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Soma 1

verdeSoma è orrore puro.
Ambientale, innanzitutto, con gli eventi di gioco (in)ospitati negli spazi claustrofobici della base di ricerca sottomarina Pathos-II e nelle terrorizzanti profondità dell’Oceano.
Luoghi perfetti, per una vicenda che non coltiva mai la speranza oltre quanto necessario a rendere ancora più duro l’impatto con il suolo, una volta ricaduti nel baratro.
La sceneggiatura è magistrale e non concede un attimo di tregua al giocatore, incalzandolo con un susseguirsi di eventi misteriosi e sorprendenti, in un costante crescendo di disagio ed angoscia.
Ne risulta una narrazione “scomoda”, che rimesta con insistenza, e durezza, nelle profondità di tematiche quali l’identità e la natura umana, affrontate in modo da sembrare inedite, nella percezione, pur se care al filone fantascientifico cui l’opera si ispira.

Ed è proprio lì, tra le maglie di questi orrori da osservare, leggere ed ascoltare, che si insinua un terrore che diventa ben presto fisico, mettendo a dura prova nervi e riflessi.
Sul fronte del sistema di gioco, infatti, SOMA non concede sconti alla sua natura di survival horror in prima persona.
Le creature che infestano la base, e l’oceano, sono poche ma letali, oltre che incredibilmente inquietanti.
Non esiste la possibilità di difendersi, né di contrastarle, occorre fuggire e nascondersi, aggirandosi febbrilmente per gli ambienti tridimensionali alla ricerca di oggetti, o indizi, utili alla risoluzione di enigmi di pregevole fattura.
Una tensione assoluta, che diventa incessante grazie ad un comparto sonoro in stato di grazia, doppiaggio incluso.
Meno quello tecnico, che su PS4 conosce diversi cali di frame rate, compensati però da un’ottima direzione artistica.

Un’avventura provante e significativa, dunque, quella offerta dall’ultima fatica dei Frictional Games.
Alla fine, quello che resta, sono un corpo e una mente spinti al limite, nella finzione come nella realtà al di qua dello schermo, e la piena coscienza dell’impossibilità di scrollarsi di dosso un’esperienza che, per dieci ore, ha avuto la meglio su qualsiasi altro istinto o esigenza.
In una parola: totalizzante.