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bluNo, qua non si parla del reboot del 2014, qua si parla di FIGAGGINE ANNI ’90!
Ah no, aspè, Strider è del 1989… FIGAGGINE ANNI ’80!

Ok, bisogna ammettere che la vecchiaia c’è e si sente fortissimo, soprattutto nella reazione dei comandi e dei movimenti del protagonista. Per non parlare della difficoltà bastar- altissima tipica del cabinato che al tempo, una volta inserito il gettone, ti bisbigliava dolcemente “Ehi, hai messo una sola moneta in questa macchinetta? Ah, SEI SIMPATICO/A! VEDIAMO QUANTI SOLDI HAI REALMENTE!” prendendoti per le gambe e mettendoti a testa in giù per farti cadere gli spiccioli… ma, ecco, è anche questo il bello del gioco Capcom, il bello di quegli anni.
Se poi sei masochista va anche meglio.

Quello che non gli mancava, però, era l’originalità e, soprattutto, il carisma.
Certo, il nostro Hiryu ha affermato la sua vera ed attuale identità solo molti anni dopo – grazie al secondo capitolo – ma è proprio da qui che impariamo a conoscere quella che poi diventerà una delle facce più conosciute ed apprezzate partorite da Capcom. Anche perché, dai… È UN NINJA FUTURISTICO!
Agile e letale, le sue abilità, le sue armi e i suoi strumenti, da soli, riuscivano a vendere il gioco. Naturalmente non era proprio una novità un titolo con “ninja che ammazzano tutti per arrivare al cattivone di turno” (vero Shinobi e Ninja Gaiden?), ma l’ambientazione, il particolare level design con tanto di fasi verticali ed a “gravità alterata”, la moltitudine di nemici e boss a schermo, le acrobazie, la sempreverde lama taglia-robottoni Cypher, accoppiata al falcetto da scalata e all’enorme varietà di power-up hi-tech… tutto questo rendeva Strider un signor action-platform: corto ma impegnativo nel puro stile arcade, dinamico e frenetico come poche cose prima di allora, e rigiocabile più e più volte senza mai un briciolo di noia (giusto un “pizzico” di frustrazione le prime volte).

Ripeto, non sarà invecchiato benissimo, ma rimane ancora oggi un titolo imprescindibile, da provare assolutamente, anche solo per farsi un’idea della (mini)serie in questione e per passare una delle migliori tappe della Capcom anni ’80/’90. Sicuramente un plus per il proprio bagaglio culturale.
Sempre se si parla della sua versione “primogenita” per CP System eh, compresa anche in un paio di Capcom Classics Collection (2 e Remixed per la precisione). Va bene anche un porting che riprende tale versione a dovere, come l’arcade-perfect per la prima Playstation – uscito con Strider 2 – o quel grandissimo lavoro atto a far girare ‘sto ben di dio su SEGA Mega Drive… Insomma, voglio dire: giocate l’originale, assaporate appieno la potenza del 1989/1990 e state alla larga da quelle robe sviluppate da terzi su macchine che mai avrebbero potuto reggere il tutto, tipo quella cosa uscita per SEGA Master System, che teneva pure un “””sequel””” non ufficiale… BRRRRR-

Ascoltiamo la storica musica del primo livello per dimenticare…