fuoco, una caratteristica non proprio usuale per i tempi. Il fuoco primario è solitamente quello più rapido, mentre il secondario risulta più potente ma anche più lento e dispendioso in fatto di munizioni. Il nostro arsenale sarà composto da armi classiche come ad esempio la pistola lanciarazzi (ok, classica non è), il fucile a canne mozze o il Thompson, avete presente il Tommy Gun dei film anni ’30 no? Poi ci sono quelle armi molto poco convenzionali come la bomboletta spray con accendino davanti (che nella modalità di fuoco secondaria, viene lanciata direttamente sui nemici), il cannone Tesla, non sto neanche a spiegarvi cosa è, o una sempre utile bambola voodoo.
Insomma Blood ha tutte le carte in regola per essere lo sparatutto che fa per voi!
Ehi, ma c’è nessuno? Vabbé siete già andati a giocarlo, ho capito.

Nota: La versione steam del gioco, è la Blood: One Unit Whole Blood, che comprende il gioco base più le due espansioni, utilizza in automatico DOSBox. Il gioco funziona bene sui sistemi moderni, ma risultati limitato nella risoluzione video. In alternativa è possibile utilizzare il launcher realizzato in Java, che trovate con il nome BloodGDX cliccando qui.

Video bonus: