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bluTalvolta capita che, per affinità di genere o di tematica, l’arrivo di un nuovo gioco risvegli i miei ricordi in compagnia di qualche vecchio titolo. Mi è successo, per esempio, in occasione dell’annuncio dello sviluppo di Age of Empires 4, che non ha riportato alla mente solo i suoi illustri predecessori, ma anche un altro strategico al quale sono molto affezionato: Empire Earth.
Riprenderlo in mano dopo così tanto tempo lascia indubbiamente un po’ interdetti, a causa di una grafica 3D piuttosto spartana che mostra i segni inequivocabili del tempo e che già non impressionava al lancio. Superato l’impatto con la veste estetica, è facile però ritrovare quelle sensazioni che me lo fecero apprezzare al tempo dell’uscita. Dopo anni spesi sui primi due capitoli di Age of Empires, di cui Empire Earth riprende ed amplia le meccaniche, ci si sente subito a casa. Il sistema di raccolta delle risorse è sostanzialmente lo stesso, così come l’avanzamento tra epoche diverse. Qui però troviamo più momenti storici, con l’evoluzione della nostra civiltà che parte dalla preistoria e arriva ad un futuro ipertecnologico. Ai livelli di difficoltà più bassi era così possibile spazzare via ondate di cavalieri medievali con un paio di potenti mech.
Empire Earth offre anche una piacevole campagna per il giocatore singolo, abbastanza impegnativa, oltre al multiplayer e alla mappa casuale. Risulta comunque meno ricco e dettagliato rispetto ad Age of Empires, innanzitutto per l’assenza di evidente differenziazioni tra le civiltà presenti. Non si trovano unità o strutture specifiche per i greci o i romani, appiattendo così l’approccio alle partite. Resta comunque un signor RTS, che è stato capace, insieme al suo seguito, di intrattenermi per un numero di ore quasi equivalente a quello dedicato all’impareggiabile Age of Empires.