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Questo gioco merita 10 solo per il comparto sonoro.
Quanto sono belle e calzanti le musiche oh.
Alcune tracce sono già state stampate nella mia testa senza che me ne accorgessi.
E gli effetti sonori, quello delle armi in primis, mamma mia.
Non è robetta questa eh.
Cioè dai… c’è pure MICHIRU YAMANE!

Poi prendi il pad e… ahia…
E non sto parlando di grafica o che altro eh, se no AHAH MA CHISSENE, no no.
Anzi, anche quella componente è ben messa in verità: i modelli poligonali sono fantastici, i personaggi soprattutto, anche se il level design non è dei migliori… più per quanto riguarda alcuni dettagli visivi che per l’architettura in sé che, anzi, rende qualche livello veramente interessante da girare per la prima volta, per via della presenza di ostacoli e vie secondarie con qualche segreto sparso qua e là, che per uno sparatutto poco longevo, da un’oretta a partita, non è poco. Sottolineo “qualche livello” eh, perché non è che siano tutti ‘sta gran cosa, tipo quello in cui bisogna sconfiggere dei carri armati in uno spiazzo di deserto… cioè, sì, parte e “oh no carri armati”, esplodono, finito, ok, ciaone…

Aspè però, ho divagato un po’… stavo parlando di robe un po’ meh che fanno pesare il suo essere un gioco PS1, o per meglio dire “un gioco PS1 senza analogici”… i controlli. C’ho il mal di pollice sinistro al solo pensare alla pesantezza nel muovere il personaggio giocabile… qualunque esso sia.
Un TPS senza levette non è facile da organizzare eh, soprattutto quando questo è molto “arcadoso”.
Tanti nemici, tanti proiettili, rigiocabilità alle stelle, con tanto di punteggi, portatissimo per le speedrun, tutto molto bello, davvero… ma (ovviamente) movimento e mirino condividono gli stessi direzionali, per la mira precisa a pieno schermo bisogna stare fermi premendo un altro tasto e per muoversi di lato continuando a mirare come si deve ecco che arrivano altri due tasti… un assillo da comandare insomma, almeno agli inizi, contando che tutti i personaggi giocabili “””corrono””” e saltano con un palo nel *AH-EHM* ci siamo capiti.
Con la levetta si attenua un po’ la cosa, visto che su lunghe sessioni il pollice vi ringrazierà per la sua salute, ma l’assenza di un’utilità per la levetta destra non cambia molto l’apprezzamento del sistema di controllo in confronto ai tasti direzionali classici.
Una volta fatta l’abitudine durante la prima partita, però, grazie anche all’aiuto della mira automatica sui bersagli visibili, va tutto liscio come l’olio.
Olio che scende molto lento, ma sempre olio buono è.

Quindi sì, certo, il personaggio sarà pure lento a muoversi e mirare, e anche solo girarsi di 180 gradi è un menù completo di gravidanza con parto, ma il gioco, anche in questo modo, riesce ad essere piacevole e veloce, se non addirittura caotico, rimanendo comunque nel limite del divertimento e della “comprensione” senza mai arrivare alla frustrazione.
A meno che non si vada di una difficoltà più alta. E lì i santi vengono giù come pioggia, ma sempre in senso buono… non che sia facile trovare un “senso buono” in tale evocazione mistica.
Ma, ripeto, Gungage, nel suo piccolo, è davvero bello divertente, tanto che mi sono fatto tutte e 4 le run in una sola giornata… e forse è questo il motivo del male al pollice, altroché… forse non è proprio colpa del gioco allora ah?

Ops, ma non ho nemmeno spiegato perché si DEVONO fare 4 run… ma è ovvio: una per ogni personaggio del gioco. Si inizia con uno, con il quale si sblocca il secondo e così via, seppur non per tutti basta “finire il gioco” per lo sblocco. Ognuno ha armi, movenze e abilità speciali diverse, e l’ordine e l’andamento dei (pochi) livelli viene modificato, per questo ogni partita risulta meno ripetitiva di quel che avrebbe potuto essere e questo aiuta a farsi apprezzare ancora di più in quanto, a tutto quello già menzionato qui sopra, si aggiunge anche una certa varietà che, in questo tipo di gioco, è una vera manna.

Ah, già… e la trama?
“Si è aperto un portale da un altro mondo e stanno uscendo fuori delle bestie e, boh, chissà che è successo, ma quattro individui molto diversi tra loro hanno i proprio motivi per mettere fine a tutto questo”
… Che credevate di trovarvi davanti, Hideo Kojima?
Già è troppo se ci sono sì e no tre linee di dialogo per ogni personaggio… e va benissimo così, perché non si parla di un titolo che ha bisogno di chissà quali giustificazioni per S P A R A R E. D’altronde, come già detto, è molto arcade in certe fattori.
Magari si spara in modo un po’ scomodo, ok, ma questo non lo rende meno meritevole di una prova da… beh, tutti. C’è anche la difficoltà Facile in caso abbiate problemi eh, non abbiate paura.

Che poi una prova è praticamente una run completa, vista la durata, ma vabbè, tanto meglio.