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emily is away recensione2verdebIn un pomeriggio noioso mi sono messo a scorrere oziosamente il catalogo di Steam, incappando in Emily is Away. Il titolo è free-to-play, conta numerosi pareri postivi, quindi mi son detto: perché non dargli una chance? Il gioco presenta una grafica minimale, che richiama l’interfaccia di una vecchia versione di Windows e si svolge interamente tramite un obsoleto programma di chat, come il primo Messenger. Questo è tutto quello che vedrete nel corso della breve esperienza, che si conclude tranquillamente in meno di un’ora.
Ci troviamo a scambiare messaggi con una ragazza, Emily per l’appunto, e tutta la narrazione è costruita sull’evoluzione del rapporto con lei. Al giocatore è lasciato poco spazio di manovra, dato che l’unica interazione possibile è la scelta tra alcune risposte multiple. Le nostre decisioni modificano alcuni dialoghi, ma portano in ogni caso al medesimo risultato finale, sebbene con qualche differenza. Emily is Away fa comunque un ottimo lavoro nel costruire una storia sulla vita, sul tempo che passa e sulle occasioni perse, lavorando sulla semplice meccanica di una chat testuale. Kyle Seeley, sviluppatore unico del titolo, è riuscito a condensare in poche righe di dialogo tante emozioni differenti, offrendo così un chiaro esempio di come una buona storia si può narrare anche senza bisogno di un’eccessiva verbosità.
Difficile dire altro su un titolo del genere, senza rischiare di anticiparvi l’esperienza. Non sarà un capolavoro indimenticabile, ma è un gioco con una sua identità e che, considerata specialmente la brevità e la natura free-to-play, merita di essere provato. Se poi Emily is Away dovesse riuscire a conquistarvi, potete buttarvi su Emily is Away Too, reperibile dallo scorso maggio a prezzo contenuto dal catalogo Steam, che presenta una nuova storia e rami narrativi differenti.