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Molte delle mie ore di gioco sono orbitate intorno ai lavori di alcuni autori particolarmente talentuosi. È il caso, per esempio, di Hideo Kojima con i suoi Metal Gear o Hironobu Sakaguchi per i molti pomeriggi spesi su Final Fantasy. Tuttavia, in termini assoluti, è probabilmente Sid Meier ad aver monopolizzato maggiormente il mio tempo di fronte a uno schermo. Merito indubbiamente della qualità dei vari Civilization e della loro diabolica struttura a turni, che ti risucchia in una dimensione parallela che ti fa perdere la cognizione del tempo. Il lavoro dell’autore canadese non si è però fermato al noto strategico, producendo altri giochi interessanti come Sid Meier’s Pirates!. Un po’ meno conosciuto è invece Sid Meier’s SimGolf, un manageriale che ci vedeva gestire il nostro esclusivo club di golf.
Era necessario preparare il percorso per le buche, creando sfide sì impegnative, ma senza generare eccessiva frustrazione negli atleti. Una volta aperti al pubblico, era possibile osservare i clienti avventurarsi sul green e seguire le loro partite, magari facendo il tifo per una o l’altra parte. I frequentatori del nostro club non lesinavano commenti nel corso del loro tour, imprecando per un tiro finito nel laghetto o criticando il nostro poco gusto per la composizione floreale delle aiuole. SimGolf non si fermava qui, permettendoci anche di affrontare in prima persona le buche da noi disegnate. Inoltre, una volta cresciuti a sufficienza, era possibile ospitare veri e propri tornei, così da aumentare il nostro prestigio come club e come golfista. Il classico tunnel “succhiatempo”, tipico dei giochi di Sid Meier, era così presto servito: “Solo un’altra buca” mi dicevo poco dopo pranzo e, per magia, si era fatta sera.